Il Reale di Castel di Sangro dello chef Niko Romito al vertice con 99/100, seguito dall’Osteria Francescana di Modena di Massimo Bottura a 98/100 e dal Piazza Duomo di Alba dello chef Enrico Crippa con la famiglia Ceretto a 97/100: ecco il top della ristorazione italiana secondo “Guida Ristoranti d’Italia” 2027 del Gambero Rosso, svelata oggi, e che assegna 56 “Tre Forchette”, ai migliori ristoranti premiati dall’Istituto Trentodoc, 61 “Tre Gamberi” alle migliori trattorie e 21 “Tre Bottiglie”, ai locali in cui la selezione del vino è parte centrale dell’esperienza, ma rinnovando il sistema di valutazione. Tanto che, tra i Premi Speciali anche il “Ristorante dell’anno” si trova in Abruzzo, in un paesino di 1.400 abitanti: l’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo, a Teramo, progetto di Maicol Capriotti e Federica Brandimarte che, dopo le esperienze nell’alta ristorazione, hanno scelto un piccolo borgo per costruire un’offerta fondata sulla brace, sui grandi tagli e sul vino, affiancando alla tavola anche l’ospitalità. Alle spalle dei primi tre ristoranti al vertice, con le “Tre Forchette” seguono Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico e Uliassi di Mario Uliassi a Senigallia (96/100), e da Le Calandre a Rubano dei fratelli Alajmo (95/100). Ma la guida rende, inoltre, omaggio agli storici Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio della famiglia Santini con chef Nadia e Giovanni Santini, Enoteca Pinchiorri a Firenze di Giorgio Pinchiorri e Annie Féolde con chef Riccardo Monco e Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi della famiglia Iaccarino con chef Ernesto Iaccarino, “Tre Forchette” fin dalla prima edizione del 1990.
I Premi Speciali raccontano le diverse direzioni della ristorazione contemporanea. Il riconoscimento “Chef emergente” va a Genya Malafronte di Legàmi, a Morro d’Oro, mentre Sextantio-Cucina, a Santo Stefano di Sessanio, è la “Novità dell’anno”. Cascina Lago Scuro, a Stagno Lombardo, riceve il premio “Cucina e territorio”; a “daGorini”, a San Piero in Bagno, va quello per il “Menù degustazione dell’anno” e a Somnium, a Eboli, il premio “Ricerca e innovazione”. Sono 3, invece, le professioniste premiate come “Pastry chef dell’anno”: Ambra Campodonico del Ristorante Sentiero all’Elba, Rosita Mammone di Uliassi a Senigallia e Martina Tramis di Lilith a San Cesario di Lecce. Il premio “Miglior ospitalità” va a Michela Scarello di Agli Amici dal 1887, a Udine; Luca Belleggia del Pagliaccio di Roma è il “Miglior sommelier”. Al Ristorante Del Lago di Bagno di Romagna, il riconoscimento per la “Miglior carta dei vini”, a Hebbo di Dobbiaco quello per la “Miglior mescita”.
Nell’anno in cui il Gambero Rosso festeggia 40 anni, la guida riparte da una domanda concreta: dove si vorrebbe tornare già domani? Un criterio che attraversa il lavoro di oltre 100 professionisti, coordinati dalle curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan, e mette al centro il gusto, l’accoglienza e la piacevolezza complessiva dell’esperienza. Ne emerge il racconto di una ristorazione sotto pressione per l’aumento dei costi e la difficoltà di trovare personale, ma capace di cercare nuove formule e opportunità anche lontano dai percorsi più battuti. “La domanda da cui siamo partiti è semplice: in quali ristoranti vorremmo tornare domani? Cerchiamo luoghi che abbiano qualcosa da dire attraverso la verità del piatto, l’accoglienza e le persone. La ristorazione italiana cambia più velocemente delle categorie con cui siamo abituati a raccontarla: il nostro compito è riconoscerne la qualità, da una grande tavola d’autore a un’osteria di provincia. A 40 anni dalla nascita del Gambero Rosso, continuiamo a farlo con curiosità e scelte nette”, ha spiegato Lorenzo Ruggeri, direttore Gambero Rosso.
La novità più evidente riguarda il sistema di valutazione. I simboli di riferimento diventano tre: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie e Bottiglie per i luoghi del vino. Bistrot e cucine internazionali vengono riclassificati in base all’offerta, mentre per i ristoranti scompare il punteggio scorporato: resta il voto complessivo in centesimi, che prende in esame cucina, cantina e servizio. Una scelta che valorizza l’identità di ogni locale e restituisce al lettore un giudizio sull’esperienza nel suo insieme. “Abbiamo voluto una guida più immediata da leggere, capace di seguire l’evoluzione dei locali senza costringerli in categorie troppo rigide - concludono le curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan - simboli cambiano, ma l’attenzione rimane sulle materie prime, sull’ospitalità, sulla cucina e sul vino. Ci interessa aiutare il lettore a scegliere il posto giusto per il tipo di esperienza che cerca: un “Tre Gamberi” e un “Tre Forchette” esprimono la stessa eccellenza, ciascuno nel proprio linguaggio”. Infine, accanto ai riconoscimenti per il rapporto qualità prezzo, le avanguardie e le migliori cucine del mondo, compare la selezione “Ci tornerei domani”, che riprende il filo conduttore dell’edizione.
Focus - “Guida Ristoranti d’Italia” 2027 del Gambero Rosso: i ristoranti “Tre Forchette”
Reale - Castel di Sangro
Osteria Francescana - Modena
Piazza Duomo - Alba
Atelier Moessmer Norbert Niederkofler - Brunico
Uliassi - Senigallia
Le Calandre - Rubano
Casa Perbellini 12 Apostoli - Verona
Madonnina del Pescatore - Senigallia
Il Pagliaccio - Roma
Pascucci al Porticciolo - Fiumicino
La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri - Roma
Seta by Antonio Guida - Milano
Villa Crespi - Orta San Giulio
Agli Amici dal 1887 - Udine
Cracco in Galleria - Milano
Dina - Gussago
Duomo - Ragusa
Imàgo dell’Hotel Hassler - Roma
Torre del Saracino all’Hotel Bellevue Syrene - Sorrento
Da Vittorio - Brusaporto
D’O - Cornaredo
Guido - Serralunga d’Alba
Enoteca Pinchiorri - Firenze
I Tenerumi del Therasia Resort - Vulcano
La Trota - Rivodutri
Antica Osteria Cera - Campagna Lupia
L’Argine a Vencò - Dolegna del Collio
Da Caino - Montemerano
DaGorini - Bagno di Romagna
Enoteca La Torre Villa Laetitia - Roma
Ristorante Famiglia Rana - Oppeano
Dalla Gioconda - Gabicce Mare
Harry’s Piccolo - Trieste
Krèsios - Telese Terme (BN)
La Madia - Licata
Miramonti l’Altro - Concesio
Zia Restaurant - Roma
Antica Corona Reale - Cervere
Andrea Aprea Ristorante - Milano
Berton - Milano
Contrada Bricconi - Oltressenda Alta
Condividere - Torino
Danì Maison - Ischia
Don Alfonso 1890 - Massa Lubrense
Glam Enrico Bartolini - Venezia
Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel - Roma
Il Luogo Aimo e Nadia - Milano
Marotta Ristorante - Castel Campagnano
Materia - Cernobbio
Orma Roma - Roma
Pashà - Polignano a Mare
La Peca - Lonigo
Dal Pescatore Santini - Canneto sull’Oglio
Il Piccolo Principe del Grand Hotel Principe di Piemonte - Viareggio
Signum - Salina
Villa Maiella - Guardiagrele
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