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Allegrini 2018
INVESTIMENTI

Valpolicella terra di imprenditori del vino: una cantina da 8 milioni di euro per Santa Sofia

L’investimento della griffe dell’Amarone segue gli esempi scritti, tra gli altri, da Allegrini, Tommasi, Zenato, Cantina di Soave

Se le quotazioni dei vigneti premiano le Langhe e il Brunello di Montalcino, quando si parla di investimenti in cantina, tante sono anche le aziende che mostrano una certa vivacità in Valpolicella, terra del “terzo” grande rosso del Belpaese, l’Amarone, e di un’imprenditoria che punta alla crescita, non solo economica, del proprio territorio, a tutti i livelli: da Bertani Domains ad Allegrini, da Zenato a Tommasi, alla Cantina di Soave (che gestisce il 49% dei vigneti della Valpolicella Doc, ndr), che ha inaugurato nel settembre 2019 la sua nuova cantina, figlia di un investimento da 90 milioni di euro. E non finisce qui: l’ultimo esempio arriva da Santa Sofia, cantina della Valpolicella Classica dove si produce vino dal 1811, dai vigneti che circondano la villa progettata da Andrea Palladio nel 1565, storica sede dell’azienda, le cui cantine custodiscono ancora oggi le barriques di rovere francese in cui maturano i cru di Amarone e Valpolicella Classico. Poco distante da qui, tra qualche anno sarà pronta la nuova cantina, per cui è stato stanziato un investimento di 8 milioni di euro. Un passo necessario, e lo dicono i numeri, che parlano di una produzione di mezzo milione di bottiglie, su un territorio che copre 69 ettari in tutta la Valpolicella. “Il nuovo progetto dovrà rispecchiare l’identità storica dell’azienda - spiega Luciano Begnoni, alla guida dell’azienda - ma sarà per noi anche assolutamente importante che il nuovo edificio sia coerente con i principi della sostenibilità ambientale. Si tratta di una vecchia costruzione da ripensare e ristrutturare, che non deve avere alcun impatto negativo sull’ambiente”.

Focus - Santa Sofia oggi
Attualmente le bottiglie sono custodite nella parte più antica risalente al 1300 e realizzata unicamente in tufo si trovano le botti di rovere di Slavonia, dove maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso. Nella cantina, di costruzione più recente, costruita nel 1700 con volte in mattone, ci sono i serbatoi d’acciaio in cui maturano invece i vini più giovani e freschi: Bardolino, Bardolino Chiaretto, Soave, Lugana, Custoza, Pinot Grigio e Merlot Corvina. Nelle cantine costruite insieme alla villa palladiana nel XVI secolo e già allora dedicate alla conservazione del vino, si trovano le barrique di rovere francese riservate alla maturazione di Gioè Amarone della Valpolicella Classico, Recioto della Valpolicella Classico, Valpolicella Classico Superiore Montegradella e Arlèo. I vini che richiedono una maturazione più lunga prima di essere presentati al pubblico affinano in bottiglia negli ampi spazi della villa: la prima bottiglieria, collocata sotto la villa e risalente al XVI secolo, contiene fino a 80.000 bottiglie; la seconda ha una capacità di 70.000 bottiglie.I risultati di questo investimento si vedranno col tempo, per un passo giudicato fondamentale nello sviluppo di Santa Sofia, che a oggi è presente in 65 paesi ed esporta buona parte della sua produzione all’estero, dalla Francia alla Scandinavia, dagli Usa al Canada.

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