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Ecco la Guida Espresso 2018: ai big della ristorazione il “cappello d’oro” ed una categoria a sé, i “Nuovi Classici”, miglior giovane chef è Davide Caranchini (Materia, Cernobbio). Il j’accuse di Enzo Vizzari: “da noi nessun conflitto d’interesse”

Non Solo Vino
Il critico Enzo Vizzari

La Guida Espresso alla ristorazione del Belpaese compie 40 anni, tanti sono passati da quando Federico Umberto D’Amato, il primo curatore, si mise in viaggio per l’Italia come un “Marco Polo con la forchetta tra i denti”, come scrisse lui stesso nell’introduzione dell’edizione, 1978, ben diversa dalla 2018, che verrà presentata il 19 ottobre alla Leopolda di Firenze, ma di cui Repubblica, nell’articolo firmato da Licia Granello, regala già qualche anticipazione. Innanzitutto, la conferma di Milano, che supera nettamente Roma, specie in termini di novità, ma fanno bene anche il Piemonte, e non solo in Langa, e la Campania. Tra le novità la più eclatante è senza dubbio il nuovo simbolo, il “cappello d’oro”, assegnato ai “Nuovi Classici”, quei ristoranti che hanno contribuito a cambiare il volto della cucina italiana, che escono così dalla classifica e si innalzano ad un altro livello: ci sono i pionieri dell’alta ristorazione, come Cantarelli, Guido e Lidia Alciati, Paracucchi, i ristoranti nati e cresciuti sotto l’influenza di Gualtiero Marchesi, come il San Domenico, Pinchiorri, Don Alfonso, Santin, Dal Pescatore, fino all’ultima generazione, quella di Bottura, Crippa, Alajmo, Scabin, Cerea, Perbellini, Cedroni, Uliassi, Piccini, Romito, Beck, Esposito, Cuttaia, Sultano (www.repubblica.it).
Tra gli chef emergenti, invece, spicca Davide Caranchini del Materia di Cernobbio, eletto giovane dell’anno, mentre la cuoca dell’anno è Gaia Giordano dello Spazio di Milano, ed il miglior maitre è Vincenzo Donatiello del Piazza Duomo di Alba. Ma nell’articolo di Repubblica non manca neanche una piccola polemica estiva, innescata dal dg delle Guide Espresso, Enzo Vizzari, che punta il dito sulla deriva della critica gastronomica ed il pericolo di ambigue commistioni, portando l’esempio della più famosa ed antica delle guide gastronomiche, la Michelin, e sottolineando le differenze di approccio: “nella nostra guida, nessun conflitto d’interesse, a nessun livello. E questo è importante dirlo con chiarezza - dice Vizzari - soprattutto dopo la svolta di Michelin, che è ora a tutti gli effetti partner in affari con i ristoranti cui dà il voto. Attraverso il sito Michelin Days, si prenotano pranzi a prezzo convenzionato nei ristoranti premiati dalla guida con le sue stelle. Più stelle - conclude il dg delle Guide Espresso - più prenotazioni, maggiori guadagni per Michelin. Non occorrono commenti”.

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