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L’INIZIATIVA

Il riscatto sociale passa dalla cucina, con detenuti (e non solo) che imparano dai grandi chef

Il progetto di Fondazione Gambero Rosso e la Comunità di Sant’Egidio, a favore dei detenuti della Casa Circondariale di Regina Coeli di Roma
CARCERE, CIBO, COMUNITÀ DI S. EGIDIO, Cucina, FONDAZIONE GAMBERO ROSSO, REGINA COELI, Non Solo Vino
Lo chef Igles Corelli (ph: www.iglescorelli.it)

La cucina, l’artigianato alimentare, la produzione di vino: sono tanti, in Italia, i progetti che vedono il vasto mondo dell’agroalimentare al centro di iniziative di reinserimento nella società di chi, nella vita, ha commesso degli errori da pagare con il percorso carcerario. E, in questo solco, si inserisce il progetto che vede in campo la Fondazione Gambero Rosso e la Comunità di Sant’Egidio, a favore dei detenuti della Casa Circondariale di Regina Coeli di Roma. Un progetto che prevede un percorso formativo rivolto sia agli addetti al servizio mensa del carcere, 13 detenuti, sia ai responsabili della sorveglianza e del coordinamento del servizio dell’istituto carcerario, articolato in 4 incontro con alcuni degli chef più amati di Gambero Rosso Channel. Il primo, andato in scena il 21 marzo, con un maestro della grande cucina come Igles Corelli, sarà seguito da quelli con Giorgio Barchiesi, in arte “Giorgione”, e Laura Marciani, chef della Gambero Rosso Academy da sempre attenta alle tematiche sociali. In tutti gli incontri Mirko Iemma, resident chef di Gambero Rosso Academy Roma, sarà presente per fornire supporto ai partecipanti.
“Questa iniziativa, oltre a voler rendere più gustose e saporite le ricette previste nei menu nel rispetto dei limiti imposti dai regolamenti - spiega una nota - avrà sicuramente il beneficio di incentivare i momenti di aggregazione e di recupero dei componenti della comunità carceraria, valorizzando e responsabilizzando gli addetti alla preparazione pasti attraverso un rafforzamento del lavoro di squadra. Al termine del percorso è previsto il conferimento di un attestato di partecipazione che rappresenta un’auspicata prospettiva di reinserimento sia in un contesto lavorativo che sociale. Un primo passo per una maggiore inclusione e per una maggiore solidarietà dei soggetti coinvolti”.
“Sono ben lieta di poter dare inizio a questo progetto che da due anni attende di essere realizzato. Credo sia una vera opportunità, non solo per i detenuti coinvolti nella preparazione dei pasti - commenta Claudia Clementi, direttrice Regina Coeli - ma per tutta la popolazione carceraria qui presente, in quanto occasione di apprendimento e di conoscenza specifica del settore della ristorazione. In un’ottica di condivisione e di aggregazione, ritengo, che per i detenuti, possa essere una vera occasione di contatto con il mondo lavorativo esterno, che sia per loro un’occasione per un graduale reinserimento nel contesto sociale”.
“Abbiamo sostenuto sin dall’inizio questa iniziativa assieme alla Comunità di Sant’Egidio per favorire la comunità carceraria di Regina Coeli. La Fondazione Gambero Rosso, senza scopo di lucro - aggiunge il vicepresidente esecutivo Fondazione Gambero Rosso, Paolo Cuccia - da anni dà il suo contributo ai temi sociali, formativi, tecnici e scientifici del settore agroalimentare. Supportare questo progetto formativo che fornirà nuove tecniche nuovi strumenti in cucina che i detenuti potranno utilizzare per il loro reinserimento lavorativo e sociale, è stata una naturale conseguenza dell’impegno che quotidianamente mettiamo nel nostro lavoro”.
“È un progetto che ha un grande valore e che aiuta a sognare un futuro migliore in un tempo difficile. Insieme, perché nessuno può fare da solo. Sant’Egidio, il Gambero Rosso, l’Istituzione, abbiamo bisogno gli uni degli altri per cambiare la realtà, per parlare alla società civile dei valori costituzionali. Formazione e lavoro, reinserimento e inclusione, dignità e riscatto, per ricominciare, siano un diritto e una possibilità per tutti, nessuno escluso. Infine ricevere un attestato, per presentarsi al mondo e ricominciare”, conclude Stefania Tallei, coordinatrice nazionale del Servizio in Carcere della Comunità di Sant’Egidio.

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