In un contesto in cui il caro spesa e la lotta allo spreco alimentare pesano sempre di più sui bilanci familiari, i surgelati si candidano ad essere una soluzione strategica non solo per praticità, ma anche per sostenibilità e risparmio. Parola di “Frozen in Focus” 2026, nuovo report Findus, basato su un’indagine condotta su 10.750 adulti in Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e Croazia, che mette in discussione diversi luoghi comuni sui prodotti freschi.
Lo studio rileva, infatti, un divario tra percezione e realtà: il 65% degli intervistati considera le patate fresche più nutrienti di quelle surgelate e il 63% pensa lo stesso per pollo e pesce, mentre il congelamento rapido può preservare vitamine e nutrienti anche meglio di alimenti freschi sottoposti a lunghi tempi di trasporto e distribuzione. I surgelati si confermano, comunque, un supporto nella preparazione dei pasti familiari, con il 73% dei consumatori che utilizza abitualmente mix di verdure surgelate, mentre l’82% dei genitori dichiara di aggiungere regolarmente verdure ai piatti dei figli. Ma si evidenzia anche la necessità di una comunicazione nutrizionale più chiara: due terzi dei consumatori consultano le etichette solo occasionalmente, solo la metà afferma di comprenderle bene e il 54% chiede informazioni più semplici, in particolare per i piatti pronti.
Un aspetto centrale riguarda la funzione antispreco dei surgelati: la metà degli europei getta via verdure fresche almeno una volta al mese, contro meno di 3 persone su 10 nel caso delle verdure surgelate. Un vantaggio che si riflette direttamente sul budget domestico: il 36% degli europei ritiene che i surgelati aiutino a risparmiare e stima un beneficio economico annuo compreso tra 364 e 624 euro grazie alla riduzione degli scarti e degli acquisti non necessari.
Anche sul fronte della praticità i surgelati risultano competitivi, tanto che il 51% dei consumatori li sceglie quando ha poco tempo per preparare la cena, contro il 30% che preferisce il cibo da asporto. Secondo il report, sostituire parte dei pasti d’asporto con prodotti surgelati potrebbe generare un risparmio fino a circa 1.200 euro l’anno.
Lo studio evidenzia, infine, il ruolo strategico della catena del freddo nel ridurre le perdite alimentari lungo la filiera, garantire la disponibilità di prodotti tutto l’anno e rafforzare la resilienza del sistema alimentare europeo. A supporto di questa tesi vengono citati i dati della Fao secondo cui 526 milioni di tonnellate di cibo, pari al 12% della produzione mondiale, vengono perse a causa di una refrigerazione insufficiente. Il messaggio finale, dunque, è che i surgelati non rappresentano un’alternativa di secondo piano rispetto ai prodotti freschi, ma uno strumento efficace per preservare il valore nutrizionale degli alimenti, contenere gli sprechi, alleggerire la spesa delle famiglie e contribuire alla sicurezza alimentare.
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