Da Napoli e la Campania, per raccontare come le avversità hanno plasmato questa celebre regione italiana, alla Sicilia, isola di contrasti e molteplici influenze, dalle Marche, meno note ma ricche di tesori culinari, alla Sardegna, tra miti e misteri di un’isola selvaggia, fino in Veneto, per mostrarne le tante ricette tradizionali. E dove la cucina italiana è sempre accompagnata dal suo compagno più fedele, in perfetto abbinamento: il vino italiano. È il viaggio di Stanley Tucci in “Tucci in Italy”, nuova stagione della fortunata serie Tv (da questi giorni su Disney+), in cui il celebre attore e regista americano, reduce del successo planetario del film-cult “Il Diavolo veste Prada 2”, scopre le complesse connessioni tra l’Italia, le persone e il cibo che mangiamo nelle diverse regioni.
Stanley Tucci crede che il modo migliore per capire un Paese sia attraverso il suo cibo, specie in Italia, dove la forma della pasta e il sugo con cui la si serve parlano direttamente di identità e differenziano ogni regione dall’altra. In questa nuova serie, la star di Hollywood è impegnata in una ricerca culinaria per esplorare il legame tra il cibo, la terra e la gente del Paese che ama (tanto da essere stato anche tra i registi della cena voluta da Re Carlo III e dalla Regina Cammilla nella splendida Tenuta di Highgrove, per celebrare i rapporti tra Italia e Regno Unito, ed in particolare lo Slow Food e la Slow Fashion, nel 2025, ndr).
“Essere presenti in “Tucci in Italy” significa portare la Pasta di Gragnano Igp davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo, non come prodotto, ma come racconto. Come cultura. Come territorio. E un sapere fatto di cura, identità e visione”, racconta Giuseppe Di Martino, alla guida del Pastificio dei Campi, che lavora interamente con semola del “Granaio d’Italia”, coltivata in Puglia e molita dal Molino De Vita, e tra i protagonisti della serie. È esattamente questo che Stanley Tucci va a cercare quando percorre la Penisola con la sua macchina da presa: non la cartolina, ma la sostanza. Non la suggestione, ma la verità di una tradizione che dura da secoli e che sa ancora emozionare, specialmente chi la incontra per la prima volta.
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