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Fonte Ansa - L’uso del fuoco per cuocere verdure risale all’8.000 avanti Cristo: a dirlo uno studio italiano coordinato da Savino di Lernia de “La Sapienza”, che ha analizzat ceramiche ritrovate nel sud della Libia e usate per cucinare vegetali

Dieci millenni fa: ecco a quando risale il reperto più antico che testimonia l’uso del fuoco per la cottura di verdure da parte dell’homo sapiens. La scoperta, contenuta in uno studio italiano - coordinato da Savino di Lernia dell’Università di Roma “La Sapienza” e pubblicato su “Nature Plants” - si è basata sull’analisi di resti di ceramiche trovate nel sud-ovest della Libia, in cui sono state rinvenute tracce di cottura di verdure.
L’uso del fuoco è stato un passo fondamentale nella civiltà dell’homo sapiens: insieme ai pollici opponibili e all’invenzione della ruota, è considerato uno dei fattori primari per l’evoluzione della nostra specie per come la conosciamo oggi - e anche dal punto di vista alimentare, il suo uso come “trasformatore” del cibo è alla base della cucina per come la conosciamo, specialmente per una specie onnivora come quella umana.
“Non abbiamo certezza su che cosa cucinassero in questi contenitori di ceramica - ha spiegato di Lernia - ma molti indizi puntano a pensare a che non fossero zuppe o minestroni, ma qualcosa di simile alle polente che si cucinano ancora oggi nel nord Africa e usate per accompagnare carne o pesce”.

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