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IL 15 APRILE

L’agricoltura celebra la “Giornata del made in Italy”, nella data di nascita di Leonardo Da Vinci

Cia Agricoltori Italiani: “è il nostro futuro”. E Coldiretti e Unaprol lanciano la prima “Carta degli oli extravergine Ig” nei ristoranti italiani
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Nel segno di Leonardo Da Vinci nella “Giornata del Made in Italy” (ph: Gemini)

Nella “Giornata Nazionale del Made in Italy”, che si è celebra oggi, 15 aprile, data di nascita del genio italiano per antonomasia, Leonardo Da Vinci, su iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (con WineNews che ha intervistato il Ministro Adolfo Urso a, Vinitaly 2026 che si è chiuso, oggi a Veronafiere a Verona, parlando del “fascino di vino, agroalimentare e cucina italiani che vince anche il difficile contesto mondiale”, ndr), nasce la prima “Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica”, promossa da Coldiretti e Unaprol insieme alla nascente Federazione Nazionale Consorzi Igp Dop Olio e Olive, e che porta per la prima volta nei ristoranti uno strumento pensato per esaltare uno dei simboli più riconosciuti della Dieta Mediterranea.
Ciascun commensale potrà, infatti, scegliere l’olio extravergine d’oliva più adatto alla portata ordinata dal menù, trasformando l’olio in protagonista dell’esperienza gastronomica. Un nuovo modello attraverso il quale - spiegano Coldiretti e Unaprol - i ristoratori potranno valorizzare il legame indissolubile tra prodotto e territorio, facendo della qualità certificata un pilastro dell’offerta enogastronomica.
La nuova Federazione rappresenta oltre 22.000 produttori e 2.000 frantoi, custodi di 167.000 ettari di oliveti, pari al 15% del patrimonio olivicolo nazionale, e punta a delineare le politiche di settore partendo dalla tracciabilità digitale. Tra gli obiettivi, l’evoluzione del bollino di Stato in uno strumento “dal campo alla bottiglia”, per garantire la massima trasparenza su lotti e aziende agricole fornitrici. Centrale anche il contrasto alle pratiche sleali e alle vendite sottocosto nella grande distribuzione, che continuano a svalutare il lavoro degli olivicoltori italiani. In questo quadro, diventa fondamentale la difesa delle identità locali contro la pressione delle importazioni extra-Ue a basso valore aggiunto, attraverso il rafforzamento dell’analisi sensoriale e dei sistemi anticontraffazione. “Con la nascita della Federazione abbiamo scelto di fare squadra per proteggere l’anima stessa dei nostri territori - afferma il presidente Fabrizio Filippi - la maggiore resilienza dei prezzi dei prodotti certificati dimostra che la qualità non è solo una scelta etica, ma l’unica strategia vincente per garantire la sostenibilità economica delle nostre imprese e il diritto dei consumatori a una scelta consapevole”.
Un percorso che si inserisce in una visione più ampia di rilancio e tutela delle eccellenze nazionali dove l’Italia riscopre la propria forza più autentica: quella che nasce dalla terra e arriva sulle tavole di tutto il mondo come racconto di qualità, lavoro e identità. Un patrimonio che vede nell’agroalimentare il protagonista assoluto di una sfida capace di intrecciare economia, cultura e futuro. A rilanciarne il valore è Cia-Agricoltori Italiani, che richiama l’attenzione su un’eccellenza costruita nei campi grazie a ingegno contadino, tradizione millenaria e innovazione tecnologica, elementi che rendono inconfondibili i prodotti tricolori. “Il settore agroalimentare è il pilastro del saper fare italiano - dichiara il presidente Cristiano Fini - dai vigneti eroici della Toscana, agli uliveti pugliesi, dai campi di grano del Sud ai frutteti dell’Emilia-Romagna, l’agricoltura italiana non è solo produzione, ma narrazione di un patrimonio unico al mondo. In un’epoca di sfide globali come il cambiamento climatico e la concorrenza sleale, valorizzare il made in Italy significa difendere il futuro dei nostri produttori e l’eccellenza dei nostri prodotti sulle tavole di tutto il mondo. Il made in Italy racconta una storia di terra, sudore e genialità. È tempo di investire in innovazione sostenibile, ricerca e mercati esteri per far brillare ancora di più il nostro agroalimentare”.

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