L’Italia accelera nella corsa verso i pagamenti digitali e conquista il terzo posto in Europa per crescita del cashless, registrando nel 2025 un aumento del +26,7% sul 2024. A guidare la classifica europea è la Bulgaria, con un balzo del +49,5%, seguita dalla Svezia (+31,3%), mentre dopo l’Italia si collocano Lussemburgo (+24,4%), Cipro (+22%), Germania (+18%) e Belgio (+16,8%). Completano la “Top 10” Lettonia (+15,3%), Paesi Bassi (+13,7%) e Repubblica Ceca (+10,4%). E in questo scenario, la crescita risulta ancora più marcata in alcuni settori chiave dell’hospitality: i bar registrano un aumento del +37%, mentre i ristoranti crescono del +36,1%, segnalandosi come comparti trainanti nella diffusione dei pagamenti elettronici sul territorio nazionale italiano. I dati, rilevati dall’Osservatorio Europa Cashless di SumUp su un campione di 100.000 esercenti europei e italiani, confermano come la spinta italiana sia ormai strutturale e particolarmente significativa nel confronto con economie tradizionalmente avanzate nell’adozione dei pagamenti digitali. A livello urbano, Stoccolma si conferma la città più cashless del Vecchio Continente con una crescita delle transazioni digitali del +48,1%, seguita da Helsinki (+38,1%). Roma conquista il terzo gradino del podio europeo con un +30,8%, precedendo Lubiana (+26,6%), Bruxelles (+22,5%) e Parigi (+19,1%). Seguono Salisburgo (+18,1%) e Milano (+17,5%), seconda città italiana nella “Top 10” (n. 8), mentre chiudono la classifica Lione (+13,5%) e Manchester (+13,0%); Berlino (+12,5%) e Londra (+8,1%) restano, invece, fuori dalle prime 10 posizioni.
Osservando lo scontrino medio, i valori più bassi in Europa appartengono a Lubiana (12,8 euro), Manchester (17,8 euro) e Liverpool (18,3 euro), mentre Milano registra il ticket più alto con 39,2 euro, seguita da Oslo (38,3 euro) e Parigi (32,7 euro). In Italia, la crescita dei pagamenti senza contanti è diffusa lungo tutto il territorio: le province più dinamiche del 2025 sono Ragusa (+67%), Nuoro (+58,9%) e Campobasso (+56,7%), seguite da Benevento (+49,1%), Sassari (+47,9%) e La Spezia (+45,6%). Chiudono la graduatoria L’Aquila (+43,4%), Trieste (+43,1%), Agrigento (+37,9%) e Catanzaro (+36,6%). Per quanto riguarda lo scontrino medio digitale, i valori più bassi - che riflettono un utilizzo esteso del pagamento elettronico anche per spese di piccola entità - si registrano a Cagliari (27,5 euro), Matera (28,2 euro) e Oristano (29,2 euro), seguite da Lodi (29,2 euro), Siracusa (29,3 euro) e Palermo (29,7 euro). Chiudono la “Top 10” Taranto (29,8 euro), Enna (30,1 euro), Rieti (30,6 euro) e Brindisi (30,8 euro).
Nei diversi settori emergono incrementi particolarmente significativi: le farmacie guidano la crescita con un +119,5%, seguite da centri sportivi e negozi di articoli sportivi (+111,6%) e dagli studi di architetti e ingegneri (+73,2%). Aumentano con forza anche i pagamenti digitali nelle attività quotidiane, dai bar (+37%) ai ristoranti (+36,1%), fino agli hotel (+15,8%), insieme a edicole (+35,1%), fiorai (+34,4%) e supermercati (+33,2%), confermando che la tendenza si estende sia ai consumi ricorrenti sia ai servizi professionali. Parallelamente, molti professionisti registrano una diminuzione del valore medio dello scontrino digitale, segno che i pagamenti digitali vengono utilizzati sempre più spesso per spese di piccolo importo. Il calo più rilevante si osserva, ancora, negli studi di architettura e ingegneria (-20,9%), seguiti dai fotografi (-14,3%) e dagli avvocati (-13,4%).
“Il confronto con l’Europa mostra come l’Italia stia recuperando rapidamente terreno nella diffusione dei pagamenti digitali. In particolare, un dato significativo è la diffusione capillare di questa tendenza: la crescita del cashless riguarda, infatti, tutte le province italiane e include anche le grandi città, come Roma e Milano, che si distinguono anche nel contesto europeo - dichiara Umberto Zola, Online Sales Director Eu SumUp - ed a confermare come il pagamento senza contanti sia sempre più parte della quotidianità di esercenti e consumatori è la crescita del trend in settori merceologici molto diversi tra loro, dai servizi professionali al retail. È il segnale di una trasformazione ormai strutturale, che attraversa territori, svariate categorie di merchant, inclusi i professionisti e le imprese più piccole”.
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