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BILANCIO

Verso la vendemmia 2023, il bilancio finale dalla raccolta 2022: su il Veneto, giù la Sicilia

Assoenologi, Ismea e Uiv: 50 milioni di ettolitri, in media con gli ultimi anni. L’instabilità del meteo crea apprensione e incertezza

Nelle prime stime divulgate ad inizio settembre, Assoenologi, Ismea e Uiv avevano definito la 2022 come un’annata caratterizzata da elementi di eccezionalità, per l’evoluzione dell’andamento climatico e meteorologico. Previsioni confermate dai dati definitivi della vendemmia che, se da un lato ribadiscono una produzione complessiva di 50 milioni di ettolitri, dall’altro rivedono la ripartizione sui diversi territori, che non ha pienamente rispettato le previsioni proprio per le particolari situazioni meteo che hanno caratterizzato i mesi della raccolta.
Le regioni del Nord
, colpite da temperature estive torride accompagnate poi dai fenomeni temporaleschi in agosto (anche con qualche danno), che potevano far pensare a produzioni contenute, si sono invece caratterizzate per un buona tenuta delle produzioni e addirittura in evidente aumento in Veneto (12,6 milioni di ettolitri, +7,2% sul 2021) e Friuli (2,2 milioni di ettolitri, +9,1%) proprio grazie al positivo andamento dei mesi di settembre e ottobre e ad una conduzione del vigneto attenta e professionale, di altissimo livello, con risultati davvero ottimali.
Di contro, nelle Regioni del Sud, in particolare Campania (536.000 ettolitri, -20,4%) e Sicilia (3,5 milioni di ettolitri, -23,2%) e parte della Puglia (10 milioni di ettolitri, -2,3%), le torride temperature estive e la stentata vegetazione, che si pensava fosse compensata dalle piogge del mese di agosto, hanno invece determinato una evidente riduzione della produzione che deve far riflettere su come trovare forme di soccorso idrico adeguato in casi di temperature eccezionali come quelle dell’estate scorsa. Anche al Centro, Lazio (713.000 ettolitri, -16,5%) e Abruzzo (3 milioni di ettolitri, -7,9%) hanno risentito più del previsto dello stress estivo subito dai vigneti.
Alla luce dei dati definitivi, la vendemmia 2022 risulta, quindi, leggermente sopra alla media degli ultimi 5 anni, ma allineata nel lungo periodo, considerando anche il costante rinnovamento dei vigneti e l’attenta conduzione tecnica che oggi esprimono le aziende viticole, a garanzia di un’adeguata produzione e qualità.
L’analisi Assoenologi, Ismea e Uiv chiude, quindi, i conti della raccolta 2022, e guarda alla prossima vendemmia con grande apprensione e incertezza, in un 2023 che si sta caratterizzando per un andamento climatico all’insegna della variabilità e che vede già impegnati i tecnici viticoli e gli enologi in un attento lavoro di monitoraggio e di tempestiva programmazione delle operazioni di campagna per garantire un adeguato livello qualitativo al vino italiano.

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