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DATI

Coop: nelle ultime due settimane di emergenza, italiani pizzaioli. E il vino in doppia cifra (+31%)

La spesa si fa con meno frequenza: adesso è il tempo della farina, lievito di birra e mozzarella. Bene i kit per igiene personale e domestica
COOP, COVID-19, GDO, SPESA, Non Solo Vino
I numeri di Coop nella quarta settimana di emergenza

Come è cambiato il carrello della spesa degli italiani negli ultimi quindici giorni? A distanza di cinque settimane dall’inizio dell’emergenza Coronavirus le abitudini mutano così come la frequenza a recarsi al supermercato. Lo dimostrano i dati delle vendite medie di Coop - leader di settore con il 14,2% del mercato ed un fatturato di 14,8 miliardi di euro, per il 70% dal comparto food. Perché se i consumi complessivamente crescono (+11,3%) allo stesso tempo va sottolineato che la corsa alle scorte nelle ultime due settimane ha registrato un rallentamento sulle prime tre settimane. A quanto pare, infatti, è finito il tempo di colmare la dispensa perché gli italiani si stanno affezionando ai prodotti da forno per la realizzazione domestica di pane, pizza e dolci.
Non a caso procedono meno spedite le vendite di pasta, riso e olio che hanno popolato per settimane i nostri carrelli e che ora riempiono le dispense. Nelle ultime due settimane la pasta cresce del +14% (aumentava del +53% nelle prime tre), il riso del 26% (era al 48%) con l’olio da olive che è “maglia nera” del gruppo subendo un calo dell’8% (era a +35% nelle prime tre settimane). Adesso è il tempo della farina e del lievito di birra che raggiungono nelle ultime due settimane rispettivamente un +205% (era +114% nelle prime tre settimane di pandemia) e un +203% (era +117%). Per la pizza si va sul classico con la margherita che è la più gettonata. Di conseguenza si impennano i consumi di mozzarella (+125%, era +58% nelle prime tre settimane) e le conserve che seppur rallentando continuano ad essere acquistate: + 48%. In crescita le uova, usate anche come materie prime per i preparati da forno (+58% tra il 16 e il 23 marzo) e continua la vendita di zucchero con uno stabile +43%. Nonostante la spesa si faccia più raramente non si rinuncia a comprare i freschi ed i freschissimi (la media è del +10%) con carni bianche e rosse, entrambe intorno al +20%, e l'ortofrutta (+16%) che non hanno perso il loro appeal durante questo periodo di emergenza. Cala invece il pesce (-8%), forse perché più difficile da conservare nell’arco di tempo tra una spesa e l’altra.
Tornano poi nel carrello alcuni sfizi, dimenticati nel periodo della corsa alle scorte, anche perché adesso, con le lunghe giornate da passare in casa, un “peccato di gola” gli italiani se lo concedono con meno senso di colpa. E, quindi, via libera alle creme spalmabili come la Nutella che, nelle ultime tre settimane , segnano una performance del +46%. Un grande ritorno è anche quello del vino che balza dal +1% al +31% in quindici giorni. Ok anche gli aperitivi (+13%) e la birra (+9%).
Ciò che resta invariato è la richiesta del kit anti-Coronavirus che include tutti quei prodotti per l’igiene personale e della casa con Amuchina e simili che non arrestano il boom segnando un +398% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno anche se, pure in questo caso, rispetto alle prime tre settimane di pandemia (+561%) c’è stata una frenata. In rialzo, invece, le alternative ai gel per le mani con salviettine disinfettanti (+453%), disinfettanti per superfici (+225%) e candeggina (+103%) le cui voci appaiono sempre più di frequente negli scontrini.
Lieve calo, ma sempre molto richiesti, i guanti monouso (+156% nelle ultime due settimane e +162% nelle prime tre), l’alcol etilico e alimentare (da +134% a +87%) e i termometri (da +286% a +230%). In attesa che i saloni di acconciature riaprano, gli italiani, storicamente affezionati alla cura del look personale, “svuotano” il reparto dedicato ai prodotti per i capelli (passato da un +2 a un +24%) e soprattutto le colorazioni con un “voluminoso” +135% che straccia il dato delle prime tre settimane (+25%).

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