L’export del vino italiano continua a non accelerare e, arrivati al giro di boa di metà anno, il 2026, lo scenario resta senza “scosse” positive significative. Secondo i dati Istat, pubblicati oggi, e analizzati da WineNews (che ha analizzato anche l’export delle singole regioni del Belpaese), da gennaio a giugno, l’export del vino italiano nei mercati internazionali ha totalizzato 3,6 miliardi di euro in valore (-6,16% sullo stesso periodo 2025) e -4% nei volumi a 989,6 milioni di litri. Un dato in lieve crescita rispetto a maggio (quando lo “score” in valore era del -6,86% e in volume del -5%), ma che conferma, comunque, le difficoltà del vino italiano.
Questi i dati dei principali Paesi, sull’andamento del vino italiano, nel confronto tra il primo semestre 2026 e il primo semestre 2025: gli Stati Uniti, il mercato principale per il vino italiano, totalizzano 849 milioni di euro di importazioni (-14,1%, il dato di maggio era del -15,4%) e 167,7 milioni di litri per quanto riguarda i volumi (-6,8%). La Germania, che è il mercato n. 2 in valore per il vino italiano, si ferma a 543,5 milioni di euro (-6,7%), recuperando qualcosa sul dato di maggio, con i volumi a 222,4 milioni di litri (-5,1%). Segue il Regno Unito a 345,5 milioni di euro (-6,6%) con i volumi a 110,9 milioni di litri (-6%). La prima nazione fuori dal podio è il Canada a 189,6 milioni di euro di import di vino italiano (-4,1%), che precede la Svizzera a 173,6 milioni di euro (-10,9%), la Francia a 155,3 milioni di euro (-1,7%), ed i Paesi Bassi a 121,2 milioni di euro (-3%). Scende, rispetto al primo semestre 2025, anche il Belgio a 94,5 milioni di euro (-11,4%) mentre resta in negativo sul 2025 pure la Svezia a 95,5 milioni di euro (-1,4%), con la Russia che, invece, si conferma in crescita nella prima metà dell’anno a 87,4 milioni di euro (+15,7%) pur con un trend, nel ritmo degli acquisti, che continua a frenare negli ultimi mesi. Venendo al mercato orientale, la Cina sale ancora a 40,3 milioni di euro (+19,8%) mentre il Giappone si avvicina agli 85,2 milioni di euro (-2,7%). Tra i mercati emergenti, il Brasile chiude il primo semestre 2026 importando vino italiano per 20,1 milioni di euro con un incoraggiante +8,1% sui primi sei mesi 2025, anche se il dato riportato a maggio era migliore.
Il risultato di giugno e, quindi del semestre, per l’export del vino italiano, pur mostrando dei timidi segnali di miglioramento rispetto ad aprile e maggio 2026, è, comunque, all’insegna della stabilità con un passivo che supera il -6%, nei confronti del 2025 (anno che fu difficile per l’arrivo dei dazi e non solo) e che testimonia ancora una volta un calo della domanda del prodotto. Solo Russia, Cina e Brasile, tra i principali mercati per il vino italiano (e comunque molto lontani dalle cifre dei Paesi che primeggiano tra gli importatori) sono in crescita sul primo semestre 2025. La speranza è che il secondo semestre possa portare notizie migliori per un comparto, quello del vino, fondamentale per il made in Italy agroalimentare.
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