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IL TREND

La “schiscetta” in spiaggia è plant-based: +20% di cibi leggeri e freschi nell’estate 2026

Non più lauto pranzo consumato anche sotto l’ombrellone, il cibo al mare racconta una nuova cultura alimentare orientata al benessere
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La “schiscetta” in spiaggia è plant-based (ph: Gemini Ai)

La “schiscetta” da spiaggia non è più il lauto pranzo consumato anche sotto l’ombrellone, ma diventa il simbolo di una nuova cultura alimentare orientata a leggerezza, benessere e ingredienti vegetali. In un contesto in cui il benessere si conferma sempre più centrale nelle scelte estive dei consumatori, si registra anche un incremento del +20% della domanda di cibo fresco e pasti leggeri. Tra insalate creative, bowl colorate, primi con verdure di stagione e piatti a base di legumi, l’estate 2026 consacra il plant-based come protagonista dei pasti fuori casa, sostenuto da un mercato globale in forte espansione e da consumatori sempre più attenti alla salute e all’impatto ambientale delle proprie scelte. Secondo il report Plant-Based Food Market di Research and Markets, il mercato mondiale degli alimenti vegetali passerà da 64,14 miliardi di dollari nel 2025 a 73,05 miliardi nel 2026, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 13,9%, per arrivare a 124,36 miliardi di dollari entro il 2030 grazie a un Cagr del 14,2%.
A trainare la crescita non è solo il crescente interesse per salute e benessere, ma anche l’aumento delle intolleranze alimentari, l’espansione delle popolazioni vegetariane e vegane, lo sviluppo della distribuzione moderna e la disponibilità di fonti proteiche vegetali sempre più diversificate. Nei prossimi anni peseranno, inoltre, la maggiore attenzione verso sistemi alimentari sostenibili, la domanda di prodotti fortificati e funzionali, l’innovazione tecnologica nel food, la diffusione del plant-based nei mercati emergenti e gli investimenti nella ricerca sulla nutrizione alternativa. Tra i trend più rilevanti emergono l’ampliamento delle linee di proteine vegetali, la richiesta di ingredienti naturali e clean label (prodotti alimentari con liste ingredienti semplici, comprensibili e percepite come più naturali, privi o con quantità ridotte di additivi, conservanti, coloranti e ingredienti artificiali, ndr), il miglioramento di gusto e consistenza dei prodotti e la crescita dei pasti plant-based pronti al consumo.
La spinta arriva anche dalla crescente preferenza dei consumatori verso prodotti completamente derivati da ingredienti vegetali, privi di carne, latticini, uova e miele, percepiti come alleati del controllo del peso, della salute cardiovascolare e del benessere generale. Un orientamento confermato dal Good Food Institute (Gfi), un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove lo sviluppo di proteine alternative, come alimenti plant-based, carne coltivata e prodotti ottenuti tramite fermentazione, secondo cui le vendite di alimenti plant-based nei sei principali mercati europei hanno raggiunto 5,4 miliardi di euro nel 2024, in aumento del +5,5% sul 2023. Sul fronte dell’offerta, le aziende stanno accelerando attraverso partnership strategiche per sviluppare nuovi prodotti e migliorare le capacità produttive.
A confermare il consolidamento del fenomeno è anche un’analisi di McCain Foodservice, la divisione di McCain Foods che fornisce prodotti e soluzioni per il settore della ristorazione professionale, secondo cui il 74% dei consumatori sceglie pasti vegetali almeno occasionalmente, segnale di come il comportamento “flexitariano” (chi segue un’alimentazione prevalentemente vegetariana, ma consuma occasionalmente carne o pesce, ndr) sia ormai entrato nelle abitudini alimentari mainstream. Una trasformazione che coinvolge soprattutto le giovani generazioni e che premia piatti familiari, gustosi e accessibili, spesso ispirati allo street food internazionale. Le preparazioni comfort a base vegetale, dalle loaded fries alle bowl con patate e verdure, fino alle specialità influenzate dalle cucine coreana, mediorientale, giapponese, messicana e mediterranea, stanno conquistando spazi crescenti anche nei pub e nei bar, dove la domanda di pasti vegani è in forte aumento.
“Per me - commenta Vittorio Vaccaro, chef e conduttore food Tv che ha condiviso il suo know-how culinario nello sviluppo della visione plant-based di OraSì - portare la qualità sotto l’ombrellone significa dimostrare che anche un pranzo in spiaggia può essere gustoso, fresco e ben equilibrato. Mi piace reinterpretare i grandi classici dell’estate con ingredienti vegetali e frutta di stagione, valorizzando sapori autentici e piatti leggeri, facili da digerire senza rinunciare al gusto. Oggi mangiare bene significa anche sentirsi bene, e una cucina che dà spazio agli ingredienti vegetali può offrire un’alternativa fresca, equilibrata e ricca di sapore, perfetta anche da gustare in riva al mare”.

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