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È GIÀ UN CULT

Nasce il “Trivial Pursuit Cucina Italiana” curato dall’Accademia Gualtiero Marchesi

Come il più famoso gioco educativo, prodotto da Winning Moves su licenza Hasbro con il logo Unesco del Ministero, ha 1.800 domande per laurearsi

Le origini della cucina italiana e la lingua del cibo per la categoria “Storia e Tradizione”; la biodiversità, i prodotti Dop e Igp e la stagionalità per la laurea in “Ingredienti e Materie Prime”; le ricette regionali, cotture e tecniche professionali per la materia “Ricette e Tecniche”; il cibo nel cinema, nella musica, nell’arte e nel design per “Arte, Curiosità e Cultura”; le figure e i luoghi che hanno fatto la cucina italiana per la categoria “Grandi Chef e Ristoranti”; e il vino italiano tra regioni, vitigni e Docg per la materia “Vini e Bevande”. Dopo il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, e della quale il vino rappresenta da sempre il fedele compagno, arriva anche il gioco che la racconta: queste sono, infatti, le 6 categorie intorno alle quali si articolano le 1.800 domande originali di “Trivial Pursuit Cucina Italiana”, la prima versione (e prima volta in assoluto per un gioco da tavolo) del popolare quiz dedicata esclusivamente al patrimonio gastronomico del nostro Paese e con la stessa meccanica del “Trivial Pursuit” tradizionale. Un progetto prodotto da Winning Moves su licenza Hasbro che sarà distribuito in Italia da Karma a ridosso del Natale, con la curatela scientifica dell’Accademia Gualtiero Marchesi, dove è stato presentato, nei giorni scorsi.
Il tutto nasce dalle stesse motivazioni che hanno portato al riconoscimento Unesco della cucina italiana, e cioè non il semplice, singolo, piatto, ma l’insieme di saperi, gesti, parole e relazioni attorno alle quali essa ruota. Così è stata partorita l’idea di trasformare la cucina italiana in un linguaggio universale e accessibile, attraverso un gioco conosciuto in tutto il mondo per la sua vocazione educativa. L’obiettivo, infatti, è anche e soprattutto quello di diffondere la cultura gastronomica autentica, valorizzare territori, filiere e saperi, e contrastare stereotipi e semplificazioni che spesso accompagnano il racconto della nostra tavola. Un valore sostenuto anche a livello istituzionale, tanto che il Ministero dell’Agricoltura, riconosciuta la valenza culturale del progetto, ha autorizzato l’utilizzo del logo Unesco dedicato alla cucina italiana sulla confezione del gioco. E nel solco dell’insegnamento di Gualtiero Marchesi, “padre” della cucina italiana moderna, per cui la cucina è prima di tutto cultura, l’Accademia ha garantito il rigore dei contenuti e il loro equilibrio tra tradizione e contemporaneità.
“Gualtiero Marchesi amava ricordare una frase di Paul Bocuse: “la cucina francese tramonterà quando i cuochi italiani si renderanno conto del patrimonio di prodotti e ricette di cui dispongono”. Diceva sempre che la nostra, grazie alla molteplicità di microclimi differenti, è la cucina più fusion del mondo - ha ricordato Enrico Dandolo, presidente Fondazione Gualtiero Marchesi Ets - con questo progetto facciamo un passo importante per la diffusione della cultura della cucina italiana, restituendo voce e dignità a un patrimonio che il mondo intero ci riconosce”.
“Trivial Pursuit Cucina Italiana” è stato costruito con chi la cucina italiana la studia, la produce e la reinventa ogni giorno. Enti di ricerca come il Crea e l’Ismea, il progetto di ricerca Prin AtLiTeG (Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana), consorzi, aziende, musei, associazioni, scrittori, giornalisti e oltre 50 grandi chef, hanno, infatti, fornito il loro contributo a scopo esclusivamente culturale.
“La nostra cultura alimentare è fonte di salute e benessere ed è proprio per questo che come ricercatrici e ricercatori del Crea abbiamo contribuito a questo bellissimo progetto - ha commentato Stefania Ruggeri, direttrice Centro Crea Alimenti e Nutrizione - abbiamo condiviso le nostre conoscenze e le nostre ricerche sui prodotti preziosi del nostro agroalimentare e sulla qualità nutrizionale e sul valore gastronomico delle nostre ricette riportate nel nostro progetto dell’“Enciclopedia della Cucina Italiana”. Questo gioco sarà un’occasione per scoprire insieme la ricchezza delle nostre tradizioni e comprendere il valore alimentare e culturale dei cibi e delle pietanze che portiamo in tavola”.
Del resto, non è un mistero, si può fare cultura, in questo caso enogastronomica, anche con un gioco da tavolo: “Trivial Pursuit Cucina Italiana” ha “il merito di rendere accessibili conoscenze che spesso restano patrimonio degli addetti ai lavori e di trasformarle in un’occasione di curiosità e condivisione - ha spiegato Saverio Galli Torrini, direttore Consorzio Vino Chianti - anche il vino può essere conosciuto e raccontato in questo modo, partendo dalle sue storie, dai territori e dalle tradizioni che rappresenta. Abbiamo quindi aderito volentieri al progetto, mettendo a disposizione il nostro contributo per raccontare una parte importante della cultura enogastronomica italiana”.
Un modo originale “per ricordare che dietro nomi conosciuti in tutto il mondo, esiste un sistema di autenticità, certificazione e tutela che, insieme al grande valore gastronomico, costituisce una componente fondamentale del made in Italy - ha concluso Andrea Mancuso Morini, project manager Consorzio Aceto Balsamico Modena - oggi 331 prodotti agroalimentari Dop e Igp sono espressione di un patrimonio che rappresenta l’Italia nel mondo e racconta il legame profondo tra prodotti, territori, saperi e comunità. Portare questi temi all’interno di un gioco dalla portata globale come “Trivial Pursuit” significa utilizzare un linguaggio immediato e universale per avvicinare nuovi pubblici alla cultura gastronomica italiana”.

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