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VECCHIE E NUOVI TRADIZIONI

Dalle zucche alle fave, da Ognissanti alla Festa dei Morti, il cibo unisce vivi e morti

Ad Halloween crescono la “zucca economy” ed il turismo nei campi di zucche, oggi si riscopre l’usanza di scacciare gli spiriti inquieti

Tra vecchie e nuove tradizioni, se per Halloween (31 ottobre) vale oltre 30 milioni di euro la “zucca economy”, grazie alla zucca di gustare a tavola, da intagliare o decorare, da degustare o da andare a vedere in uno dei tanti campi, i cosiddetti “pumpkin patch” che, sulla scia di una moda nata negli Stati Uniti, sono ormai diventati attrazione immancabile e meta di turismo anche per migliaia di italiani (magari per la Festa di Ognissanti, il 1 novembre), per la Festa dei Morti (2 novembre) c’è chi riscopre - o non ha mai abbandonato - l’usanza di scacciare gli spiriti inquieti, sempre grazie al cibo, vero ponte tra vivi e morti in questi giorni. Come le fave, legume antico che, fin dai tempi degli antichi romani, e dei Lemuria narrati dal poeta Ovidio, a mezzanotte, il capofamiglia scalzo e facendo i dovuti scongiuri - infilando il pollice tra indice e medio (come quando facciamo il gioco di prestigio del nasino ai bambini, ndr) - si getta dietro le spalle per tutta casa per “riscattare me e i miei”, facendo uscire le anime degli antenati. Un rapporto quello tra le fave ed i morti, che oggi sopravvive, piuttosto, grazie ai tradizionali biscotti italiani preparati per la Festa di Ognissanti.
Tornando all’analisi Coldiretti diffusa in occasione delle iniziative nei Mercati Contadini di Campagna Amica in tutta Italia dedicate alla zucca, simbolo di Halloween, a fare da sfondo a questo fenomeno è una produzione italiana che, secondo le prime stime su dati Istat, quest’anno dovrebbe superare i 110 milioni di chili, con una flessione del 15% sull’anno precedente, ma con una qualità che resta alta. Sono 6.000 gli ettari coltivati a zucca in Italia, concentrati soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, seguite da Campania, Lazio, Liguria, Sicilia e Toscana. A pesare sul raccolto sono stati gli effetti dei cambiamenti climatici, tra grandinate e piogge torrenziali che hanno colpito le aree più vocate del Nord Italia e il caldo record, che ha ridotto le rese e fatto aumentare i costi a carico delle aziende agricole, aggravati dal caro gasolio. Il prezzo medio al dettaglio si attesta quest’anno intorno ai 2-3 euro al chilo, ma può arrivare a raddoppiare o triplicare quando il prodotto viene venduto già sbucciato e tagliato. La quasi totalità delle zucche coltivate in Italia è destinata all’alimentazione, anche se cresce la produzione di varietà ornamentali e di esemplari da competizione, che possono superare i 1.000 chili di peso e diventano protagonisti delle scenografie di Halloween e dell’arte dell’intaglio. Accanto a varietà internazionali come l’Americana, la Butternut e l’Asterix, gli agricoltori italiani sono impegnati nella tutela e nella valorizzazione di varietà tradizionali come la Cappello del prete, la Berretta piacentina, la Mini Moscata, la Violina, la Moscata di Provenza, la Trombetta e la Delica. Di quest’ultima si possono utilizzare diverse parti, dalle foglie ai fiori, dalla buccia ai semi, oltre naturalmente alla polpa, in un’ottica di riduzione degli sprechi e valorizzazione della biodiversità agricola.
Ma la zucca rappresenta, oggi, anche un’occasione di valorizzazione per le aziende agricole, che affiancano alla vendita diretta attività ed esperienze rivolte a tutti, giovani e anziani. Tra i villaggi delle zucche in Italia, in Sardegna, a Turri, l’azienda florovivaistica di Michelangelo Galizia coltiva 12 ettari di zucche, per una produzione di 500.000 esemplari. Da settembre ai primi di novembre i campi si trasformano in un parco a tema visitabile tutti i giorni, con attrazioni dedicate soprattutto a famiglie e bambini. In Campania, a Pignataro Maggiore, il “Giardino delle Zucche” di Emily Turino ha festeggiato 10 anni con fiori, laboratori e nuove attrazioni autunnali. Tra le proposte anche l’“Haunted Corn Maze”, un percorso immersivo al buio tra nebbia e scenografie ispirate ai film horror, pensato per adolescenti e adulti. A Lodi, nei campi di Marco Mizzi, che produce e vende zucche a chilometro zero, è stato organizzato un villaggio di Halloween con installazioni, giochi e scenografie a tema. I visitatori possono scegliere la propria zucca, intagliarla o decorarla gratuitamente sul posto e trascorrere una giornata all’aperto, con possibilità di picnic. In Veneto, a Villorba, nel Trevigiano, il “Villaggio delle Zucche” di Nonno Andrea trasforma 10 ettari di campagna in un grande scenario autunnale, con oltre un milione di zucche. In Puglia, alla Masseria Cappella di Martina Franca, lo “Zucca Tourism” propone un campo delle zucche ispirato ai “pumpkin patch”, con visite, laboratori di intaglio, colazioni e biscotti a tema. Per famiglie, scuole e turisti sono organizzati anche giochi e attività all’aria aperta, dalle corse con i sacchi ai percorsi a ostacoli. Ma si va da Degano Zucche in Friuli Venezia Giulia alla Fattoria Gelindo dei Magredi, a Vivaro, alla Casa Boscaglia, a Follonica, in Toscana, un’azienda agricola di famiglia guidata da Valentina Franci, che propone uno zuccaturismo ispirato ai ricordi della vita contadina di una volta.

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