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Sale ancora la tensione nella guerra dei dazi tra Usa e Ue: il Wto verso il via libera a Trump

Dopo l’allarme di Parmigiano e Grana, la Coldiretti rilancia: “a rischio settori chiave del made in Italy, wine & food in testa”
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Sale la tensione nella guerra dei dazi tra Usa e Ue: il Wto verso il via libera a Trump

Sale ancora la tensione nella guerra dei dazi tra Usa e Ue, dopo che il Wto ha informalmente notificato a Unione Europea e Stati uniti, una bozza di decisione a favore del Paese guidato da Trump (su cui proprio oggi la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha annunciato l’avvio di un’indagine per “impeachment” per contatti illeciti con l’Ucraina per fare pressione sul Democratico, Joe Biden, ndr), che darebbe il via libera agli Stati uniti all’imposizione di dazi su prodotti europei.
A sottolinearlo, dopo gli allarmi lanciati dai Consorzi di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, ieri, è la Coldiretti, che sottolinea come, “secondo indiscrezioni, a fronte di una lista Usa di prodotti da sottoporre a dazio per un valore totale di 21 miliardi di dollari, la sentenza del Wto potrebbe “autorizzare” dazi per un importo compreso tra 5 e 10 miliardi di dollari nei confronti dei prodotti europei”.


Sulla base della black list già pubblicata sul registro Federale Usa ad essere maggiormente colpiti potrebbero essere nell’ordine la Francia, l’Italia e la Germania e a pagare il conto più salato per il Belpaese sarebbe il made in Italy agroalimentare con - ricorda la Coldiretti - formaggi, vini, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, ma anche la moda.

“Una mossa - denuncia la Coldiretti - sostenuta soprattutto dalla lobby dell’industria casearia Usa (Ccfn) che ha addirittura scritto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni dal Wisconsin alla California fino allo Stato di New York. Un rischio grave per l’industria casearia nazionale, a partire da Parmigiano e Grana, che nel primo semestre 2019 - conclude la Coldiretti - ha messo a segno un aumento del 7% nelle esportazioni a livello globale”.

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