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NORMATIVA

Legge Made in Italy, ecco le “Città di Identità”: Città del Vino e dell’Olio nel Registro nazionale

Uno strumento che punta alla valorizzazione del legame tra prodotti e i territori, la cultura e le identità locali
CITTÀ DEL VINO, CITTÀ DELL'OLIO, LEGGE MADE IN ITALY, MINISTERO DELL'AGRICOLTURA, REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DELLE CITTÀ DI IDENTITÀ, Non Solo Vino
Città del Vino e dell’Olio nel Registro nazionale delle “Città di Identità”

Produzioni agricole di eccellenza strettamente legate alla storia, alla cultura, al paesaggio e alle tradizioni locali: sono le cosiddette “Città di Identità”, che da oggi sono ufficialmente riconosciute da un Registro delle Associazioni nazionali, un passaggio fondamentale nell’attuazione della Legge Made in Italy. E tra le prime ad essere iscritte ci sono l’Associazione Nazionale Città del Vino e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio: con l’iscrizione delle due associazioni diventa così pienamente operativo uno degli strumenti più innovativi introdotti dall’articolo 40 della legge n. 206 del 27 dicembre 2023 (detta appunto Legge Made in Italy), ovvero il Registro delle Associazioni nazionali delle “Città di Identità”, istituito dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Le “Città di Identità” svolgono un ruolo fondamentale nelle politiche di promozione dei territori, rappresentando uno strumento di progettualità e di attrazione degli investimenti, capace di favorire iniziative, eventi e progetti di marketing territoriale.
La norma nasce dall’emendamento confluito nell’articolo 40, con l’obiettivo di riconoscere ufficialmente il ruolo delle reti nazionali dei Comuni che rappresentano le grandi identità agricole italiane e di rafforzarne l’azione nella tutela, nella promozione e nella valorizzazione dei territori. I decreti attuativi definiscono inoltre i requisiti necessari sia per il riconoscimento dei Comuni come “Città di Identità”, sia per l’iscrizione delle associazioni nazionali, valorizzando il legame tra produzioni di qualità, identità territoriali e sviluppo sostenibile.
“Si tratta di un riconoscimento di grande valore, che ci motiva ulteriormente nella realizzazione della nostra mission - afferma Angelo Radica, presidente Città del Vino - l’idea e la concezione stesse di città di identità, ovvero caratterizzate dalla produzione di eccellenze agricole e agroalimentari radicate nel territorio, ricalcano perfettamente ciò per cui ci impegniamo dal 1987: la valorizzazione del legame tra vino e territori, tra il prodotto, la cultura e le identità locali. Questo riconoscimento ci stimola a svolgere il nostro ruolo con ancora più senso di responsabilità. Il vino non è solo un prodotto che dà luogo a opportunità economiche e di crescita, ma testimonianza concreta della storia e delle tradizioni dei luoghi. Tenendo assieme queste dimensioni si fa un servizio alle comunità locali e in definitiva all’intero Paese. Da oggi, grazie a questo provvedimento, siamo in grado di farlo con ancora maggiore efficacia e con uno strumento ancora più incisivo a disposizione, ed è importante che questo riconoscimento arrivi sia per le Città del Vino che dell’Olio, prodotti simbolo di eccellenza e tradizione. Ora chiediamo sia al Ministero che alle Regioni di tenerne il dovuto conto, ovvero prevedere in avvisi e bandi di finanziamento premialità per renderlo ulteriormente effettivo”.
“È un risultato straordinario, che dà valore giuridico e istituzionale a ciò che l’Associazione Nazionale Città dell’Olio sostiene fin dalla sua nascita - dichiara Michele Sonnessa, presidente Città dell’Olio - l’olio extravergine di oliva non è soltanto un prodotto agricolo di eccellenza, è l’identità stessa di centinaia di territori italiani, del loro paesaggio, della loro storia e delle comunità che li abitano. L’iscrizione nel Registro delle Associazioni nazionali delle “Città di Identità”riconosce ai Comuni dell’olio un ruolo che finora era affidato solo al loro impegno volontario: quello di custodi e promotori di un patrimonio che appartiene all’intero Paese. Per noi non è un punto di arrivo, ma una nuova responsabilità. Da oggi le nostre città hanno uno strumento in più per fare dell'identità olivicola una leva concreta di sviluppo economico, turistico e culturale: dall’oleoturismo alla tutela del paesaggio, dall’educazione alimentare al contrasto dell’abbandono degli uliveti. Il fatto che questo riconoscimento arrivi contestualmente per l’olio e per il vino, i due grandi simboli agroalimentari dell’Italia, rafforza ulteriormente il significato di questo importante traguardo”.
“La cultura e la valorizzazione delle produzioni agricole di pregio sono oggi a un importante punto di svolta - spiega l’onorevole Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico - l’iscrizione dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e dell’Associazione Nazionale Città del Vino nel Registro delle Associazioni nazionali delle “Città di Identità” non rappresenta un punto di arrivo, bensì un punto di partenza per le tante realtà che, da anni, si impegnano a promuovere i propri territori e le rispettive comunità. La tutela del made in Italy non passa soltanto attraverso la difesa dei prodotti, ma anche attraverso il riconoscimento delle comunità che custodiscono tradizioni, competenze e cultura. La legge, grazie a un emendamento a mia firma divenuto l’articolo 40 del provvedimento, costituisce uno strumento concreto per dare forza e valore alle politiche di valorizzazione delle produzioni locali. Le “Città di Identità” svolgono un ruolo fondamentale nelle politiche di promozione dei territori, rappresentando uno strumento di progettualità e di attrazione degli investimenti, capace di favorire iniziative, eventi e progetti di marketing territoriale. Ciò consentirà ai territori di condividere strategie comuni per la tutela della cultura, della storia, del paesaggio e delle eccellenze produttive. È questa la visione che oggi trova concreta attuazione e continueremo a lavorare affinché ogni territorio possa trasformare la propria identità in una leva di crescita economica, turistica e culturale per l'intero Paese”.

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