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PREVISIONI

L’agricoltura dell’Unione Europea rimane solida, nonostante incertezze e aumento dei costi

Produzione in crescita per semi oleosi, prodotti lattiero-caseari e pollame, diminuisce quella dell’olio d’oliva: il report della Commissione Europea
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Rimane solida l’agricoltura Ue, secondo il report estivo della Commissione

Le prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell’Unione Europea nel 2026 rimangono solide, nonostante le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, che si aggiungono alle sfide e ai rischi preesistenti, compresi quelli legati alle condizioni meteorologiche, alle malattie animali e alle persistenti tensioni commerciali: a queste fonti di incertezza sono dovuti gli aumenti dei costi che esercitano una pressione sui margini dei produttori. Secondo le previsioni, la produzione dell’Ue dovrebbe aumentare per i semi oleosi, i prodotti lattiero-caseari, le carni suine e il pollame; si ipotizza invece una contrazione per la produzione di cereali (che dovrebbe comunque rimanere vicina alla media quinquennale), mentre la produzione nei settori dei ruminanti, dello zucchero e dell’olio d’oliva dovrebbe diminuire. A dirlo è l’ultimo report redatto dal Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione Europea.
L’edizione estiva 2026 della relazione sulle prospettive a breve termine e il relativo quadro operativo interattivo online offrono preziose informazioni sullo stato attuale dei mercati agricoli dell’Unione Europea e sulle aspettative, fungendo da strumento fondamentale di sostegno alle decisioni per tutte le parti interessate della filiera agroalimentare. Da notare però che la relazione non tiene conto delle ondate di calore in corso che stanno colpendo gravemente tutta Europa.
Le prospettive macroeconomiche e del mercato dell'energia per il 2026 rimangono altamente incerte, con previsioni di crescita del Pil reale pari a appena l’1,1 %, un aumento dell’inflazione a +3,1 % trainato dai costi dell’energia e un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari previsto a seguito dell’aumento dei costi degli input. In linea con le previsioni economiche di primavera della Commissione Europea, queste prospettive a breve termine presuppongono una progressiva normalizzazione dei mercati dell’energia, sostenuta da una graduale riapertura dello stretto di Hormuz e dal ripristino delle principali rotte marittime. Tuttavia, la bilancia dei rischi rimane inclinata verso il basso. In tale contesto, i margini dei produttori rimangono sotto pressione e l’accessibilità economica dei concimi è scesa ai livelli osservati nel 2022. Per rispondere a tali preoccupazioni, il piano d'azione della Commissione sui concimi, adottato nel maggio 2026, mira ad allentare le pressioni sui costi a breve termine rafforzando nel contempo la resilienza a lungo termine.
Le previsioni meteorologiche prevedono condizioni colturali generalmente favorevoli per il 2026, con rese delle colture invernali attese superiori alla media storica, mentre le colture primaverili ed estive potrebbero risentire della carenza di calore e acqua, in particolare nelle regioni soggette a siccità. A livello globale, un forte evento El Niño dovrebbe raggiungere il picco in autunno, con impatti agricoli misti. Sebbene la produzione dell’Unione Europea possa evitare importanti effetti diretti, le perturbazioni del mercato globale potrebbero propagarsi attraverso le catene di approvvigionamento. Le incertezze, comprese le interazioni con i cambiamenti climatici, mantengono elevati i rischi di El Niño.
La produzione cerealicola nel 2026-2027 dovrebbe tornare in media a 273,7 milioni di tonnellate, dopo le rese eccezionalmente elevate della passata stagione per il frumento e l’orzo. Si prevede che le scorte iniziali elevate consentiranno ancora forti esportazioni di frumento, mentre le importazioni aumenteranno solo marginalmente. Secondo il report la produzione di semi oleosi dell’Unione Europea aumenterà del 3,1%, trainata dalla superficie e dalle rese dei semi di girasole espansi. La produzione di farine di semi oleosi dovrebbe raggiungere un livello record e anche la produzione di oli vegetali dovrebbe aumentare, mentre il consumo rimane stabile. La produzione di colture proteiche diminuirà leggermente, ma rimarrà al di sopra della media, mentre la produzione di zucchero potrebbe diminuire a causa della minore superficie di barbabietola da zucchero. La produzione di olio d’oliva dovrebbe diminuire rispetto alla precedente ripresa della produzione nel 2024-2025, ma rimanere al di sopra della media nel 2025-2026. Il consumo dovrebbe tornare alla media, mentre sia le esportazioni che le importazioni dovrebbero aumentare, in un contesto di prezzi più bassi. L’offerta di latte crescerà nel 2026, trainata da rese più elevate. I prezzi si sono stabilizzati dopo il calo della fine del 2025, ma l’aumento dei costi degli input ha messo sotto pressione i margini agricoli. La domanda rimane resiliente, sebbene l’inflazione alimentare e la trasmissione dei costi degli input ai prezzi al consumo comportino rischi. L’aumento della disponibilità di latte crudo può aumentare la produzione di burro, formaggio, siero di latte e latte scremato in polvere, mentre le esportazioni rimangono resilienti, nonostante l’indebolimento della domanda in Medio Oriente e le perturbazioni commerciali. Si prevede che la produzione di carni bovine dell’Unione Europea diminuirà nel 2026 e nel 2027 a causa del calo della mandria di vacche, mantenendo i prezzi elevati nonostante l’allentamento dei primi anni. Le carni ovine e caprine devono affrontare pressioni simili a causa di una mandria in declino e di problemi di malattia. La produzione e il consumo di carni suine dovrebbero rimanere stabili, con esportazioni resilienti a causa del calo dei prezzi. La produzione di pollame è destinata a crescere, trainata dalla forte domanda e dai prezzi elevati, anche se le esportazioni potrebbero diminuire, mentre le importazioni aumentano.

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