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VINO ITALIANO

Tra un’annata climaticamente buona e la crisi economica, il Chianti si prepara alla vendemmia 2020

“L’uva c’è, sana e bella. Ma abbiamo approvato una riduzione della produzione del 20%, visto il momento economico”: così il presidente Giovanni Busi
CHIANTI, CRISI ECONOMICA, GIOVANNI BUSI, TAGLI RESE, VENDEMMIA, Italia
Il presidente del Consorzio del Chianti Giovanni Busi

L’uva c’è, è sana e bella, dal punto di vista delle condizioni climatiche l’annata è stata felice, e si può sperare in una buona vendemmia. Ma il Coronavirus ha messo in difficoltà le aziende, che sono senza soldi e stanno andando avanti solo con le proprie forze: questa, in breve, la situazione delle cantine del Chianti, tra i territori del vino italiano più famosi al mondo, che tira le fila dell’annata difficile e imprevedibile, con le parole del presidente del Consorzio Giovanni Busi. Che mette in evidenza come, anche se di scarsa quantità, la vendemmia sarà qualitativamente buona: “Come Consorzio - osserva - abbiamo approvato una riduzione della produzione del 20% perché, visto il momento economico che stiamo attraversando, con un canale Horeca praticamente chiuso che sta ripartendo un po’ a singhiozzo, è chiaro che abbiamo una diminuzione delle vendite, e dunque abbiamo cercato di prevenire gli esuberi di magazzino che porterebbero a una riduzione del prezzo sul mercato. Il prezzo del Chianti è fra i 110 e i 130 euro per ettolitro, e l’obiettivo è di mantenerlo sul mercato”.
La riduzione del 20% della produzione, adottata anche per poter avere una qualità superiore del prodotto, va oltre il -15% indicato dal Ministero per la cosiddetta “vendemmia verde”, e su cui è stato trovato l’accordo in Conferenza Stato-Regioni. “Però la nostra riduzione è sul potenziale - precisa il presidente del Consorzio Vino Chianti - mentre la proposta del Ministero è diversa”. Per accedere al rimborso, infatti, le aziende devono ridurre le rese produttive di almeno il 15% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. “Se ci sono aziende agricole che hanno una produzione più bassa del potenziale - dice Busi - per accedere ai benefici della “vendemmia verde” dovranno ridurla di un ulteriore 15% sul loro trend normale. Bisognerà vedere se alle aziende conviene o no: aspettiamo di vedere il decreto firmato”.

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