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CLASSIFICHE

Il Lido 84 primo italiano della “Europe Top Restaurants” 2021 by Opinionated About Dining

Nella classifica, firmata da 6.000 food lover del Vecchio Continente, al top l’Alchemist di Rasmus Munk, a Copenaghen

Più di 200.000 recensioni, firmate da 6.000 food lover, danno vita alla “Europe Top Restaurants” 2021, la classifica dei 150 locali migliori del Vecchio Continente firmata da Opinionated About Dining, che mette in cima, in un anno nero per la ristorazione europea, segnato più che in ogni altro continente dalla pandemia, l’Alchemist di Rasmus Munk, a Copenaghen, seguito dal Restaurant Frantzén dello chef Björn Frantzén, a Stoccolma, e dall’Etxebarri di Victor Arguinzoniz, a Axpe, nei Paesi Baschi. Per l’Italia, il primo locale in classifica, alla posizione n. 5, è il Lido 84 di Riccardo Camanini, a Gardone Riviera, dietro all’Andreas Caminada di Fürstenau, in Svizzera. Tra i grandi indirizzi d’Europa, alla n. 11 c’è il Noma di René Redzepi, a Copenaghen, seguito dal Disfrutar del trio Oriol Castro, Eduard Xatruch, Mateu Casañas, a Barcellona (n. 12) e dall’Azurmendi di Eneko Atxa a Larrabetzu.
Tornando in Italia, alla posizione n. 15 Le Calandre di Massimiliano Alajmo, il tre stelle Michelin di Rubano, seguito alla n. 17 dall’Osteria Francescana di Massimo Bottura, a Modena, già al vertice della “The World’s 50 Best Restaurants” nel 2018, quindi il Reale di Niko Romito di Castel di Sangro (n. 18) ed il St. Hubertus di Norbert Niederkofler di San Cassiano (n. 19).
Altro nome di primissimo piano in classifica è quello del catalano El Celler de Can Roca di Joan Roca, a Girona (n. 21), che precede di un paio di posizioni il Piazza Duomo di Alba della famiglia Ceretto, la griffe del Barolo che ha portato nelle Langhe la cucina di chef Enrico Crippa. Alla posizione n. 25 il più iconico dei ristoranti della Gran Bretagna, il mitico Fat Duck di Heston Blumenthal, a Bray, con il Diverxo, tre stelle Michelin a Madrid, dell’esuberante David Muñoz, alla n. 28, mentre alla posizione n. 33 c’è il White Rabbit di Vladimir Mukhin di Mosca.
Si ferma alla posizione n. 35 il Mirazur di Mentone dello chef italo argentino Mauro Colagreco, giusto davanti al Mauro Uliassi di Senigallia (n. 36) e alla Torre del Saracino di Gennaro Esposito (n. 44) a Vico Equense.
Alla posizione n. 50 troviamo quindi il Mugaritz di Andoni Aduriz, ad Errenteria, con L’Argine a Vencò di Antonia Klugmann, a Dolegna del Collio, alla n. 65. Alla n. 82 ecco il re delle stelle Michelin d’Italia, Enrico Bartolini, con il ristorante del Mudec, mentre alla posizione n. 84 c’è il Materia di Davide Caranchini, a Cernobbio, con il Kresios di chef Giuseppe Iannotti, a Telese Terme, alla posizione n. 87. Si arriva quindi alla posizione n. 100, dove troviamo il Caffè Quadri di chef Silvio Giavedoni, a Venezia, mentre a Torino, e alla posizione n. 107, c’è il Del Cambio di Matteo Baronetto, non lontano dal Ristorante Condividere di Federico Zanasi, sempre nel capoluogo piemontese. Chiudono la top 150, per l’Italia, il Contraste di Matias Perdomo (n. 112) a Milano, Casa Perbellini di Giancarlo Perbellini (n. 125) a Verona e Agli Amici a Udine dal 1887 (n. 137) di Emanuele Scarello, nella città friulana.

 

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