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EMERGENZA CORONAVIRUS

Vinitaly: “lavoriamo perchè l’edizione di giugno abbia la massima efficacia possibile”

Lettera agli espositori: “la nostra nel vino non è leadership “di cassa”, ma di mercato, di progetti e di intenti comuni con le imprese”
VINITALY, Italia
Giovanni Mantovani, dg VeronaFiere

Il quadro legato all’emergenza Coronavirus è più incerto che mai, e tutti cercano di districarsi in una situazione che di certezze non ne offre a nessuno. Certo è che non si può neanche navigare completamente a vista, e si deve cercare di mettere dei punti fermi, nella consapevolezza che, pur facendo il massimo perchè si concretizzino, le cose possono cambiare ancora. È il senso della lettera che Veronafiere sta inviando agli espositori di Vinitaly, dopo i dubbi di alcuni legati allo spostamento della data della più importante fiera del vino italiano, che, a causa del Coronavirus, è stata spostata dal periodo tradizionale e storico di aprile, al 14-17 giugno 2020, in un quadro di assoluta straordinarietà (e con la Fivi - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che proprio in queste ore ha chiesto di andare direttamente al 2021, ndr). In cui Veronafiere, spiega nella lettera, sta facendo il massimo per garantire “la massima efficacia possibile alla manifestazione”, “con le attività organizzative, anche di tipo straordinario”. “Vinitaly è la nostra manifestazione più significativa e più importante; lo è non tanto in termini economici, ma in quanto promuove, rappresenta ed in alcuni ambiti guida da decenni il settore enologico italiano nel mondo. Non è una leadership di cassa: è una leadership di mercato, di progetti, di comunanza d’intenti con un’imprenditoria vivace ed intraprendente, portabandiera del made in Italy, con la quale abbiamo il privilegio di dialogare da 54 anni. Non vogliamo che questo filo si interrompa, e con noi non lo vuole il sistema promozionale italiano”, scrive Vinitaly, che aggiunge: “i cambiamenti repentini di scenario, il bombardamento di informazioni, anche contrastanti, che riceviamo quotidianamente, la nostra natura di imprenditori che ci spinge comunque a pianificare e programmare, corrono davvero il rischio di farci perdere la bussola: non si può vivere alla giornata, ma non si possono neanche cambiare i piani ad ogni flash di agenzia. C’è un termine che aiuta tutti, ed è quello del 3 aprile indicato dall’ultimo Decreto del Governo: in questo lasso di tempo è chiesto a tutti noi di adoperarci per il contenimento della diffusione del virus”.
“Noi - scrive ancora Veronfiere - stiamo lavorando al massimo delle nostre capacità per garantirti un’edizione in linea con gli standard già conquistati, in grado di soddisfare le tue aspettative, con molte aree di innovazione e con un forte impegno sul fronte del business. Un’attività, questa, svolta in piena condivisione e collaborazione con il sistema promozionale nazionale. Stiamo lavorando ad un Vinitaly “straordinario” in un tempo “straordinario”.
Ovviamente, si spiega, verranno svolte verifiche costanti nei prossimi giorni, a tutela degli investimenti delle imprese, sperando che il quadro complessivo assuma sempre più i toni accesi di una ripartenza dell’economia italiana, di cui il vino è uno dei simboli più importanti a livello mondiale.

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