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Vendemmia 2023: l’Italia il Paese che ha perso più vino sul 2022, ma il crollo è nell’Emisfero Sud

Produzione mondiale a 244 milioni di ettolitri: peggio solo nel 1961. Le stime dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv)
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La vendemmia 2023, nel mondo, a 244 milioni di ettolitri, secondo Oiv

In valori assoluti, l’Italia è il Paese che ha perso più ettolitri di vino prodotto nel 2023 sul 2022: -5,9 milioni, con il Belpaese seguito da Spagna (-5), Australia (-3,1), Argentina (-2,6) e Cile (-2,5), con la perdita, nei tre Paesi dell’Emisfero Sud che, ovviamente, incide molto più che in quelli dell’Emisfero Nord. A crescere di più, invece, sono stati gli Usa, con +2,8 milioni di ettolitri, seguiti, ma a distanza, da Germania (+ 0,9 milioni di ettolitri), Austria (+0,6), Romania (+0,6) e Bulgaria (+0,1). Numeri Oiv, l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, che, al di là di un piccolo “borsino” di chi sale e chi scende nella produzione di vino, dicono che quella 2023, secondo le stime, emerse dai dati dei 29 Paesi che rappresentano il 94% della produzione mondiale, sarà l’annata più scarsa degli ultimi 60 anni, il cui bilancio finale sarà intorno ai 244,1 milioni di ettolitri (esclusi succhi e mosti), con un -7% sulla vendemmia 2022, già sotto la media degli ultimi 5 anni. Soprattutto a causa degli effetti del clima, tra grandine, gelate, piogge abbondanti, siccità e peronospora, a seconda delle diverse latitudini.
Un’annata non troppo lontana dai 214 milioni di ettolitri del 1961, da quando si registrano questi dati, e anche sotto alla più recente e scarsissima annata 2017, a 248 milioni di ettolitri. Guardando ai singoli Paesi, la Francia con una produzione stimata di 45,8 milioni di ettolitri, stabile sul 2022 e a +3% sulla media degli ultimi 5 anni, è il primo Paese produttore al mondo, come noto, davanti all’Italia, con 43,9 milioni di ettolitri, a -5,9% sul 2022 e -13% sulla media quinquennale, e alla Spagna, con 30,7 milioni di ettolitri, giù del -14% sul 2022, e del -19% sulla media dei 5 anni. In ogni caso l’Unione Europea continua ad essere il vero serbatoio del vino mondiale, con una produzione che è pari al 61% del totale. Fuori dall’Ue, tengono il passo gli Usa, quarto Paese produttore a livello mondiale, con 25,2 milioni di ettolitri, ed una crescita del 12% sul 2022 e del 4% sulla media degli ultimi 5 anni.
Il vero crollo complessivo, però, è nell’Emisfero Sud: se tiene la Nuova Zelanda (-6%), con una produzione di 3,6 milioni di ettolitri, si va dal -10% del Sudafrica (9,3 milioni di ettolitri) al -20% del Cile (10 milioni di ettolitri), dal -24% dell’Australia (9,9 milioni di ettolitri) al -23% dell’Argentina (8,8 milioni di ettolitri), al -30% del Brasile (2,3 milioni di ettolitri), ed al -34% in Uruguay (con un produzione di appena 0,5 milioni di ettolitri).
Ma, tutto sommato, pensando alla tenuta dei prezzi del vino, il fatto che, in una fase in cui i consumi, a livello mondiale, non sono sfavillanti, la produzione non sia poi troppo abbondante, potrebbe non essere un male.

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