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LO SCENARIO

Innovazione, nuove tecnologie, tanta passione: il “Dna” dei giovani agricoltori italiani

Le storie dei nuovi contadini del Belpaese, a Fieragricola, raccontano di rivoluzione digitale, sostenibilità e dello stare al passo con i tempi
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Nicolò Polo, “L’agricoltore Nick” (ph: Facebook/L’agricoltore Nick)

Da quello che è, ormai, una star sui social, ovvero “L’agricoltore Nick”, al secolo Nicolò Polo, 24 anni da compiere, content creator, ambasciatore social per la Regione Veneto per raccontare e diffondere sulle varie piattaforme digitali le bellezze del territorio, ma anche allevatore con un’azienda agricola a Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia, dove alleva 160 avicoli ornamentali puntando sull’innovazione, a Sofia Pennati, 24 anni, che alleva 210 bovine da latte a Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola) con un credo: introdurre nuove tecnologie per migliorare la gestione della mandria, il benessere e l’organizzazione stessa del lavoro è vitale. E poi c’è Giacomo De Battista, 27 anni, allevatore di Primaluna, in provincia di Lecco, che è un felice testimonial dell’importanza delle piccole stalle: gestisce una mandria di appena 9 bovine di razza Bruna per la produzione di latte destinato alla Cooperativa Agricola Valsassina. Storie di successo in un’Italia che ha sempre più bisogno di nuove leve, ma anche di idee, per la propria agricoltura, comparto vitale per l’economia del Paese, protagoniste di Fieragricola, nei giorni scorsi a Veronafiere a Verona, uno degli eventi più più longevi del settore, all’edizione n. 117.
Nicolò Polo, “L’agricoltore Nick”, ha indicato la rotta: “portali digitali smart, soluzioni per eliminare la burocrazia e i documenti cartacei, piattaforme in grado di coordinare diverse informazioni oggi scollegate tra loro potrebbero essere un incentivo per avvicinare i giovani all’agricoltura. Accanto all’innovazione in campo, che è fondamentale, il salto in avanti andrebbe fatto per accompagnare la rivoluzione digitale delle imprese per abbattere il tetto della burocrazia e permettere agli agricoltori di continuare ad occuparsi di agricoltura “dal vivo” e non sulla carta”.
La vita degli agricoltori non è facile, servono passione e forza di volontà, ma c’è anche tanta soddisfazione quando i risultati arrivano. Come sottolinea Sofia Pennati, “non esistono il sabato o la domenica, non ci sono orari, anche se le tecnologie hanno migliorato molto la qualità della vita. Però, comprendo che qualche giovane sia scoraggiato dall’idea di un impegno che in alcuni periodi dell’anno è pressante. Ma non c’è dubbio: è il lavoro più bello del mondo e senza l’agricoltura e la zootecnia non ci sarebbe futuro, perché noi produciamo cibo”. E poi c’è lo stare al passo con i tempi. Introdurre nuove tecnologie per migliorare la gestione della mandria, il benessere e l’organizzazione stessa del lavoro è vitale. “Tre anni fa - aggiunge Pennati - abbiamo installato in azienda i robot di mungitura e il cambio di passo è stato notevole. Abbiamo installato anche pannelli agri-solari sul tetto per l’autosufficienza energetica e valutiamo la realizzazione di un impianto aziendale per la produzione di biogas, così da coniugare sostenibilità ambientale e redditività economica”.
Un concetto, quello dell’innovazione, che appare trasversale. Per Giacomo De Battista “anche le stalle piccole, per rimanere sul territorio, dovranno innovare. La genetica sarà fondamentale per avere animali sani, longevi e con produzioni con più alto tenore di grasso e proteine. Anche il benessere animale farà la differenza, per questo io sono attento agli spazi a disposizione e a strumentazioni come le spazzole per avere il massimo confort in stalla”.

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