02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2025 (175x100)
LA CURIOSITÀ

Tiramisù, cassata, cannolo, sfogliatella, babà e gelato, i dolci italiani più amati per la Michelin

Dal suo osservatorio sulle carte dei dessert dei 394 ristoranti stellati italiani della Guida 2026 la “rossa” ha selezionato le migliori proposte

La tradizione dolciaria italiana continua a sorprendere il mondo grazie ad un patrimonio di ricette secolari e alla fantasia inesauribile dei suoi chef. Influenzata da secoli di scambi culturali e dominazioni straniere, la pasticceria del Belpaese conserva un legame indissolubile con il territorio, le materie prime pregiate e il sapere artigiano, e anche la Guida Michelin ne esalta la vitalità selezionando le reinterpretazioni che trasformano i classici in esperienze gastronomiche d’autore nei ristoranti italiani: sono sei i dolci italiani più amati nel mondo, e sono tutti presenti, nella versione tradizionale o in innovative presentazioni degli chef, nelle carte dei dessert dell’alta ristorazione, secondo Michelin Italia che, dal suo osservatorio sulla galassia dei 394 stelle Michelin selezionati dalla Guida 2026 sul territorio italiano, tra le proposte dolciarie del made in Italy designa un podio condiviso dai grandi classici, dal tiramisù alla cassata, dal cannolo alla sfogliatella, dal babà al gelato.
Tra i dolci più amati c’è il tiramisù, nato tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia nella seconda metà del XIX secolo e oggi terreno fertile per versioni creative come il Bignè craquelin dello chef Giacomo Sacchetto del ristorante Iris di Verona, 1 stella Michelin, arricchito da mousse al mascarpone e un cuore di acqua al caffè, o come l’elegante variazione del Bib Gourmand 53 Untitled di Roma, dove la chef Cecilia Moro preserva i sapori dell’infanzia giocando con forme e consistenze.
Dalla Sicilia arriva la cassata, eredità araba divenuta simbolo regionale: frutta candita, ricotta, pasta di mandorle e pan di Spagna definiscono un dolce scenografico, celebrato da La Foresteria Planeta Estate a Menfi, 1 Chiave Michelin, con un’esecuzione fedele alla tradizione, ma valorizzata da un contesto di ospitalità d’eccellenza. Sempre siciliano è il cannolo, frutto di miti d’harem e feste carnevalesche, oggi reinventato dallo chef Michelangelo Mammoliti del nuove 3 stelle Michelin La Rei Natura a Serralunga d’Alba con una pasta soffiata farcita di spuma di pecora, profumi di vaniglia, fiori d’arancio e un gelato dedicato.
Dal cuore della Campania arriva, invece, la sfogliatella Santa Rosa, nata nel XVI secolo tra le mura del monastero dedicato alla Santa, oggi uno degli alberghi più iconici della Costiera Amalfitana, 1 Chiave Michelin a Conca dei Marini, che reinterpreta la tradizione di un’icona dell’arte pasticceria partenopea: sfoglia croccante, ricotta, semolino e canditi che raccontano secoli di ingegno culinario. Sempre campano, ma dall’origine curiosamente polacca, è il babà al rum, adottato e perfezionato da Napoli fino a diventare uno dei dessert italiani più riconosciuti all’estero, presente nei menù di grandi chef tristellati come Max Alajmo (Le Calandre, Rubano), Niko Romito (Reale, Castel di Sangro) e Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi, Orta San Giulio) e del bistellato Gennaro Esposito (La Torre del Saracino. Vico Equense), spesso anche nelle loro linee e-commerce. Ma non può mancare il gelato, gloria nazionale che affonda le sue radici tra la Firenze del Rinascimento e le influenze arabe della Sicilia, oggi celebrato in tutto il mondo e protagonista in grandi ristoranti come Local a Venezia, 1 stella Michelin, Miramonti l’Altro a Concesio, 1 stella Michelin, ed anche al Bib Gourmand Trattoria Ai Due Platani a Parma, dove un intero carrello di gusti artigianali conclude il pasto con irresistibile teatralità.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli