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EXPORT NEGLI STATES

Usa, in primi 4 mesi 2018, vino italiano a 544,7 milioni di euro, +4,4% in volume e +1% in valore

Summer Fancy Food, con Vinitaly e Ice: le cantine del Belpaese protagoniste a New York
ICE, NOMISMA, USA, VINITALY, Italia
Italia protagonista in Usa, al Summer Fancy Food con Vinitaly, Ice ed il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati

Gli Stati Uniti si confermano strategici per il vino italiano, con 544,7 milioni di euro di esportazioni complessive nei primi 4 mesi del 2018, in crescita del 4,4% in volume e dell’1% in valore, secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor. Con il Belpaese che rimane il principale Paese fornitore degli States anche in questa prima parte dell’anno, ma la competizione, con particolare riguardo alla Francia, è molto serrata. E proprio negli States, in questi giorni, vino italiano, insieme al made in Italy agroalimentare, è stato protagonista del Summer Fancy Food di New York, che si è chiuso ieri, con Vinitaly e la Vinitaly International Academy, nel padiglione italiano realizzato nel piano di promozione straordinaria del made in Italy curato da Agenzia Ice in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, che ha presentato oltre 300 aziende sotto il segno distintivo del claim “The Extraordinary Italian Taste”.
Una vetrina importante, con tante imprese e le istituzioni, con il Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e Michele Forte, alla guida dell’Ice di New York, dove il Vinitaly Wine Bar ha offerto ai buyer del trade e del canale horeca l’opportunità di conoscere e degustare oltre 600 vini selezionati in collaborazione con Italia del Vino Consorzio (realtà che mette insieme 18 cantine di primo piano del Belpaese, Banfi, Cantine Lunae, Cà Maiol, Cantina, Mesa, Casa Vinicola Sartori, Di Majo Norante, Drei Donà, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini, Librandi Antonio e Nicodemo, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Ronchi di Manzano & C., Santa Margherita Gruppo Vinicolo, Terre de La Custodia, Terredora di Paolo, Torrevento e Zonin1821, che sviluppano un fatturato complessivo di oltre un miliardo di euro e rappresentano l’8% dell’export di vino italiano) lungo le tre giornate della rassegna, con focus su denominazioni importanti come Trento Doc, Sicilia Doc e Chianti Classico.
“Gli Stati Uniti sono il principale mercato mondiale della domanda di vino e lo saranno ancora per molto tempo. In questo senso è indicativo ciò che è emerso dall’outlook Vinitaly-Nomisma sulle abitudini al consumo negli Usa: oltreoceano il primo target è rappresentato dai giovani dai 21 ai 35, mentre in Italia l’età dei top consumer è molto più alta. Un dato questo che la dice lunga anche sul fascino esercitato da una bevanda sempre più status symbol per i giovani statunitensi”, commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

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