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LO SCENARIO

Vino, imprese e istituzioni più unite che mai per affrontare le difficoltà e cogliere le opportunità

Il messaggio e le visioni del “Tavolo Vino”, riunito oggi a Vinitaly 2026 a Verona, dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida

Un vino italiano consapevole delle difficoltà del periodo, ma che guarda anche alle tante opportunità che si aprono nei mercati nuovi del mondo, con la consapevolezza che certe misure di contenimento della produzione (tra chi parla di espianti e chi di distillazione) andranno considerate, ma che ancora si può crescere in alcune aree “nuove” del mondo e consolidare i mercati più tradizionali, anche grazie al lavoro congiunto di imprese e istituzioni, Ministero dell’Agricoltura e Ice in testa, promuovendo ancora meglio il vino italiano nel mondo, anche grazie ad un decreto Ocm Vino Promozione più adatto alle esigenze delle imprese, cono meno burocrazia e più semplificazioni, o investendo ancora, magari anche in chiave “estera”, sulla campagna istituzionale a sostegno della cultura del vino italiano lanciata nelle settimane scorse dal Ministero dell’Agricoltura (con il quale ci siamo confrontati a tu per tu), e che ha toccato, nella sua prima fase, oltre 71 milioni di contatti. Messaggi arrivati dal “Tavolo Vino” convocato dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, oggi a Vinitaly 2026 a Verona, nel giorno della visita della Premier Giorgia Meloni (che WineNews ha intervistato).
Dove tutta la filiera, come spiegato dal coordinatore del Tavolo Vino, Piero Mastroberardino (Federvini), ha ringraziato il Ministro Lollobrigida insieme al presidente Ice, Matteo Zoppas, per la “straordinaria vicinanza e attenzione al settore”, sottolineando anche come la “continuità di Governo” sia un elemento importante, positivo e anche inusuale, per poter dar corso ed efficacia ai progetti messi in campo, come hanno testimoniato dal canto loro, anche il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ed il presidente Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, oltre a quello di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, e quello di Copagri, Tommaso Battista.
E se tutti hanno sottolineato il ruolo importante di istituzioni e politica, è stato il presidente di Unione Italiana Vini - Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha ribadire che “noi imprese dobbiamo fare la nostra parte. Ci sono grandi disponibilità messe in campo dal Ministero, dall’Ice e così via, ma noi dobbiamo ridurre l’offerta che c’è sul mercato. C’è tanto vino. Oggi i 42-44 milioni di ettolitri di vino prodotti ad ogni vendemmia non sono in questo momento assorbibili. Non è che è cambiato il mondo, è che ci sono meno giovani. Questo è un fatto indubbio. Il consumo è diventato molto più saltuario, al 61%, e noi dobbiamo prenderne atto. Poi ci sono tanti altri Paesi del mondo che prima non erano produttori e adesso lo sono diventati, e quindi sono diventati nostri concorrenti”.
Dal canto suo, il presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella, ha sottolineato come a dare comunque tranquillità al vino italiano debba essere la “grande qualità che abbiamo raggiunto, e che sarà ancora migliore domani. Grazie al Ministro Lollobrigida per quello che sta facendo, sarebbe un vero peccato se noi come produttori, enologi, commerciali e amministratori non prendiamo la palla al balzo per concretizzare ciò che ci viene messo a disposizione. Dobbiamo essere concreti, raccontare il bello ed il buono del vino, lottare contro chi dice che il vino è la causa di tutti i mali, peraltro mentre i consumi di vino calano e quelli di superalcolici aumentano”.
Ma fondamentale sarà anche il lavoro a livello Ue, come ricordato da Luca Rigotti, presidente Settore Vitivinicolo di Confcooperative, ma anche del Copa-Cogega. “Dobbiamo muoverci come sistema, nella promozione, ma anche nelle istituzioni europee. All’interno del settore ci sono delle criticità, dobbiamo avere il coraggio di prenderle in mano e risolverle, perché non possiamo solo chiedere supporto ed aiuto, che è importantissimo, ma le criticità al nostro interno le dobbiamo risolvere noi. Il lavoro che stiamo facendo in Europa è in piena sinergia con il Ministero, passerà anche questa crisi, ma certamente dobbiamo darci da fare”.
A puntare sulla semplificazione, in particolare, dell’Ocm Vino, per le piccole cantine, è stata invece Rita Babini, presidente Fivi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. “Vorrei aggiungere un grazie particolare perché questa campagna di promozione ha riportato dignità al prodotto vino e l’ha riportata anche a noi produttori. I produttori che io rappresento sono in maggior parte piccole e micro imprese che, però, sono strutturate in maniera estremamente peculiare su tutto il territorio, quindi, anche la facilitazione introdotta nella misura Ocm per i Paesi Terzi ci consente di poterci attivare maggiormente, di continuare ad investire. Perché noi imprenditori siamo così, vogliamo continuare ad investire ed affermare la nostra forza attraverso un calice di vino”.
Con il vino italiano che deve puntare molto anche sull’enoturismo, come ha promesso di fare il neo Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. “È una risorsa su cui dobbiamo puntare molto. Ma intanto, il messaggio che io darò, anche dopo aver assistito al convegno con il professor Giovanni Scapagnini e la famiglia Veronesi, è che il vino, secondo dati scientifici, fa bene, se con un consumo, che non dirò né moderato né responsabile, che sono termini che secondo me evocano un po’ di preoccupazione, ma giusto. Mi impegnerò molto sull’enoturismo perché mi sembra veramente una soluzione, mi verrebbe da dire l ’“uovo di colombo” per risolvere anche il problema dell’overtourism e della necessità di portare i turisti anche nei tanti luoghi meno conosciuti d’Italia, che spesso legati al vino”.
A chiudere il Tavolo, facendo il punto su quanto fatto e disegnando la road map del futuro, il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Noi dobbiamo produrre bene, proteggere il settore e promuoverlo. Sulla produzione forse produciamo troppo, bisogna lavorare sulla qualità, bisogna ragionare sugli aggiustamenti di rotta, bisogna comprendere che ci sono dei livelli differenti di offerta. Alcune offerte riescono a trovare riscontro nel mercato, altre offerte o sono desuete o sono sotto la qualità necessaria per il Sistema Italia per restare competitivo, perché ci sono altri produttori a livello mondiale, e se non ragioni di una qualità percepibile che ti distingue dagli altri l’elemento del prezzo diventa l’elemento portante. Il Sistema Italia è un sistema costoso, dobbiamo rispettare le norme dell’ambiente, le norme del lavoro, abbiamo un’imposizione fiscale importante, e, quindi, se andiamo solo sul prezzo avremo difficoltà a riuscire a restare forti sul mercato. La protezione - ha detto Lollobrigida - è l’altro elemento importante. Protezione dalla criminalizzazione del vino, che si sta, comunque superando, come abbiamo raccontato tante volte in tante iniziative, supportando con la scienza il messaggio che il vino, se bevuto come si deve, non solo non fa male, se non nel caso di alcune patologie, ma fa anche bene. Poi dobbiamo promuovere. Ed in questo senso i numeri della prima campagna sul vino sono eccezionali, li avete visti e saranno anche l’inizio di una campagna di sistema. Non l’abbiamo fatto solo sul vino perché questo tipo di lavoro non lo stiamo facendo solo sul vino, lo stiamo facendo in ogni ambito, l’abbiamo fatto sulla pasta, lo faremo sull’olio, lo faremo sui prodotti lattiero-caseari, perché tutto il Sistema Italia in maniera sinergica va promosso in termini di rappresentanti di un modello qualitativo. Dobbiamo lavorare ancora di più, come facciamo con il presidente Zoppas, in termini di capacità di promozione, per far crescere una catena del valore aggiunto che deve trovare poi una ripartizione sempre più equa tra produzione e commercio”, ha detto Lollobrigida, sottolineando misure importanti introdotte per tutta l’agricoltura, come quella sull’agrivoltaico che si vuole implementare ancora, e che potrebbe portare alle imprese risparmi per diversi miliardi di euro sul fronte energetico. Ma “abbiamo lavorato anche sulla logistica, perché la riduzione dei costi di trasporto è un altro elemento che ti mette in condizione di arrivare sui mercati più rapidamente e con un costo inferiore anche rispetto a competitor che hanno lavorato su questo in maniera molto rapida. Lo stiamo facendo cercando anche di coordinare i mercati, e stiamo lavorando sul sistema di coordinamento fieristico per evitare che una “fiera mangi l’altra”, perché tutto il sistema fieristico italiano, insieme, deve promuovere la nostra nazione, ed entrare in concorrenza eventualmente con altri sistemi fieristici di livello europeo e mondiale. Ci sono tanti elementi, ma non è oggi la giornata per approfondirli tutti, ma che ci possono vedere ancora più capaci di arrivare all’obiettivo strategico di proteggere il sistema della qualità per noi, per le nostre imprese, per la nostra economia. E permettetemi - ha detto Lollobrigida - anche per un modello di civiltà che riteniamo sia valido, e che gli altri, forse, ancora più di noi, ritengono valido perché il riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio dell’Unesco non è un caso. Non è facile per l’Unesco dire a qualcuno, capendone anche l’elemento competitivo di vantaggio che questo dà, che quella cucina è degna di protezione da parte di tutta l’umanità, e diventa paradigma del benessere. Uno degli elementi, forse il principale, che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo è stata la convivialità: la cucina italiana è un bel modo di mangiare, di stare insieme, non è solo nutrirsi, è un’altra cosa, un livello superiore, un livello che gli altri guardano con ammirazione. Senza vino la tavola è triste: qui a Vinitaly l’abbiamo voluto ribadire, qui lanciammo la campagna per la candidatura italiana, oggi la festeggiamo. Il vino è al centro della Cucina Italiana Patrimonio dell’Umanità, ed è quindi un claim che va rilanciato sempre di più, perché la rete distributiva principale, ovviamente, resta la ristorazione italiana nel mondo, i tanti cuochi ed i tanti ristoratori italiani all’estero. Concludo dicendo che la stabilità dell’azione che è stata sottolineata da molti, non si costruisce con la durata perenne dei Governi, ci mancherebbe altro, ma degli obiettivi”.
Che saranno messi sul piatto nel prossimo Tavolo Vino, e condivisi con la filiera, per un’azione di sistema a beneficio di tutto il vino italiano.

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