Con un balzo del +57% negli arrivi di olio d’oliva straniero in Italia nel 2025, il rischio di traffici opachi, inganni in etichetta e vere e proprie truffe è cresciuto al punto da mettere in allarme l’intera filiera. Per questo Coldiretti e Unaprol salutano come un passo decisivo le nuove misure dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi (Icqrf) sulla tracciabilità degli oli importati in regime di Perfezionamento Attivo (Tpa), che dal 1 marzo imporranno la registrazione puntuale nel Registro Telematico della natura degli oli e delle operazioni di equivalenza, mentre le direttive del Ministero dell’Agricoltura prevedono l’obbligo di utilizzare diciture specifiche per ogni movimento relativo al Tpa e sanzioni rigorose in caso di inadempienza.
Una svolta destinata a colmare un vuoto normativo che negli anni ha favorito l’ingresso di prodotto a dazio zero - denunciano Coldiretti e Unaprol - spesso senza adeguati controlli e con scarse garanzie sulla destinazione finale, contribuendo al crollo dei prezzi dell’olio italiano mentre quello tunisino arriva nel nostro Paese a circa 3,5 euro al litro, come evidenziato anche dalla Corte dei Conti Ue.
“La trasparenza non è un costo, ma un valore a tutela dei produttori onesti e dei consumatori - afferma il presidente Unaprol e vicepresidente Coldiretti, David Granieri - questa misura mette fine a una “zona grigia” nel sistema di tracciabilità. Sapere esattamente dove si trova e come si muove l’olio importato in regime doganale è fondamentale per evitare fenomeni di “concorrenza sleale” che deprimono il valore del made in Italy. È un atto di chiarezza che avevamo sollecitato con forza: chi opera nel rispetto delle regole non ha nulla da temere da un surplus di informazioni, chi, invece, specula sulle pieghe del sistema troverà oggi maglie molto più strette. Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per l’intervento dell’Icqrf, che recepisce le istanze che Coldiretti e Unaprol portano avanti da tempo nei tavoli istituzionali - continua Granieri - abbiamo sempre sostenuto che la digitalizzazione dei registri deve essere un’arma di precisione contro le ambiguità. Non possiamo permettere che i flussi di olio extra-Ue, importati per essere lavorati e riesportati, possano correre il rischio di confondersi, anche solo tecnicamente, con il nostro pregiato olio nazionale”.
Coldiretti e Unaprol auspicano, inoltre, che il Ministero dell’Agricoltura proceda celermente, come richiesto dall’Ispettorato, all’aggiornamento tecnico del Registro Telematico dell’applicativo Rto. “Il passaggio a un sistema di tracciabilità automatizzato per il Tpa sarà l’ultimo tassello di un percorso di legalità che vede l’Italia all’avanguardia in Europa. Continueremo a vigilare affinché il Registro Telematico sia uno strumento sempre più condiviso anche in ambito europeo per blindare la reputazione degli oli extravergini nazionali”, conclude Granieri.
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