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Moderno Marco Polo sulla Via della Seta, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini è in Cina per aprire la strada al Congresso internazionale della Chiocciola a Chengdu (29 settembre-1 ottobre) dove si parlerà di cibo, biodiversità e climate change

Come un “moderno” Marco Polo sulla Via della Seta, il fondatore e presidente internazionale di Slow Food Carlo Petrini è in Cina, fino al 22 giugno, da Pechino a Chengdu, per aprire la strada al Congresso Internazionale della Chiocciola in programma proprio a Chengdu, momento fondamentale della vita dell’organizzazione che si svolge ogni quattro anni con 400 delegati provenienti da 90 Paesi (29 settembre-1 ottobre), incontrando la rete di Slow Food ed i rappresentanti delle istituzioni locali, per anticipare i temi che ne saranno al centro, sul cibo, la biodiversità e il cambiamento climatico. È un viaggio pieno di significati. Primo perché Slow Food è arrivata in Cina nel 2015, ed in poco tempo è riuscita a strutturarsi in maniera talmente solida da essere già pronta ad ospitare, per la prima volta, il Congresso mondiale, perché, ha detto a WineNews la presidente di Slow Food China, Qiao Ling, “non è ancora troppo tardi per preservare la nostra cultura agricola”. Secondo perché nel Celeste Impero Slow Food sta lavorando a questo cambiamento di paradigma radicale con progetti volti a salvaguardare la biodiversità alimentare e a proteggere la grande varietà di paesaggi e habitat che caratterizzano il Paese (l’Arca del Gusto, che salvaguarda i cibi a rischio di estinzione, conta già 60 prodotti cinesi e molte altre candidature stanno arrivando). Ma soprattutto perché il viaggio di Petrini cade in un momento in cui l’accordo di Parigi sul clima è seriamente messo in discussione dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo, mentre invece la lotta contro il riscaldamento globale sta diventando sempre più urgente e merita un’attenzione particolare e vede Slow Food impegnata nel cercare di contenere gli effetti che il cambiamento climatico esercita sul sistema alimentare a livello globale in termini di perdita di biodiversità, insicurezza alimentare e impoverimento dei contadini, spesso costretti ad abbandonare la loro terra, e la Cina come un attore importante nel sistema alimentare mondiale che può giocare un ruolo decisivo in questa sfida. Non da ultimo, Petrini sarà nominato professore esperto in campo alimentare dall’Università di Sichuan, dove terrà una conferenza portando l’esperienza di Slow Food all’attenzione di studenti, piccoli produttori e imprenditori e dei rappresentanti della città di Chengdu.

Petrini oggi è in visita al Centro di Ricostruzione Rurale Liang Shuming a Pechino, un’istituzione che difende i valori Slow Food di buono, pulito e giusto, organizzando seminari e lezioni per promuovere il lavoro dei contadini e proteggere la biodiversità. Le attività promosse dal Centro coinvolgono allo stesso tempo cittadini, volontari, contadini, governi locali e università. Al fianco di Petrini, il fondatore del Centro di Ricostruzione Rurale, il professor Wen Tiejun, il comitato scientifico di Slow Food Great China e i rappresentanti locali del Governo. Un gruppo di esperti e produttori dell’Arca del gusto e dei mercati contadini propongono invece i loro prodotti in un pranzo collettivo. Domani, il fondatore di Slow Food incontrerà Pan Yue, vicepresidente esecutivo dell’Accademia centrale del socialismo di Pechino ed ex vice Ministro per la Tutela dell’Ambiente. Il 22 giugno Petrini terrà una conferenza all’Università di Sichuan a Chengdu sul rapporto tra cibo, salute e ambiente, per esser poi nominato professore esperto in campo alimentare.

Negli ultimi anni Slow Food ha più volte affermato che la produzione del cibo rappresenta una delle principali cause del cambiamento climatico, ma che al tempo stesso potrebbe diventare una delle soluzioni. Per questo Slow Food promuove un diverso tipo di agricoltura, che dipenda meno dall’uso di combustibili fossili, inverta il processo di desertificazione, gestisca in modo più efficiente le risorse idriche e impedisca l’erosione del suolo. Slow Food “sta prestando molta attenzione ai processi che le istituzioni cinesi stanno mettendo in atto per incoraggiare sistemi di produzione alimentare più attenti all’ambiente, alla salute dei consumatori, e alla salvaguardia delle tradizioni gastronomiche regionali. Slow Food Great China desidera collaborare in questo senso al fine di garantire la massima sinergia e il raggiungimento di risultati concreti”.

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