L’export agroalimentare europeo si mantiene stabile, ma con una leggera variazione in negativo, con il vino ancora con il segno meno davanti (-3%), ma con il trend percentuale che risale lievemente rispetto alla precedente rilevazione (-4%). Secondo il “Monitoring Eu Agri-Food Trade” della Commissione Europea, riferito a luglio 2026, le esportazioni continentali cumulate, per il comparto agri-food, nel periodo gennaio-luglio sono state pari a 138,67 miliardi di euro, 1,56 miliardi di euro (-1%) in meno sullo stesso periodo 2025, mentre le importazioni totali hanno raggiunto 108,6 miliardi di euro, in calo di 4,46 miliardi di euro (-4%) su base annua. Il vino europeo, prodotto n. 4 nella “top 15” continentale, ha totalizzato 9,4 miliardi di euro di export da gennaio a luglio 2026, a -3% (pari ad un calo di 280.000 euro) sullo stesso periodo 2025. Bene, invece, spirits e liquori che nei primi 7 mesi 2026 hanno avuto una crescita del +10% per un valore complessivo di 5,27 milioni di euro (+470.000 euro).
Il comparto agroalimentare dell’Unione Europea ha, comunque, ampliato la sua bilancia commerciale positiva nei primi 7 mesi 2026, con un avanzo cumulato di poco superiore ai 30 miliardi di euro, a +2,89 miliardi di euro sullo stesso periodo 2025.
Per il comparto agri-food, il Regno Unito è il primo partner per l’Unione Europea con 31,7 miliardi di euro di export da gennaio a luglio 2026 (-3%), davanti agli Stati Uniti che si fermano a 16 miliardi di euro (-9%) ed alla Svizzera a 7,9 miliardi di euro (+1%). Il principale calo delle esportazioni nel periodo gennaio - luglio 2026 ha riguardato gli Stati Uniti (-1,7 miliardi di euro): tale flessione, è stato spiegato, fa seguito agli elevati livelli di esportazione registrati nel primo trimestre 2025, probabilmente riconducibili ad anticipazioni delle vendite in vista dei dazi annunciati dagli Stati Uniti (e poi effettivamente applicati, ndr). Le riduzioni più significative hanno interessato le bevande, l’olio d’oliva e i prodotti a base di cacao. Tuttavia, viene fatto notare che le esportazioni di luglio sono risultate superiori a quelle dell’anno precedente. Il secondo calo più consistente ha, invece, riguardato il Regno Unito (-843 milioni di euro).
Le importazioni europee agri-food più consistenti sono, invece, arrivate dal Brasile, salito nei primi 7 mesi 2026, a 11,1 miliardi di euro (+5%), davanti a Regno Unito (8,5 miliardi di euro, -7%) e Stati Uniti (7,69 miliardi di euro, -4%).
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