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ATTUALITÀ

Usa, import di vino a 2,4 miliardi di euro nel primo semestre 2026 (-25,2%): Italia in linea

Dati Oive: volumi a 536,8 milioni di litri (-16,8%), prezzo medio al litro a 4,52 euro (-10,1%). Un terzo delle spedizioni italiane sono di spumante

Secondo i dati doganali statunitensi analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive), nel primo semestre del 2026 (sul primo semestre del 2025), le importazioni di vino negli Stati Uniti, dove sono in vigore i dazi voluti da Trump, sono diminuite sia in valore (-25,2%), attestandosi a 2,4 miliardi di euro, sia in volume (-16,8%), scendendo a 536,8 milioni di litri. In questo arco temporale, nel confronto con lo stesso periodo del 2025, gli Stati Uniti hanno pertanto importato 108,3 milioni di litri in meno e ridotto di 816,4 milioni di euro la spesa negli acquisti di vino. Il prezzo medio è sceso del -10,1%, attestandosi a 4,52 euro al litro.
L’andamento mensile, da gennaio a giugno 2026, mostra che ciascuno dei sei mesi ha registrato una performance negativa sugli stessi mesi del 2025, sebbene i cali siano stati molto più marcati nei primi tre mesi e questo lascia, perlomeno, delle speranze di miglioramento per i mesi a venire. Il vino in bottiglia è stato il prodotto più importato, con un valore di 1,7 miliardi di euro (-26,6%) e un volume di 318,2 milioni di litri (-12,4%): questa categoria rappresenta il 70% del valore e il 59% del volume totale di vino importato dagli Stati Uniti in questi primi sei mesi del 2026. Per gli spumanti, in termini di valore, le importazioni sono calate del -19,8% in valore (a 630,2 milioni di euro) e del -9,6% in volume (a 90,3 milioni di litri), con un prezzo medio di 6,98 euro al litro (-11,3%).
Gli Stati Uniti hanno registrato un forte aumento delle importazioni di vino in Bag-in-Box (+12% in valore e +49,6% in volume), sebbene tale categoria rappresenti una quota ridotta delle importazioni totali, con 16,3 milioni di euro e 7,9 milioni di litri. Riguardo agli acquisti di vino sfuso, questi sono diminuiti sia in valore (-36,4%), scendendo a 85,9 milioni di euro, sia in volume (-31,9%), attestandosi a 120,3 milioni di litri. Per quanto riguarda i paesi fornitori, la Francia guida la classifica in termini di valore con 955,8 milioni di euro, segnando un calo del -25,2% (pari a 322,6 milioni di euro). Seguono l’Italia (n. 2), con 790,8 milioni di euro (-25%, ovvero 263,4 milioni di euro in meno sullo stesso periodo 2025, dato che peraltro si discosta non di poco da quello sui primi 5 mesi dell'anno registrato dall'Istat, che parla, invece, di un -15%), e la Nuova Zelanda (n. 3) con 208,1 milioni di euro e una flessione del -14%. La Spagna mantiene la posizione n. 4 con 133,7 milioni di euro, registrando una diminuzione del -20,9% rispetto al primo semestre del 2025 (pari a 35,3 milioni di euro).
In termini di volumi, l’Italia è il Paese n. 1 riguardo alla provenienza delle importazioni statunitensi nel primo semestre del 2026, con 170,2 milioni di litri (-9,8%). La Francia è al n. 2 con quasi 99 milioni di litri (-5,3%)
mentre il Canada ha registrato un netto calo del -21,5%, scendendo a 63,8 milioni di litri, pur mantenendo la posizione n. 3. In termini assoluti, l’Australia (-25,9 milioni di litri), l’Italia (-18,4 milioni), il Canada (-17,6 milioni) e il Cile (-15,2 milioni) sono stati i paesi che hanno ridotto maggiormente le proprie vendite.
Forte il calo, generale, per i prezzi al litro. Guida, con la quotazione più alta, la Francia a 9,66 euro al litro (-21,1%, ovvero -2,58 euro di calo), davanti all’Italia a 4,65 euro al litro (-16,9%, pari a -0,94 euro). I vini imbottigliati restano, per l’Italia, la categoria con più mercato negli Usa, con un valore di 524,5 milioni di euro (-28,2%), dietro alla Francia che ha totalizzato 603,7 milioni di euro (-28,6%). Vino imbottigliato che, per quanto riguarda l’Italia, ha avuto un prezzo medio di 5 euro al litro (-19,3%) contro gli 8,29 euro della Francia (-21,2%). Riguardo agli spumanti, l’Italia ha esportato negli Usa per 255,3 milioni di euro (quindi le bollicine rappresentano il 33,3% dell’export negli Usa, ndr) in calo del -18,4% sul primo semestre 2025, con volumi a 60,6 milioni di litri (-9%). E se la Francia in valore ha un calo percentuale non tanto distante da quello italiano (-19,3%), in volume, dove è comunque dietro al Belpaese, nel primo semestre 2026 ha incrementato la propria quota a 20,3 milioni di litri (+0,4%).
I dati Oive sono l’ennesima conferma di una situazione che, arrivati a metà anno, resta quindi difficile per il settore vino (italiano e non solo) in quello che è il suo principale canale di sbocco, il mercato degli Stati Uniti.

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