Più di 1 miliardo di euro all’agricoltura. È una cifra “monstre” quella prevista dal Ddl ColtivaItalia, proposto dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e approvato, oggi, alla Camera a Roma, con il quale il Governo Meloni ha deciso di sostenere gli investimenti nel settore primario, una misura con una dotazione aggiuntiva mai prevista in queste dimensioni nella storia repubblicana. L’iter del procedimento proseguirà ora al Senato alla ripresa dei lavori parlamentari in attesa dell’approvazione definitiva per rendere disponibili le risorse a partire dai primi mesi del 2027.
Nello specifico, 970 milioni di euro vanno a finanziare la strategia per la sovranità alimentare con 70 milioni di euro destinati al sostegno delle filiere in difficoltà (come grano tenero, orzo, mais, proteine vegetali); 300 milioni per investimenti per approvvigionamento di prodotti agricoli, rafforzamento delle filiere locali, potenziamento della competitività delle imprese, sostegno alle colture agricole di interesse strategico e per l’allevamento di vitelli autoctoni; altrettanti 300 milioni sono destinati all’allevamento italiano, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione di carne bovina nazionale e la linea vacca-vitello; e, di nuovo, 300 milioni di euro sono destinati agli interventi del nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030, per il rilancio strutturale della filiera e il contrasto alle fitopatie.
Istituito, inoltre, il Commissario straordinario nazionale per la Xylella, in carica fino al 31 dicembre 2028, dotato di 3 milioni di euro per coordinare le autorità locali, la ricerca scientifica e gli interventi urgenti per contrastare la diffusione della fitopatia, mentre 9,2 milioni di euro vanno ai comparti dell’oleoturismo ed enoturismo per investire sull’ospitalità. Introdotto anche il divieto di espiantare ulivi destinati a produzioni Dop e Igp per la realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici, salvo reimpianto nello stesso sito o in aree vicine. Per quanto riguarda, invece, il settore del grano, per garantire prezzi certi e stabilizzare i mercati, sono stati stanziati 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera per il frumento, che prevedono un credito d’imposta dal 20% al 40% a seconda della durata degli accordi (da 3 a 5 anni), con il prezzo stabilito per l’intera durata del contratto.
Il capitolo relativo al ricambio generazionale vede 150 milioni di euro a sostegno dell’imprenditoria agricola giovanile e femminile con 8.417 ettari messi a disposizione da Ismea in comodato d’uso gratuito per 10 anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con possibilità di acquisto finale al 50% del valore iniziale. I comuni potranno, inoltre, censire e mettere a disposizione terreni inutilizzati tramite la “banca comunale delle terre”, favorendo il recupero produttivo, il contrasto allo spopolamento e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Alla ricerca, innovazione e sviluppo vanno 14,5 milioni di euro con il Crea che si è impegnato ad assumere 50 nuove unità di personale. Predisposto, inoltre, un pacchetto di semplificazione amministrativa con il rafforzamento del ruolo dei Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa), volto a ridurre i tempi burocratici e ad agevolare l’accesso ai fondi pubblici, e la possibilità, per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie nel corso del 2025, di beneficiare di una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale di mutui e finanziamenti in scadenza nel 2026 purché venga certificata una riduzione per tal motivi del volume d’affari di almeno il 20% o della produzione almeno il 30%, mentre, per le cooperative agricole, occorre una riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite o della produzione primaria.
Nuove disposizioni anche sul contrasto alle pratiche sleali per rendere più rapido il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati e rafforzati gli strumenti di tutela per garantire rapporti più equi lungo la filiera agroalimentare. Infine, 1 milione di euro in interventi di biosicurezza e sorveglianza per contrastare la Peste suina africana, 1,79 milioni di euro per rafforzare i controlli sulle importazioni di prodotti ittici e 650.000 euro per la realizzazione della banca dati nazionale destinata a verificare origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti agroalimentari.
“Con il ColtivaItalia investiamo lì dove l’agricoltura ha più bisogno, per renderci meno dipendenti dall’estero, e nei settori ad alto potenziale per rendere il settore primario ancora più forte. Favoriamo il ricambio generazionale e la ricerca perché questi risultati siano solo il punto di partenza per raggiungerne di nuovi - ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - avevamo promesso di rimettere l’agricoltura e la sovranità alimentare al centro delle nostre politiche, lo facciamo con azioni concrete lavorando al fianco dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori”.
Un Disegno di legge che recepisce molte delle richieste avanzate negli anni da Coldiretti, dalla semplificazione burocratica al rafforzamento dei contratti di filiera, dal sostegno ai giovani e all’innovazione fino agli interventi per l’olivicoltura, la zootecnia e la ricerca, che ha infatti commentato positivamente la misura dell’esecutivo parlando di “segnale importante di attenzione verso il mondo agricolo e passo concreto per rafforzare la sovranità alimentare del Paese” avvertendo però, al contempo, di “arrivare rapidamente all’approvazione definitiva in Senato, visto il momento difficile in cui si trovano le imprese, tra danni dovuti al clima e aumento dei costi”. E anche per Confagricoltura “si tratta di risorse importanti che arrivano in una fase molto delicata e che esprimono un’importante vicinanza del mondo politico al settore primario” con l’auspicio, anche in questo caso, che presto si arrivi al passaggio definitivo del Ddl in Senato. Soddisfazione per l’approvazione alla Camera del Disegno di legge anche da parte di Confcooperative Agroalimentare e Pesca: “il provvedimento fornisce risposte concrete alle esigenze delle imprese che operano nei comparti in maggiore sofferenza, come la cerealicoltura, la zootecnia e l’olivicoltura, contribuendo a valorizzare la produzione nazionale e a ridurre nel contempo la dipendenza dall’estero”, ha commentato il presidente Raffaele Drei che però appunta: “pur riconoscendo la rilevanza delle risorse stanziate, ciò che andrebbe tuttavia rivisto e approfondito è il modello stesso di sostegno che si vuole dare a favore delle filiere produttive, un sostegno che dovrebbe mirare a renderle realmente più competitive e rafforzare con maggiore incisività la loro presenza sul mercato”. Rammarico infine per il mancato accoglimento dell’estensione del credito d’imposta per gli investimenti innovativi nella filiera agricola, attualmente previsto solo per le imprese della produzione primaria, anche alle cooperative: “una esclusione - conclude Drei - che rischia di penalizzare ingiustamente il sistema della cooperazione agricola italiana, privando dell’accesso agli incentivi per la modernizzazione del settore proprio quei soggetti che assicurano la tenuta economica delle filiere”.
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