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LA SPINTA DELLA CRISI

Vino ed e-commerce, la crescita continua. Ma, soprattutto, cresce la platea di clienti e cantine

Le testimonianze di realtà come Tannico, Etilika e Wineowine. Dai numeri di oggi, ad un cambiamento che potrebbe diventare strutturale

Il volume di affari dell’e-commerce enoico, in questi mesi di lockdown, di ristoranti fermi e di poche enoteche aperte più per spirito di servizio che per business, è cresciuto tantissimo. Ma al netto di questa crescita - tuttavia ben lontano dal compensare le perdite del canale horeca - a detta degli operatori, il cambiamento più grande è che si è allargata la platea tanto degli acquirenti quanto delle cantine, con molti, in un senso e nell’altro, che si sono affacciati, per la prima volta, a questo canale. Che, in Italia, nonostante tanti player, è ancora quasi agli albori, mentre in altri Paesi già vale quote ulteriori 10% sul mercato totale (come in Uk o in Usa, per esempio, per arrivare ad oltre il 30% in Cina, secondo diversi studi, ndr). Un canale eterogeneo e variegato, sui cui viaggiano tanto i vini più “pop” che quelli più preziosi, come raccontano tante realtà, fotografando, in questo avvio di “Fase 2”, quanto successo a marzo ed a aprile 2020, i mesi del “lock down”. “Dopo il boom di marzo, con ordini cresciuti in volume del 100%, ad aprile il trend si è stabilizzato - spiega, a WineNews, Marco Magnocavallo, alla guida di Tannico, tra le realtà più importanti del settore - ma la cosa più interessante è che abbiamo registrato tantissimi ordini della “prima volta”, con una platea che si è allargata tantissimo, e questo credo che si trasformerà in un cambiamento importante e duraturo che cambierà in parte il commercio del vino, anche dopo l’emergenza”.
Ma come detto, oltre ai clienti, sono tantissime le cantine che, con portali di proprietà o piattaforme esistenti, si sono affacciate all’e-commerce per la prima volta. Soprattutto le realtà più piccole, quelle che hanno nell’horeca il loro canale più importante, se non talvolta unico, oltre alla vendita diretta in cantina, e che non hanno beneficiato neanche della crescita delle vendite in gdo per il consumo domestico. A testimoniarlo, tra gli altri, i dati della piattaforma Wineowine, che parla di “+300% di richieste di inserimento sul portale ad aprile 2020, e +700% di vendite di grandi vini di piccole cantine sullo stesso periodo 2019”. Aumenti percentuali che, ovviamente, vanno letti anche alla luce di numeri di partenza relativamente bassi sul totale del commercio del vino, ma che fotografano un fenomeno in netta crescita, anche per lo stimolo della crisi Covid-19.
“Siamo costantemente alla ricerca di piccoli produttori che propongano vini di eccellenza, ma, per quanto comprendiamo le necessità e il desiderio di essere inseriti nel nostro portale da parte di chi ci scrive, dobbiamo valutare ogni singola bottiglia, verificando - ha commentato Luca Cotichini, marketing manager di Wineowine - che risponda ad elevati standard qualitativi: dall’inizio 2020 abbiamo dato spazio nel nostro catalogo ad oltre 50 piccoli produttori provenienti da tutta Italia, cercando di raccontare con passione il territorio ed i suoi straordinari artigiani del vino a un pubblico affezionato, che acquista non solo per il piacere di bere, ma per il valore di ogni bottiglia, sostenendo i maestri del vino italiani ed imparando a conoscere le loro storie attraverso i loro stessi racconti”.
A testimoniare la crescita di questo canale è anche il portale Etilika.it, come spiega il co-founder e ad Michele Trotta: “abbiamo conosciuto un’impennata del lavoro che ha portato ad un raddoppio del fatturato nel giro di tre settimane, con un investimento sulle risorse umane concentrato soprattutto sulle funzioni di magazzino e backoffice. In questa circostanza, per garantire la massima sicurezza, abbiamo triplicato le linee di assemblaggio delle confezioni che contengono i vini, in modo da distanziare il più possibile gli addetti al packaging, che attualmente lavorano a non meno di quattro metri uno dall’altro. Siamo riusciti così a soddisfare l’aumento di ordini, raddoppiati nel giro di pochi giorni, grazie anche a una logistica che muove più di un milione di bottiglie all’anno, con un magazzino di nostra proprietà e gestito direttamente da noi: fattore che ci permette di lavorare gli ordini in modo molto rapido e consegnare in 48/72 ore in tutta Italia, su Roma persino in meno di un giorno”.
Tra le caratteristiche dell’e-commerce, il fatto che si possano portare a casa tanto le grande bottiglie, così come i vini più popolari, come successo anche in tempi di lockdown: secondo i dati di Etilika.it, per esempio, i vini più gettonati, ci sono il Brunello di Montalcino 2015, annata celebrata dai grandi critici internazionali come James Suckling, che ha assegnato i 100/100 a ben 11 etichette, ma anche i vini bianchi sotto i 10 euro disponibili al supermercato, per il fatto che molti consumatori abituati ad acquistare vini dagli scaffali della grande distribuzione oggi li comprano online, e ancora i rossi pugliesi (trend già conosciuto negli ultimi mesi), lo Champagne, ma anche il Lambrusco, classico vino da bere tutti i giorni. Ma i dati sulle preferenze, chiaramente, dipendono molto dal proprio catalogo, e piuttosto diverso, per esempio, è il trend fotografato da Tannico, secondo cui in fase di lockdown si è assistito al calo di spumanti e Champagne (-30%) e delle denominazioni Super Premium (Barolo -70%, Brunello -70%, Champagne -50%, Bolgheri -25%), mentre sono cresciuti invece, gli acquisti delle denominazioni con prezzi più moderati (Sicilia bianco +100%, Venezia Giulia bianco +100%, Sicilia rosso +50%, Chianti Classico +30%, Barbera 15%) e, in generale, i vini bianchi (+20% nelle regioni più colpite dal virus, +25% nelle altre).

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