Sei vini che raccontano l’evoluzione del suo lavoro e la sfida, forse già vinta, anche con il Sagrantino di Montefalco, l’affascinante, ma ostico vitigno umbro che Caprai ha riscoperto e lanciato nel “gotha enoico” internazionale. Sono i protagonisti di “un piccolo omaggio ad un grande personaggio che ha cambiato il mondo del vino mondiale, con cui ho avuto l’onore di lavorare a partire dalla vendemmia 2015”, spiega Marco Caprai, presidente ed ad Arnaldo Caprai, l’azienda di famiglia nel portafoglio del Gruppo Angelini Wine & Estates, che, ha Vinitaly 2026 a Verona, ha ricordato dentro e fuori dal calice il suo illustre consulente enologo Michel Rolland, il più grande enologo della nastro epoca e primo “flying winemaker”, “re” dell’assemblage e l’“uomo che ha inventato il vino moderno”, come lo definisce lo stesso produttore umbro, improvvisamente scomparso, nei giorni scorsi.
Ecco allora, negli assaggi WineNews, il Pinot Nero in purezza Malcompare 2021 dai toni aromatici caratterizzati da un fruttato rigoglioso e cristallina dai tocchi tostati a rifinitura, con il sorso a scorrere cremoso e raffinato. Più speziato il naso della versione 2020 che tuttavia rivela ancora una volta un frutto decisamente ben leggibile e fragrante. In bocca, il sorso è reattivo, solo un po’ increspato dal contributo del rovere. Ed è proprio sulla pulizia e la definizione olfattiva, tra le altre cose, che Michel Rolland ha impostato maggiormente il suo focus di tecnico fin dai suoi primi passi da professionista “facendo passare questa concezione enologica - spiega Caprai - anche nel suo rapporto della prima ora con Robert Parker”, il grande critico fondatore di “Wine Advocate”.
“Mr. Merlot”, portava con sé questo nomignolo non a caso. Nato a Pomerol, aveva una particolare sensibilità verso questa varietà che anche nella produzione della cantina umbra trova una testimonianza significativa. Il Merlot in purezza Belcompare 2021 profuma di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, rosa e spezie, ad anticipare una progressione gustativa morbida e continua, dal finale ben profilato. La versione 2020 ha quasi dei richiami aromatici bolgheresi, con tocchi di spezia e macchia mediterranea a rifinire un fruttato rigoglioso. In bocca il sorso è polposo e decisamente morbido.
Ma la sfida più significativa dell’enologo francese è stata quella con il Sagrantino. Varietà affascinante, ma dal carattere a dir poco ostico, dove l’abbondanza di polifenoli ne può frenare l’espressione. “Per affrontare il confronto con il Sagrantino - continua Caprai - Rolland ha puntato sulla sua “vinificazione integrale” che ha portato risultati impensabili su un vitigno come il Sagrantino, capace di trovare in pratica una nuova dimensione”. Ecco allora il Montefalco Sagrantino Spinning Beauty 2015 svelare aromi di frutta matura e in confettura con tocchi speziati e una decisa fragranza complessiva, ad assecondare una bocca polposa e vivace dal finale in crescendo. La versione 2016 gioca su un frutto più croccante e su toni di povere di caffè e spezie a rifinitura, con il sorso a muoversi rotondo e ben profilato.
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