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ACCESSO AI CAPITALI

Vino & finanza: la griffe siciliana Tasca d’Almerita emette minibond da 3 milioni di euro

Alberto Tasca: “risorse importanti per la crescita all’estero, e per valorizzare il nostro progetto sull’Etna, Tascante”
TASCA D'ALMERITA, Italia
Alberto Tasca, ceo di Tasca d'Almerita

Vino e finanza si incontrano, ancora una volta: Tasca d’Almerita, storica cantina siciliana (attiva dal 1830) e tra le protagoniste del “Rinascimento” enoico dell’Isola, ha emesso un minibond, strada sempre più battuta per l’accesso ai capitali da parte delle realtà più prestigiose del vino italiano, del valore di 3 milioni di euro, con Iccrea BancaImpresa che serviranno a sostenere la crescita sui piani internazionali, con particolare attenzione al progetto Tascante, sull’Etna.
“Queste risorse serviranno per supportare l’espansione internazionale e valorizzare ulteriormente il nostro progetto sull’Etna, una delle nuove tenute di riferimento della azienda, con i vini a denominazione Doc Etna, considerata oggi una delle aree di maggiore interesse per il mercato internazionale - spiega Alberto Tasca, ceo dell’azienda - il progetto “Tascante” (Tasca ed Etna appunto) è la sintesi esatta della nostra idea di vigneto sul vulcano più alto d’Europa: 30 ettari complessivi di cui 17 vitati, quasi 200 muretti a secco, oltre 100 terrazzamenti, 5,5 ettari di castagni, 355 piante di ulivo. Questa nuova sfida è una delle tante che l’azienda ha previsto nel suo piano di sviluppo con l’obiettivo di una forte crescita all’estero”.
Il minibond è quotato sul mercato ExtraMOT PRO di Borsa Italiana, il segmento di Piazza Affari riservato ai soli investitori professionali, dopo che si è chiusa con successo l’emissione del prestito obbligazionario “senior secured” della durata di 7 anni, con un tasso fisso del 3,90% e rimborso amortizing a partire dal terzo anno. Il forte interesse da parte degli investitori qualificati, spiega una nota, ha permesso a Tasca d’Almerita (che dal 2010 al 2017 ha visto una crescita del fatturato del +34%) di fissare il tasso cedolare ben al di sotto rispetto all’attuale media dei tassi di mercato dei minibond.

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