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TRA PASSATO, PRESENTE, FUTURO

Vini-simbolo d’Italia e rilancio del made in Italy nel mondo: nasce “Banfi Brunello Ambassador Club”

I membri? Chi ha contribuito alla crescita del Brunello e del suo brand nel mondo con la più grande azienda produttrice, e oggi ne è testimonial

Nel passato, non troppo lontano, i territori del vino italiano ce l’hanno fatta. Da una storia profondamente popolare, agricola, semplice perché legata ad un mondo che lo era, sono diventati una celebrità, ed i loro vini un simbolo stesso di un’Italia creativa, che inventa, che riesce, anche superando le difficoltà. Come quelle che anche il mondo del vino sta vivendo in questo momento, per l’emergenza Covid. Un momento difficile in cui, anche nei territori di vini-icona come il Brunello di Montalcino si ripensano nuovi modi di raccontarsi e diffondere la propria immagine nel mondo. Come, e con lo stesso spirito, di quel passato. Sono trascorsi 40 anni dalla nascita di Banfi, la cantina che, in tempi non sospetti e relativamente brevi, ha lanciato nel mondo uno dei più grandi vini italiani, inventato alla fine dell’Ottocento dalla famiglia Biondi Santi, portandolo in ben 92 Paesi. Gli stessi Paesi in cui, oggi, la più grande azienda produttrice di Brunello (e non solo, con 2.850 ettari di terra, dagli 850 di vigneto ai 105 a susini, dai 45 a farro e frumento ai 40 ad oliveto, dai 9 di ciliegi ai 10 di sulla, dedicati alla produzione di miele, fino agli 8 ettari dedicati alla tartufaia, per oltre 1.070 ettari di colture agricole pregiate, come il Grano Senatore Cappelli, per esempio, e ancora tanto bosco, che custodisce una rete idrica di piccoli fiumi e laghetti, il tutto sormontato da un trecentesco castello, oggi Relais & Château di lusso con tanti di ristorante gourmet), chiama a raccolta enoteche, ristoranti, importatori e partners, per farne testimonial, narratori ed educatori del primo “Banfi Brunello Ambassador Club”. Un progetto che getta le sue basi e guarda al futuro e alla contaminazione culturale, per crescere ed accogliere nuovi membri, tra chi, in quei 40 anni, ha contribuito alla crescita del brand Brunello di Montalcino in Italia e nel mondo.
“Dopo oltre 40 anni di storia e con oltre 20 milioni di bottiglie di Brunello di Montalcino vendute in tutto il mondo - spiega a WineNews il presidente della Fondazione Banfi, Rodolfo Maralli - è il momento di lanciare una nuova iniziativa, destinata a cambiare ancora, per i 40 anni a venire, il mondo del Brunello: un Club, che conferma il ruolo di Banfi nella storia di uno dei prodotti iconici del made in Italy e nel tessuto sociale ed economico del suo territorio, e che accoglierà una ristretta selezione di partners il cui contributo pionieristico al successo del Brunello è stato talmente significativo da farne dei veri e propri Ambasciatori”.
Un progetto che partirà in Italia nel 2021, ma che ben presto aprirà le proprie braccia per accogliere Ambasciatori da tutto il mondo: tutte persone che, a partire dal lontano 1978, credettero, con passione, entusiasmo e con un pizzico di coraggio, in questo innovativo, visionario e per certi versi irripetibile progetto imprenditoriale della famiglia americana (ma di origine italiana) Mariani. “Uomini, donne ed aziende della ristorazione, della somministrazione e della vendita che, fin dall’inizio, ci hanno creduto - continua Maralli - e continuano a farlo”.
Una storia, definita come “il più grande progetto mai realizzato nella produzione di vini di qualità in Italia”, e costruita passo dopo passo dalla cantina che ha venduto più bottiglie di Brunello nel mondo, dentro e fuori i confini di Banfi. Un progetto che, ancora oggi, guarda oltre la produzione di uno dei più importanti vini italiani, rivolgendo il proprio interesse al territorio che ha contribuito a rendere quello che è oggi, e con il quale continua a scrivere il futuro. Nella convinzione che produrre vino non è solo una questione economica, ma anche sociale e soprattutto culturale. La stessa convinzione che fa immaginare un futuro in cui dal mondo dell’arte a quello della moda, dal mondo della letteratura a quello della musica, accanto alle personalità più importanti dell’imprenditoria made in Italy, nuovi membri possano entrare a far parte del nuovo Club. Un Club aperto, inclusivo e non esclusivo, con il quale grazie al vino continuare a “produrre” ed esportare la nostra cultura.

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