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MADE IN ITALY

L’olivicoltura italiana verso una delle più grandi crisi di sempre: chieste misure straordinarie

Lo hanno fatto Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, nel breve e lungo periodo, per sostenere il settore tra giacenze e costi sempre più alti
Confagricoltura, COSTI DI PRODUZIONE, GIACENZE, MISURE EMERGENZA, OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, OLIO ITALIANO, OLIVICOLTURA, Non Solo Vino
Verso una nuova campagna olearia in Italia

Tra i simboli dell’agroalimentare made in Italy, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi più gravi della sua storia recente. A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, Confagricoltura segnala come le transazioni di olio extravergine di oliva italiano siano pressoché ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. Inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, “rimangono insostenibilmente elevati”. In questo contesto, la confederazione degli imprenditori agricoltori, insieme a Unapol e Assofrantoi, rinnova la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidità, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna. Sono tanti, infatti, i produttori che si interrogano sulla possibilità stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato né di coprire i costi di produzione.
“La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno - commenta Confagricoltura - bene hanno fatto le Regioni Puglia e Calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto”. Che è, infatti, una delle richieste, da estendere a livello nazionale, assieme all’istituzione di un fondo straordinario per garantire determinati interventi: dalla sospensione per 12 mesi delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti al rafforzamento della campagna istituzionale di promozione dell’olio extravergine di oliva italiano, nel breve periodo, dall’esonero straordinario dei contributi previdenziali per ridurre il costo del lavoro all’introduzione nella prossima Pac di un intervento per la promozione internazionale del settore sul modello vino, nel lungo periodo (nel focus tutte le richieste).
Altrimenti, spiega Confagricoltura, il rischio concreto è che la prossima raccolta “si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera”. L’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del Paese: un settore che in Italia genera 2,3 miliardi di euro di ricavi, coinvolge 619.000 imprese e si estende su oltre 1 milione di ettari coltivati a olivo. “Lasciare sole le aziende in questo momento - avverte Confagricoltura - significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli più rappresentativi del made in Italy agroalimentare”.
Nel frattempo con il Ddl ColtivaItalia - approvato nei giorni scorsi alla Camera e in attesa del passaggio definitivo in Senato - il Governo, su un totale stanziato di 1 miliardo di euro per gli investimenti in agricoltura, ha destinato 300 milioni agli interventi del nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030, per il rilancio strutturale della filiera e il contrasto alle fitopatie.

Focus - Olio italiano: le richieste di Confagricoltura Unapol e Assofrantoi

Riconoscimento stato di crisi del settore e istituzione di un fondo straordinario per garantire i seguenti interventi.
Misure da attuare nell’immediato per fornire liquidità e “ossigeno” alle imprese:
- contributi in conto interessi e contributi a fondo perduto sui finanziamenti
- attivazione della cambiale agraria Ismea anche attraverso patrimonio
- sospensione per 12 mesi delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti
- rinegoziazione dei mutui e degli altri finanziamenti assistita dalla garanzia pubblica Ismea a titolo
gratuito
- rafforzamento della campagna istituzionale di promozione dell’olio extravergine di oliva italiano
- apertura di un tavolo permanente con la Gdo per favorire valorizzazione Evo italiano
- destinazione di specifiche risorse Ice alla promozione di Evo italiano nei principali mercati esteri.
Misure da attuare nel medio periodo: 
- credito d’imposta a favore di reti di impresa, innovazione e cooperazione di filiera
- rafforzamento patrimoniale delle organizzazioni di produttori e delle loro associazioni
- esonero straordinario dei contributi previdenziali per ridurre il costo del lavoro
- attivazione di un regime di stoccaggio privato per gli oli extravergini italiani
- nella futura Pac introdurre intervento per promozione internazionale del settore sul modello vino
- rafforzare la formazione e l’informazione rivolte agli operatori della ristorazione e ai consumatori

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