Richiamo in Prima… Il Brunello di Montalcino conquista i coreani
Il Brunello parla coreano. Ceduta l’azienda Cerbaia “Approccio rispettoso del nostro territorio” … Il senese Agostino Lippi gestisce l’operazione per conto della famiglia Lee … I confini del Brunello di Montalcino si ampliano ancora. Con il passaggio di proprietà dell’azienda Cerbaia (12 ettari complessivi di cui 5 a vigneto e 18 mila bottiglie prodotte all’anno), anticipata ieri dal sito specializzato winenews.it, nella terra del Brunello arriva la famiglia Lee, con passaporto inglese, origini coreane e base operativa a Londra. L’acquisto pare concluso con il precedente proprietario, Fabio Pellegrini, che l'aveva in dote dal 1978. La motivazione dell’acquisto è ufficialmente quella di una “forte passione per il vino” ma essendo i termini dell’operazione top secret e senza particolari riscontri locali, ieri in una realtà piccola come quella di Montalcino qualche voce incontrollata è circolata. Perfino quella che dietro il nome Lee possa celarsi il colosso dell’elettronica Samsung. Ma le conferme non sono arrivate. Anzi. Fatto sta che, dopo americani, brasiliani, olandesi e francesi, ma non solo, l’orizzonte delle proprietà internazionali a Montalcino - inaugurate dalla famiglia Mariani con l’acquisto del Castello di Banfi nel 1978 - si amplia ulteriormente. Come in altre occasioni, l’elemento di continuità sta nel management comunque tricolore o addirittura locale. Anche in questo caso la famiglia Lee si è affidata a una figura del territorio, quella di Agostino Lippi, 36enne senese, con esperienza già al Castello di Montepò di Jacopo Biondi Santi. “L’approccio della famiglia vuole essere graduale e in linea con la storia del territorio - ci spiega Agostino Lippi, da noi interpellato -. Vogliamo mantenere un alto livello di controllo qualitativo ma senza forzature”. Il Brunello, dunque, pur in fase di grande incertezza attorno al mondo del vino in generale, si conferma terra di grandi investimenti e visioni lungimiranti, grazie ad un valore ad ettaro che sfiora il milione di euro. Nei giorni scorsi, sempre sul sito winenews.it, anche Alessandro Profumo, ex presidente di Banca Mps, aveva sottolineato l’importanza del territorio nel dettare le scelte di investimento nel mondo del vino. “Montalcino si conferma poliglotta nella proprietà delle aziende - osserva Irene Chiari fondatrice con il marito Alessandro Regoli di Wine News - e prima ancora degli stranieri, hanno deciso di investire in queste vigne i grandi nomi del vino italiano, come Gaja, Frescobaldi e Antinori, a conferma di come il Brunello non passi mai di moda.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026















































































































































































