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ANTEPRIMA AMARONE

Un’annata difficile che si rivela complessa ed elegante: l’Amarone 2016 alla prova del calice

Minor residuo zuccherino, estratto secco e ph per invecchiamenti più lunghi in cantina: le tendenze della Valpolicella per un Amarone più bilanciato

Dicono gli esperti del settore che l’annata 2016 sia stia rivelando molto interessante per diversi territori del vino italiano, anche più dell’osannata 2015, che ha comunque regalato uve sanissime ma anche vini molto strutturati e, alle volte, poco armoniosi. La Valpolicella non fa eccezione: l’Anteprima Amarone 2016 del Consorzio Vini della Valpolicella, andata in scena, ieri ed oggi a Verona, ha effettivamente presentato bottiglie dallo spettro aromatico ampio e ben bilanciato e dal sorso gustativamente equilibrato, complice l’andamento climatico dell’anno: inverno freddo ma secco, primavera piovosa e fresca fino a maggio e quindi un’estate non particolarmente calda, che però si è risolta in un autunno gradevole dalle temperature elevate e una buona ventilazione, proprio nei mesi decisivi per una maturazione tecnico-fenolica ottimale. L’umidità costante durante l’anno ha causato non pochi grattacapi per quanto riguarda la peronospora e le temperature costantemente sotto la media hanno ritardato le diverse fasi fenologiche, riprese solo con l’autunno: tutto ciò ha fatto sì che il 2016 venisse archiviato fra le annate difficili.
Ma - di nuovo, e sempre più spesso - il vino riesce a dimostrare una sua capacità evolutiva indipendente dai dati agronomici e dalle previsioni. E, infatti, ecco le caratteristiche organolettiche dell’Amarone 2016: tutti presenti i marcatori fruttati, dai frutti neri (di mora e mirtillo) a quelli rossi (lampone, fragola e ciliegia), fino alle note agrumate di arancia rossa. Presenti le spezie (tendenzialmente dolci e delicate, più limitate quelle decise e legnose) e le note balsamiche, sia profonde, ma spesso più fresche. Coerentemente complessa la struttura al palato: la caratteristica anima dolce dell’Amarone ha trovato una buona sponda nei tannini (spesso levigati, alcune volte ancora scontrosi), ma soprattutto nella sapidità, che ha affusolato un sorso abbastanza caldo, senza però riuscire sempre - a nostro avviso - a rinfrescarlo a sufficienza da renderlo succoso.
Vini piacevolmente balsamici e minerali, che si imprimono profumati nel centro della bocca, la cui impronta è assolutamente riconoscibile anche a confronto con vini secchi da appassimento provenienti da altri continenti - dall’Australia e Nuova Zelanda alle Americhe e al Sudafrica - come ha dimostrato la degustazione “Amarone vs vini del Nuovo Mondo” tenuta dal Master of wine Peter McCombie.
Sempre sul fronte dello stile, il Consorzio ha segnalato come l’Amarone 2016 segni “in maniera sempre più chiara la tendenza a produrre un vino caratterizzato da un minor residuo zuccherino medio (al di sotto dei 4 g/l), ma anche un estratto secco e un pH più contenuti, alla ricerca non solo di potenza e ricchezza, ma anche di un gusto elegante e ben bilanciato”. Le cantine aderenti sembrano inoltre puntare convintamente a periodi di invecchiamento più lunghi prima dell’introduzione del vino sul mercato: a riprova di ciò, su 54 campioni presentati in degustazione, ben 36 in questa edizione erano campioni da botte (quasi il 70%).

Di seguito i migliori assaggi dello staff Winenews:
Albino Armani, Amarone della Valpolicella Classico 2016
Leggiadro: fruttato, decisamente fresco e verticale. Aromi di lamponi e vaniglia, pepato e vegetale a fine sorso

Ca’ Rugate, Amarone della Valpolicella Punta 470 2016
Una ciliegia croccante, spezie dolci, il sorso è vivo e centrale, piacevolmente fresco e balsamico

Falezze di Luca Anselmi, Amarone della Valpolicella 2016
Aroma spiccatamente floreale di rosa, accompagnato da agrumi, sorso dolce e mentolato, dal buon tannino

Giovanni Ederle, Amarone della Valpolicella 2016
Pepato già al naso e intensa ciliegia, si ritrova fruttato anche in bocca, aderente ma senza eccessi

Le Guaite di Noemi, Amarone della Valpolicella 2016
Note balsamiche, di ciliegia fresca e di rosa, ha una discreta freschezza che stempera il calore, ammandorlato nel finale

Vigna ’800, Amarone della Valpolicella Classico 2016
Vino profondissimo, confettura e china ed erbe medicinali, dal sorso che inizia dolce e marbiso ma finisce pepato e balsamico

Villa San Carlo, Amarone della Valpolicella 2016
Ciliegia croccante e note balsamiche delicate, per un sorso dolce, dal tannino centrale e dalla sapidità finale

Santa Sofia, Amarone della Valpolicella Classico 2016
Naso scuro di ciliegia e cioccolato, liquirizia fresca e vaniglia, denso, recupera in fruttata sapidità finale

La Collina dei Ciliegi, Amarone della Valpolicella Valpantena 2016
Vino caldo di cannella, ciliegia e china, è aderente in bocca ma bilanciato dai ritorni fruttati

Roccolo Grassi, Amarone della Valpolicella 2016
Arancia rossa, ematico, note speziate e dolci di cioccolato, rivela un sorso dalla trama tannica fine e dal finale pepato

Zýmē, Amarone della Valpolicella Classico 2016
Intensamente agrumato, dai profumi vivi di ciliegia, ha un sorso morbido e fruttato e infine sapido con ritorni di arancia rossa

Vigneti di Ettore, Amarone della Valpolicella Classico 2016
Alloro e china sia al naso che in bocca, ha un sorso caldo e speziato che finisce leggermente ammandorlato e fruttato

Secondo Marco, Valpolicella Classico 2017
Menzione speciale per questo Valpolicella leggiadro come una ballerina, vivo nel colore e piacevolmente succoso

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