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LO SCENARIO

L’agricoltura italiana in difficoltà: in Puglia, a Bari, 5.000 agricoltori Coldiretti in protesta

Focus sui costi di produzione e sulla difesa dell’olio extravergine. Dalla Regione una prima risposta, con 30 milioni a sostegno della filiera
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L’agricoltura italiana in difficoltà: a Bari 5.000 agricoltori Coldiretti in protesta

Il primo risultato provvisorio è l’annuncio di un intervento da parte della Regione Puglia di 30 milioni di euro per l’agricoltura, di cui 10 per abbattere il costo del carburanrte agricolo e 20 per il sostegno alle filiere. Ma sul piatto restano molti dei nodi da sciogliere, che sono comuni a tante Regioni d’Italia, e che hanno portato oggi in piazza a Bari 5.000 agricoltori, in un lungo corteo partito da “Pane e Pomodoro” sul Lungomare, e arrivato alla sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura, per portare il grido di allarme di un comparto stretto tra il caro carburante, i rincari dei fertilizzanti, il costo dell’acqua, il crollo dei margini aziendali e le difficoltà di accesso al credito. Con ufocus sulla difesa dell’olio extravergine di oliva pugliese (e italiano) e la lotta alle frodi, con striscioni che chiedono “Fermiamo i trafficanti di olio”, “Più controlli, meno frodi”, “Stop alle frodi! La salute dei cittadini prima di tutto”, “L’olio pugliese non si tarocca” e “Difendiamo il vero extravergine”. Tra le altre richieste, la tracciabilità totale, la tolleranza zero contro chi trucca l’etichetta e prezzi giusti per l’agricoltura pugliese.
Un comparto, quello olivicolo-oleario, penalizzato, non solo in Puglia, dalle distorsioni di mercato, dalle importazioni e dalle pratiche che possono alterare la concorrenza e ingannare chi acquista. Coldiretti Puglia chiede “controlli più incisivi sull’origine e sulla qualità dell’olio commercializzato come italiano, verifiche sulle miscelazioni e sulle etichette, il contrasto alle sofisticazioni e l’impiego di tecnologie avanzate, dalle analisi isotopiche alla mappatura genetica e alla risonanza magnetica. La battaglia contro i trafficanti di olio riguarda il reddito degli olivicoltori, ma anche la trasparenza del mercato e la salute dei cittadini”.
“Non permetteremo che il lavoro degli olivicoltori pugliesi venga svalutato da chi specula sull’origine dei prodotti e sfrutta le falle nei controlli per trasformare, anche solo sulla carta, un olio straniero in italiano - dichiara Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia - chi trucca l’etichetta ruba agli agricoltori e inganna i cittadini. Servono verifiche rigorose lungo tutta la filiera, sanzioni efficaci e piena tracciabilità, perché l’origine deve essere certa e verificabile, non una formula commerciale. Allo stesso tempo bisogna restituire valore alle produzioni pugliesi, rafforzare il posizionamento degli oli di qualità e delle denominazioni Dop e Igp e impedire che il peso della crisi venga scaricato esclusivamente sulle imprese agricole”.
Ma intanto, in una situazione pugliese che, però, è comune a tante regioni d’Italia, al Sud e non solo, con l’agricoltura in grande difficoltà, una prima risposta è arrivata. “Abbiamo ascoltato le richieste degli agricoltori e vogliamo dare risposte concrete. La Regione Puglia metterà in campo 30 milioni di euro per sostenere il comparto agricolo, con 10 milioni destinati ad abbattere il costo del carburante agricolo e altri 20 milioni a sostegno delle filiere. Garantiremo, inoltre, controlli più stringenti lungo tutta la filiera, a tutela degli agricoltori, della qualità delle produzioni pugliesi e della salute dei cittadini”, ha detto Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura, aggiungendo che “domani, insieme al direttore di Agea, presenteremo il bando da 30 milioni di euro per la rigenerazione degli oliveti colpiti dalla Xylella, un passaggio importante per accelerare il rilancio del comparto olivicolo e sostenere le aziende agricole interessate. Il nostro impegno è trasformare queste risorse in strumenti concreti per accompagnare le imprese e dare prospettive al futuro dell’agricoltura pugliese”.
Che, come quella italiana, sta affrontanto una fase critica, ed il cui futurno non può prescindere da una Pac sulla quale l’Italia, in Europa, non accetterà tagli o ridimensionamenti, come ricordato, oggi, dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Ue a Bruxelles, del 15 e 16 ottobre.

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