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DAL 31 MARZO AL 3 APRILE

Vinitaly and the City: la bella Verona racconta il vino italiano nei suoi gioielli patrimonio Unesco

Aspettando “Vinitaly 2023”, al via il “fuorisalone” dedicato agli appassionati tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale

“Capitale” del vino italiano da oltre mezzo secolo grazie al più importante evento di riferimento internazionale dell’Italia del vino, la “bella Verona”, per dirla alla Shakespeare, a “Vinitaly”, mentre a Veronafiere si susseguono gli incontri di business tra aziende ed operatori, racconta agli eno-appassionati etichette, territori, cantine, storie e personaggi, a due passi da Piazza delle Erbe e dall’Arena, nei suoi gioielli patrimonio dell’Unesco, unendo vino, buon cibo, cultura, arte, musica, letteratura, condivisione e convivialità, con “Vinitaly and the City”, il “fuori salone”, con un ricchissimo e imperdibile calendario tutto dedicato al pubblico. Che, tra degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate, torna dal 31 marzo al 3 aprile, nel triangolo tra Piazza dei Signori (Loggia di Fra Giocondo, Loggia Antica e Torre dei Lamberti), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, in occasione di “Vinitaly 2023”, edizione n. 55 (2-5 aprile).
Il grande “happening” dedicato al vino italiano nel centro storico di Verona, organizzato da Veronafiere in collaborazione con Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona, si aprirà il 31 marzo con l’Akènta Sub della Cantina San Maria La Palma di Alghero, il primo Vermentino italiano ad essere affinato alla profondità di 30-40 metri nelle acque protette del Parco Regionale di Porto Conte-Alghero, l’official wine scelto per il brindisi inaugurale. Lo spumante subacqueo dal nome benaugurale (da “chent’annos”, lunga vita in sardo) riemergerà dai fondali per essere protagonista delle piazze di “Vinitaly and the City”. All’ombra di Dante, protagonista anche della mostra “Disposti a salire alle stelle - Il Purgatorio cantica del perdono”, curata da Franco Nembrini a Castel San Pietro che ne parlerà il 1 aprile, nella Loggia di Fra Giocondo si trova il cuore di “Vinitaly and the City”, la grande “Enoteca di Vivite-Alleanza delle Cooperative”, dove sarà possibile degustare vini da tutta Italia, prima di avventurarsi nella mixology nella Loggia Antica, con le proposte di Bartenders Group Italia, Nespresso, Molinari, Italian Wine Brands, The Organics by Red Bull, Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg, Campari e Acqua delle Stelle by Pernigo.
La Lounge by Banca Passadore & C. (official partner della rassegna) illuminerà le architetture della Corte della Signoria degli Scaligeri, mentre il Consorzio Tutela Lugana Doc porterà l’asticella dei brindisi a quota 84 metri, nella terrazza panoramica della Torre dei Lamberti. La geografia enologica made in Italy si ridisegnerà invece nel Cortile Mercato Vecchio, ospite per l’occasione di ambasciate dal Lago di Garda, con il Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino, e dalla provincia di Treviso, con Consorzio Vini Asolo Montello, alla punta dello stivale con la Regione Calabria. Qui si terranno anche i “Wine Talk” by “Vinitaly and the City”, condotti dall’enologa e wine writer Sissi Baratella, uno spazio di dibattito e confronto tra pubblico e produttori. Undici momenti che spazieranno dal Custoza Doc, il bianco dei veronesi, ai vini made in Italy più adatti all’aperitivo con Enoitalia, passando per le 250 vendemmie di Masi, le sfumature dei bianchi autoctoni e i dosaggi, dall’extra brut fino al dry, del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Focus anche sulla passione per il rosso, sulle annate più recenti e sul confronto tra bollicine e bianchi fermi, senza dimenticare il talk su Amarone e Valpolicella Superiore con ospite il Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Si contenderanno, invece, il Cortile del Tribunale, in una rassegna di istantanee dal panorama vinicolo di tutto il Paese, la guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso e la Regione Lazio, protagonisti di degustazioni e tasting di curiosità enogastronomiche.
Non mancheranno gli appuntamenti letterari, in collaborazione con la Libreria Feltrinelli di Verona, che il 2 aprile entrerà nel palinsesto con due introduzioni a tema enogastronomico: Roberto Valbuzzi (figlio d’arte e chef del ristorante Crotto Valtellina, oltre che noto volto televisivo) parlerà del suo “Cuoco, ristoratore, contadino”, edito da Gribaudo, mentre Joe Bastianich presenterà il libro “Il grande racconto del vino italiano”, scritto con Tiziano Gaia per Mondadori Electa. Per gli amanti del calcio Hellas Verona ospiterà “Vinitaly and the City”, in una location colorata di gialloblu: all’Hellas Store, a due passi dall’Arena, sarà possibile degustare le etichette di Bolla Vini. E con i guided tour si potranno visitare luoghi storici della città, come il Salone delle Feste di Palazzo Balladoro, risalente al Seicento, o il cuore medievale di Verona, con le sue “piazze del potere”. Dedicato ai più piccoli il family show “Il Mago di Oz”, il 31 marzo (Teatro Ristori), in cui il linguaggio del musical e del circo contemporaneo si fondono in una nuova dimensione.
Dai rossi iconici ai bianchi autoctoni, dai rosati di tendenza fino agli spumanti effervescenti, ci saranno tutti i colori del vino italiano nel programma di degustazioni di “Vinitaly and the City”. Ad integrare le proposte di degustazione nelle varie lounge, sarà, infatti, un calendario con più di 20 appuntamenti a partire dalle masterclass nella Sala Consiliare del Palazzo Scaligero sede della Provincia di Verona (Piazza dei Signori-Loggia di Fra Giocondo) che, per l’edizione 2023 di “Vinitaly and the City”, apre per la prima volta le sue porte ai tasting enoici. Le speciali lezioni enologiche inizieranno il 31 marzo con la degustazione dedicata alla Valpolicella di Allegrini, si proseguirà il 1 aprile con le prove di spumantizzazione e il viaggio tra i vitigni autoctoni calabresi della Regione Calabria, oltre che con i diversi stili del Lugana raccontati dal Consorzio. Il 2 aprile sarà il turno del tasting di tre cocktail accompagnati dalle varie stagionature di formaggio Asiago a cura del Consorzio, e di “MicroMega Wines” con un excursus sulle produzioni italiane di nicchia a tiratura limitata di altissima qualità presentato dal wine writer Ian D’Agata, che per l’occasione si sposta da “Vinitaly” per una versione pop della degustazione (in replica il 3 aprile). Nell’ultima giornata troverà spazio anche la storia dell’Asolo Prosecco nel tasting organizzato dal Consorzio Vini Asolo Montello.
Ma scenderà in campo anche l’innovazione con la presentazione del “metodo Caporale: un nuovo modo per valutare le bollicine” (2 aprile, Piazza dei Signori-Loggia di Fra Giocondo). Si tratta di un particolare brevetto registrato da Tommaso Caporale, giornalista e volto televisivo conosciuto come “Mister Bollicine”, che consente la caratterizzazione dei vini spumanti attraverso il suono delle bollicine nel calice e senza ricorrere all’assaggio.

La curiosità a “Vinitaly and the City”: “I Love Vino Rock”, la “wine guitar” firmata Paoletti
Svela la sua anima rock “Vinitaly and the City”, l’appuntamento più pop che, aspettando “Vinitaly 2023”, il 1 aprile, con “I love Vino Rock”, in Piazza dei Signori-Loggia di Fra Giocondo, presenterà al pubblico la “wine guitar” realizzata da Fabrizio Paoletti proprio per il “fuorisalone” di Veronafiere. In legno di botte di castagno come le “sorelle” create dal liutaio toscano e suonate da artisti del calibro di Bruce Springsteen, Roger Waters, Joe Perry e Johnny Depp, la chitarra di “Vinitaly and the City” troverà casa all’Hard Rock Cafe in Piazza Bra dove, durante l’evento, trasformerà in rockstar gli stessi wine lovers, che potranno cimentarsi in una jam session ad alto contenuto enoico.
Classe 1973, Fabrizio Paoletti è liutaio e Master Builder delle chitarre suonate anche sui palchi internazionali di Bon Jovi, Keith Richards e Noel Gallagher. Con quella che oggi è diventata la Paoletti Guitars®, ha firmato in Italia gli arpeggi di Elisa, Laura Pausini e Maurizio Solieri. E proprio in collaborazione con il chitarrista di Vasco Rossi ha realizzato le prime “wine guitar”, ricavate dalle botti di Chianti della famiglia Paoletti. A dare il tocco, letteralmente, “di-vino”, il legno di castagno di 130-170 anni, capace di conferire agli strumenti un suono unico.

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