Parla italiano e brasiliano la Tiramisù World Cup 2026, in scena, nei giorni scorsi, a Treviso, che ha incoronato i vincitori dell’edizione n. 10 del campionato mondiale dedicato al più celebre dessert italiano. Nella categoria della ricetta originale si è imposto Marcos Muzzi, apicoltore di San Paolo (Brasile), mentre nella categoria della ricetta creativa ha conquistato il titolo Ciro Tomassini di Vicenza grazie ad un originale tiramisù ispirato ad un alveare, realizzato con composta di lamponi, cioccolato bianco e miele al limone. Si è chiusa così un’edizione da record, che ha visto sfidarsi 320 concorrenti provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza di 33 nazioni, compresa l’Italia, con 130 “giudici buongustai” selezionati attraverso un quiz online e chiamati ad assaggiare e valutare preparazioni realizzate in appena 40 minuti.
Due le categorie in gara: quella della ricetta originale, basata esclusivamente sui sei ingredienti tradizionali, ovvero uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao, e quella creativa, che consentiva l’aggiunta di fino a tre ingredienti e la sostituzione del biscotto. Nella finale della ricetta originale sono salite sul podio anche Nadia Larbi, ingegnere di Fréjus in Francia, e Fabiana Borrelli, gestore finanziario di San Paolo del Brasile; nella categoria creativa, invece, tra i finalisti figuravano Juliana Nardelli, professionista del settore moda di Jaraguá do Sul, con una ricetta a base di confettura di zucca, semi di zucca tostati e salati e cioccolato fondente brasiliano, e Giuseppe Salvador, elettricista di Cordignano, nel Trevigiano, con una proposta che univa lamponi, cioccolato fondente al 70% e crema al pistacchio.
Non sono mancati gli eventi sold out, gli incontri internazionali e le storie capaci di emozionare il pubblico, come la proposta di matrimonio dell’indiano Himanshu Arora alla fidanzata Vibhuti Upadhyaya al termine delle selezioni. Grande successo anche per la Loggia dei Cavalieri, nel cuore di Treviso, dove sono stati venduti oltre 15.000 tiramisù nelle diverse varianti preparate dai campioni delle precedenti edizioni.
“L’edizione 2026 ha, inoltre, segnato l’avvio del percorso dedicato alla cucina italiana e - come sottolineato dall’ideatore Francesco Redi - ha confermato come il tiramisù sia ormai molto più di una semplice ricetta, diventando un linguaggio capace di unire persone, creare relazioni e raccontare Treviso e il Veneto a un pubblico internazionale. Un percorso che, grazie anche alle tappe all’estero, favorisce scambi culturali ed economici e punta a trasformare l’interesse globale per il dolce simbolo del territorio nel desiderio di visitare i luoghi a cui è storicamente legato”.
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