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ECCELLENZE

Viaggio nel passato e nel presente della Valpolicella, con la verticale di Amarone Serego Alighieri

Focus sul Seminario Masi n. 36 a Vinitaly 2026, con la “chicca” della vinificazione di una Molinara ottenuta da ceppi scampati alla fillossera

Un viaggio nella storia, e non solo quella enologica: al centro del Seminario Masi n° 36, “L’Amarone tra passato e futuro. Vaio Armaron Serego Alighieri Masterclass” organizzato dal Gruppo Tecnico Masi e andato in scena a Vinitaly, la degustazione verticale di alcune annate memorabili dell’Amarone “Vaio Armaron” Serego Alighieri, la storica cantina che da oltre 50 anni Masi Agricola segue nella sua produzione. La Serego Alighieri è la tenuta di Valpolicella con la più lunga tradizione storica alle spalle: fu fondata da Pietro Alighieri, figlio di Dante Alighieri, che aveva seguito nel suo esilio a Verona ed acquistato la possessione Casal dei Ronchi, a Gargagnano, nel cuore della Valpolicella, tuttora cuore della proprietà. È invece nel XVI secolo l’unione tra la famiglia Alighieri e i Serago, che da allora porta fra i suoi discendenti il doppio cognome Serego Alighieri. Oggi, la tenuta comprende tra i suoi vigneti il Cru “Vaio Armaron”, un vino capace di conservare un sapore antico e originale, a partire dalla sua maturazione in legno di ciliegio.
La masterclass è stata anche l’occasione per celebrare idealmente una collaborazione virtuosa, suggellando oltre cinquant’anni di storia condivisa: un sodalizio nato nel 1973, che vede la famiglia Boscaini, proprietaria di Masi con il suo Gruppo Tecnico affiancare i Conti Serego Alighieri nella produzione di vini prestigiosi, condividendo un profondo legame con il territorio e dando vita a un rapporto solido, capace di unire tradizione nobiliare e competenza imprenditoriale.
Venendo al bicchiere, il Recioto Valpolicella Amarone “Vaio Armaron” 1979 nella sua, evidentemente, non nascosta evoluzione, propone profumi di mallo di noce, frutta rossa in confettura e uva sultanina, ad anticipare una progressione ancora non priva di vivacità, dagli accenti dolci e dal finale profondo. L’Amarone della Valpolicella Classico “Vaio Armaron” 1988 punta il suo focus aromatico sulle spezie, il cioccolato e la frutta sotto spirito, con il sorso ad indugiare sulla dolcezza, anche però con qualche tratto più fresco indotto da una buona freschezza acida. L’Amarone della Valpolicella Classico “Vaio Armaron” 1997 propone naso molto maturo con tocchi di tabacco e sottobosco. In bocca, il sorso non è particolarmente dinamico e termina in un finale caldo e dolce. L’Amarone della Valpolicella Classico “Vaio Armaron” 2008 profuma di marmellata di mirtillo e confettura di fragole, con tocchi speziati e tostati. In bocca, il sorso è quasi grasso, dai toni caldi e dolci. L’Amarone della Valpolicella Classico “Vaio Armaron” 2017 trova il suo tema dominante negli aromi di liquirizia e vaniglia, a cui si sommano tocchi di frutta rossa matura e in confettura. Articolazione gustativa dal tannino serrato e dal finale balsamico che rimanda a suggestioni mediterranee.
Da ultimo un vino a dir poco intrigante, guardando alla sua genesi. Si tratta per adesso di una vinificazione sperimentale che ha come protagonista la varietà Molinara, proveniente da vigne piantate nel 1875 in azienda e sopravvissute alla fillossera, da cui deriva il clone “Serego Alighieri”. Una varietà, la Molinara, che dal 2003 è stata ridotta a mero complementare volontario nell’uvaggio dell’Amarone, ma che sembra portare con sé buone potenzialità. La versione 2025 di questa Molinara franca di piede possiede colore rosso rubino molto scaric, ad anticipare un bagaglio aromatico dal fruttato rigoglioso e fragrante che accompagna un sorso fresco e scattante di piacevole bevibilità.

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