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PASSO AVANTI

Arriva il via libera della Conferenza Stato-Regioni al nuovo Marchio Biologico Italiano

Luigi D’Eramo, sottosegretario Ministero dell’Agricoltura: “rende le nostre eccellenze riconoscibili”. Coldiretti: “indica sostenibilità ed origine”
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Via libera in Conferenza Stato-Regioni al nuovo Marchio Biologico Italiano

Con oltre 2,5 milioni di ettari di superficie agricola biologica, pari al 20,2% della Sau nazionale (Superficie agricola utilizzata, ndr) - con 132.441 ettari di vigneti bio, sostanzialmente stabili (-0,4%), di cui 104.767 già convertiti - ed una crescita del +2,4% nel 2024, secondo il Rapporto “Bio in Cifre” 2025 di Ismea, il biologico si conferma un settore in continua espansione nell’agricoltura italiana. In questo contesto arriva il via libera della Conferenza Stato-Regioni al decreto che definisce condizioni e modalità di utilizzo del nuovo Marchio Biologico Italiano, un passo ritenuto cruciale per rafforzare la riconoscibilità e la tutela del prodotto nazionale. “Il via libera della Stato-Regioni - ha sottolineato il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo - rappresenta un avanzamento importante verso uno strumento che renderà immediatamente identificabili le nostre eccellenze, garantendo ai cittadini l’origine della materia prima e l’alto livello qualitativo e di sicurezza dei prodotti bio italiani”. Il decreto, frutto anche del confronto con il settore, è ora in fase di notifica Tris secondo la direttiva Ue 2015/1535, per eventuali osservazioni della Commissione prima dell’adozione definitiva.
L’approvazione del marchio giunge in un momento in cui le importazioni di prodotti biologici continuano ad aumentare: nel 2024 il balzo è stato del +7,1%, confermando la necessità di strumenti che valorizzino maggiormente la produzione interna. Un tema centrale anche nelle mobilitazioni che hanno coinvolto, ieri, 3.000 agricoltori al Teatro Petruzzelli di Bari, in Puglia, regione che con quasi 320.000 ettari è la seconda realtà bio del Paese e la prima per cereali, ortaggi e olivicoltura biologica. La risposta del mercato conferma la direzione: secondo l’indagine Ismea-Coldiretti Bio, nei mercati di Campagna Amica le vendite di prodotti biologici hanno raggiunto i 150 milioni di euro l’anno, coprendo quasi un terzo della spesa per frutta e verdura, con prospettive di ulteriore crescita per pasta fresca, uova, formaggi, olio e miele.
“I numeri in costante aumento del biologico italiano - afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - rendono il nostro modello agricolo tra i più sostenibili al mondo. In un contesto difficile per le imprese agricole, il biologico è protagonista della transizione ecologica e del rilancio sostenibile dei territori. Il nuovo Marchio, che abbiamo fortemente voluto, potrà rappresentare un elemento innovativo per coniugare sostenibilità e origine territoriale, rispondendo così alle aspettative dei consumatori italiani ed esteri”. Sulla stessa linea Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Bio, che evidenzia “l’importanza di sostenere gli agricoltori nella sfida dei mercati e del clima e auspica filiere più solide, riconoscibili e semplificate del biologico italiano, capaci di valorizzare la produzione nazionale sia sui mercati internazionali sia nelle filiere corte. Il nuovo marchio sarà un’occasione significativa per le aziende, che auspichiamo si accompagni a una semplificazione delle norme e a una maggiore garanzia del sistema, in un contesto di importazioni sempre più consistenti dai Paesi terzi”.

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