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MADE IN ITALY

Per il 41% degli americani la cucina del Belpaese rappresenta conforto e nostalgia

Presentato a New York l’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, accompagnato dalle ricette di Casa Artusi
CASA ARTUSI, CUCINA ITALIANA, MADE IN ITALY, PELLEGRINO ARTUSI, STATI UNITI, Non Solo Vino
La cucina italiana e le ricette di Casa Artusi protagoniste a New York

Il 41% degli americani associa la cucina italiana a sentimenti di conforto e nostalgia, il 39% alla passione e all’amore per il cibo, il 36% all’autenticità degli ingredienti e il 35% all’importanza della famiglia e dei pasti condivisi. Oltreoceano l’immagine della cucina italiana è profondamente legata alle tradizioni familiari, alla qualità degli ingredienti e alla dimensione affettiva del cibo. Il 40% degli intervistati statunitensi indica la tradizione culinaria familiare fra gli elementi maggiormente distintivi della nostra cucina, seguito dalla trasmissione delle ricette tra generazioni (36%), dall’utilizzo di prodotti freschi e stagionali (35%) e dalla qualità e origine degli ingredienti (33%). Sono i dati, illustrati da Filippo Pini, ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, dell’indagine realizzata dall’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, il nuovo centro permanente di ricerca e divulgazione istituito da Fondazione Casa Artusi insieme alla Camera di Commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini e il contributo della Camera di Commercio di Modena, presentato ufficialmente ieri a New York. Casa Artusi ha curato la proposta gastronomica della serata, raccontando l’Emilia-Romagna attraverso i suoi prodotti d’eccellenza e le ricette originali di Pellegrino Artusi.
La cucina italiana come patrimonio culturale, elemento identitario e straordinario strumento di promozione economica e turistica: è stato questo il filo conduttore dell’evento a Eataly Downtown, nel cuore della Grande Mela. Dall’indagine emerge però anche un elemento sul quale lavorare: soltanto il 18% degli intervistati americani dichiara di conoscere, almeno per sentito dire, il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Un dato che evidenzia quanto sia importante accompagnare la notorietà internazionale della nostra gastronomia con una maggiore conoscenza del suo valore culturale.
L’Osservatorio nasce proprio per approfondire questi aspetti, attraverso ricerche continuative sulle abitudini alimentari, sulla trasmissione delle tradizioni, sulle trasformazioni della cucina e sulla sua percezione nel mondo, mettendo a disposizione di istituzioni e imprese strumenti utili a orientare le attività di valorizzazione e promozione.
Davanti a rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore agroalimentare, giornalisti, influencer, blogger e protagonisti del sistema italiano presente sul mercato americano, sono stati illustrati gli obiettivi dell’Osservatorio e i risultati della prima indagine dedicata alla percezione della cucina italiana negli Stati Uniti. Un appuntamento che ha confermato il ruolo di Casa Artusi quale partner della Regione Emilia-Romagna nella promozione internazionale della cultura gastronomica e delle eccellenze agroalimentari del territorio.
“Con l’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, Casa Artusi traduce in azione concreta la responsabilità che il riconoscimento Unesco ci ha affidato - commenta Andrea Segrè, presidente della Fondazione Casa Artusi - essere patrimonio significa monitorare ciò che siamo, capire come cambiano le pratiche e le percezioni della cucina italiana nel mondo, e intervenire con strumenti culturali all’altezza della sfida. I primi dati raccolti ci restituiscono un quadro che conferma l’urgenza di questo lavoro: c’è ancora molto da fare, in Italia e all’estero, per trasformare un riconoscimento in azioni quotidiane. L’Osservatorio di Casa Artusi nasce proprio per questo: non solo per celebrare, ma per capire. E per agire”.
“L’attrattività e la competitività di un territorio non si misurano soltanto attraverso la ricchezza del suo patrimonio artistico o paesaggistico: lo stile di vita, la convivialità e la cucina costituiscono componenti identitarie fondamentali, capaci di esercitare una forte attrazione verso l’esterno - spiega Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini - i dati del nostro Osservatorio confermano come la cultura gastronomica sia un fattore economico dinamico che stimola la domanda e incrementa i consumi interni nei nostri bacini turistici e commerciali. Allo stesso tempo, i ristoranti italiani nel mondo rappresentano i principali ambasciatori del nostro stile di vita e del buon vivere; mantenere saldo il legame con queste realtà significa sostenere in modo diretto l’export delle eccellenze agroalimentari e delle materie prime indispensabili per garantire l’autenticità delle nostre ricette all’estero e anche il turismo. È un circolo virtuoso che unisce promozione del territorio, identità e sviluppo per le nostre imprese”. 
Accanto alla presentazione scientifica dell'Osservatorio, Casa Artusi ha curato e coordinato la proposta culturale e gastronomica della serata, costruendo un percorso di degustazione capace di raccontare l’Emilia-Romagna attraverso i suoi prodotti d’eccellenza e la tradizione della cucina domestica italiana. Al centro dell’iniziativa le produzioni Dop e Igp regionali, proposte anche attraverso preparazioni ispirate al celebre manuale di Pellegrino Artusi, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, già tradotto e diffuso anche nel mercato statunitense. Tra i prodotti protagonisti, il Parmigiano Reggiano Dop, il Grana Padano Dop, l’olio extravergine di oliva Brisighella Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp.
A rappresentare concretamente il valore della cucina di casa anche una Marietta di Casa Artusi, che ha affiancato lo staff nella preparazione dei cappelletti e ha tenuto una dimostrazione dal vivo della preparazione della piadina. Un momento particolarmente significativo per raccontare, attraverso i gesti e i saperi tramandati, quella tradizione domestica che costituisce uno degli elementi fondanti del pensiero di Pellegrino Artusi.
La presentazione dell’Osservatorio si inserisce in una più ampia strategia di promozione internazionale della Regione Emilia-Romagna, che considera gli Stati Uniti e il Canada mercati fondamentali per la valorizzazione delle proprie produzioni agroalimentari. Secondo le elaborazioni di Art-Ee su dati Istat, nel primo semestre del 2026 l’Emilia-Romagna si è collocata al primo posto tra le regioni italiane per valore delle esportazioni della filiera agroalimentare allargata verso entrambi i Paesi, con oltre 692 milioni di euro complessivi, dei quali 562,1 milioni verso gli Stati Uniti e 130,3 milioni verso il Canada. In questo scenario, la promozione delle produzioni certificate si intreccia sempre più strettamente con la valorizzazione del patrimonio culturale e delle tradizioni gastronomiche.
La presenza di Casa Artusi a New York ha dato concretezza a questo legame, affiancando alla presentazione dei prodotti un racconto fatto di ricette, conoscenze, gesti e convivialità. Un modello di promozione che mette al centro non soltanto ciò che l'Emilia-Romagna produce, ma anche la cultura e le comunità da cui quelle eccellenze hanno origine. Con l’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buongusto Italiano, Casa Artusi rafforza così il proprio ruolo di riferimento nella salvaguardia, nello studio e nella diffusione della cultura gastronomica italiana, portando anche oltre Atlantico il messaggio di Pellegrino Artusi: la cucina come patrimonio vivo, capace di unire persone, territori e generazioni.

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