L’amministrazione Trump muove i primi passi per rafforzare i controlli sugli ingredienti aggiunti dall’industria alimentare ai prodotti destinati ai consumatori americani, ma la riforma proposta dal segretario alla Salute americano Robert F. Kennedy Jr. viene già giudicata insufficiente da numerosi esperti di salute pubblica e alimentazione. Come riferisce la Nbc, il Segretario alla Salute ha annunciato una proposta di norma che obbligherebbe le aziende a notificare alla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia federale degli Stati Uniti incaricata di controllare e regolamentare la sicurezza di alimenti, farmaci, vaccini, dispositivi medici, cosmetici e prodotti del tabacco, quando classificano un additivo come “Gras” (Generally recognized as safe - Generalmente riconosciuto come sicuro), fornendo, inoltre, informazioni sugli ingredienti già presenti sul mercato. Finora le imprese statunitensi potevano, infatti, autocertificare la sicurezza di molti ingredienti senza dover informare l’agenzia federale, un meccanismo che, secondo i critici, ha consentito l’ingresso nella catena alimentare di migliaia di sostanze scarsamente studiate.
Il sistema Gras, introdotto negli Anni Cinquanta del Novecento per agevolare l’utilizzo di ingredienti comuni come paprika, aglio e vaniglia senza sottoporli a lunghi iter autorizzativi, era stato concepito anche per alleggerire il carico di lavoro della Fda. Nel tempo, però, secondo numerosi esperti, l’esenzione si sarebbe trasformata in una vera e propria falla normativa sfruttata dall’industria. Tra le sostanze considerate generalmente sicure figurano composti impiegati come conservanti nei cereali per la colazione, emulsionanti in alcuni gelati e condimenti per insalate e specifici dolcificanti ipocalorici utilizzati in dessert e caramelle senza zucchero. In un evento, nei giorni scorsi, con Kennedy, Dariush Mozaffarian, direttore Food Is Medicine Institute della Tufts University, un centro di ricerca interdisciplinare che promuove l’integrazione della nutrizione nel sistema sanitario, ha affermato che “la maggior parte delle sostanze è stata introdotta attraverso questa procedura senza adeguata divulgazione pubblica delle informazioni sulla sicurezza”.
La proposta prevede che le notifiche diventino pubbliche e che le aziende trasmettano dati anche sugli ingredienti già classificati come Gras e attualmente utilizzati nei prodotti alimentari. Tuttavia, secondo Alyssa Moran, vicedirettrice Center for Food and Nutrition Policy dell’Università della Pennsylvania, un centro di ricerca che studia le politiche alimentari e nutrizionali per promuovere la salute pubblica e prevenire le malattie croniche legate all’alimentazione, “la misura non impedisce alle imprese di continuare ad autocertificare la sicurezza degli ingredienti e non è nemmeno previsto un termine preciso entro cui effettuare le notifiche alla Fda”. Per Moran, “definire l’intervento come la chiusura della “falla Gras” risulta, quindi, fuorviante”.
Anche Jennifer Pomeranz, docente di Politiche e gestione della salute pubblica alla New York University School of Global Public Health, ha descritto la proposta come “un primo passo molto importante”, sottolineando, però, la necessità di chiarire quali dati dovranno essere forniti sugli ingredienti già presenti nell’approvvigionamento alimentare per dimostrarne realmente la sicurezza. Nel corso degli anni la Fda è intervenuta vietando alcuni ingredienti inizialmente ammessi quando sono emerse prove di possibili danni alla salute. Tra questi figurano il colorante sintetico Red No. 3, associato a casi di cancro negli animali, e l’olio vegetale bromurato, un additivo alimentare ottenuto legando atomi di bromo ad un olio vegetale utilizzato in alcune bevande aromatizzate agli agrumi e collegato a danni a fegato, cuore e cervello.
La riforma rappresenta una delle priorità della campagna “Make America Healthy Again” sostenuta da Kennedy. Stephanie Harris, responsabile delle politiche pubbliche della Food Industry Association, ha definito la proposta un passo importante, ma ha evidenziato i limiti legali dell’azione della Fda, chiedendo al Congresso di approvare una cornice normativa nazionale basata sulla scienza per garantire maggiore trasparenza sugli ingredienti. Kennedy ha, inoltre, annunciato che una definizione federale ufficiale degli “alimenti ultraprocessati” è nella fase finale di revisione, senza, però, renderne noto il testo né indicare una tempistica per la pubblicazione. Anche il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani non ha fornito dettagli sui tempi dell’annuncio.
In questo contesto, il dibattito americano sulla qualità degli alimenti e sul ritorno a prodotti considerati più naturali sembra riflettersi anche nelle dinamiche di mercato: una parte dei consumatori statunitensi mostra crescente interesse per alimenti tradizionali, riconoscibili per origine e processo produttivo, in linea con l’enfasi posta dal movimento di Kennedy sulla riduzione del consumo di prodotti altamente trasformati.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

























































































































































































