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LO SCENARIO

Dopo un 2023 in frenata, il gennaio 2024 si apre ancora in negativo per vino e alcolici in Usa

Cali di vendite in tutti i canali, ma, nei prossimi mesi, ci si aspetta un miglioramento, secondo l’analisi SipSource
SIP SOURCE, USA, vino, Mondo
Dopo un 2023 in frenata, gennaio 2024 ancora in negativo per vino e alcolici in Usa

In attesa di tempi migliori, mentre i produttori si sostengono con un po’ di sano ottimismo, continuano ad arrivare notizie non proprio felici dal mercato degli Usa. Le vendite di vino e alcolici, secondo i dati più recenti di SipSource, il sistema della “Wine & Spirits Wholesalers of America”, che rappresenta oltre il 60% dei prodotti venduti all’ingrosso per volume, provenienti da distributori in tutti i 50 Stati. E che misura le “depletion”, cioè quello che effettivamente esce dai magazzini dei distributori dicono che, dopo che le vendite sono diminuite del 5,9% negli ultimi 12 mesi, e, con un -7,1 negli ultimi tre (quindi con un trend in peggioramento), gennaio 2024 non ha certo aperto con il botto. Anzi.
Guardando solo al vino, nell’on-premise (il fuori casa, ndr), il primo mese del 2024 ha registrato un ulteriore -5,4% nelle vendite sullo stesso periodo 2023 (e -2% su dicembre), mentre nell’off-premise le cose sono andate ancora peggio, a -8,4% (e -0,5% su dicembre). Con la fascia di prezzo più in difficoltà che è quella dei vini da tavola tra 11 e 14,99 dollari a bottiglia allo scaffale, a -4,7%.
Ma, nonostante questo, gli analisti di SipSource prevedono una stabilizzazione nei prossimi due mesi, aiutati da un giorno di spedizione in più grazie ad un anno bisestile, ed a basi di paragone che non possono che migliorare, visto che, per esempio, a marzo 2023 le vendite di vino avevano segnato un calo sostanzioso, del -12,1%. Anche se il quadro economico, in Usa come nel mondo, resta incerto, ed i tassi di interesse sul denaro in crescita, negli States, pesano sul lavoro di importatori e distributori, che preferiscono continuare a smaltire le scorte e a tenere scarichi inventari e magazzini.
Un quadro complesso, quello che arriva dal primo mercato straniero del vino italiano, che, con ogni probabilità, vedrà un 2023 chiuso in negativo su un 2022, comunque, da record (come per altro giù anticipato dalle analisi Nomisma Wine Monitor.
In attesa dei dati ufficiali Istat (nei prossimi giorni), con quelli disponibili ad oggi che dicono di come, nei primi 11 mesi 2023, le importazioni di vino italiano in Usa, in valore, hanno superato 1,6 miliardi di euro, a -6% sullo stesso periodo 2022, ma con un netto miglioramento sul -9,9 registrato fino a settembre 2023.

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