Vinacria 2026 (175x100)
Consorzio Collio 2026 (175x100)
L’ALLARME

Caporalato, un terzo dei braccianti è irregolare: evasione fiscale fino a 9,4 miliardi di euro

A dieci anni dalla legge 199/2016, più controlli, sanzioni, ma anche casi, con il fenomeno che resta strutturale. A dirlo, uno studio Eurispes
AGRICOLTURA, BRACCIANTI, CAPORALATO, EURISPES, EVASIONE FISCALE, IRREGOLARI, Non Solo Vino
Studio Eurispes sul caporalato in Italia

A dieci anni dall’entrata in vigore della legge 199/2016 contro il caporalato, il lavoro irregolare continua a rappresentare una componente strutturale dell’agricoltura italiana. Nonostante il rafforzamento dell’attività ispettiva, infatti, il quadro resta critico: tra il 2015 e il 2025 il numero degli ispettori è aumentato del +35%, passando da 3.221 a 4.366 unità, pur risultando in calo dai 4.585 del 2024; nello stesso periodo le pratiche per ispettore sono diminuite da 2,4 a 1,6, ma il tasso di irregolarità è cresciuto dal 54,2% al 64,8%, dopo aver toccato il picco del 68,4% nel 2024; e sono aumentati anche i lavoratori coinvolti in violazioni accertate, passati da 6.153 a 8.851, mentre le infrazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono salite da 592 a 7.528 casi. A dirlo è uno studio Eurispes che, pur riconoscendo l’efficacia della norma sul piano repressivo, evidenzia come il fenomeno non sia stato ancora superato.
Secondo i dati Istat, infatti, nel settore agricolo il lavoro sommerso coinvolge 146.500 persone, pari al 34,3% degli occupati, generando nel 2023 un valore aggiunto superiore a 39,8 miliardi di euro. Sul fronte delle finanze pubbliche, tra il 2015 e il 2023 l’evasione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), addizionali e contributi legata all’occupazione irregolare ha determinato un mancato gettito stimato tra 6,3 miliardi di euro, calcolati sulle retribuzioni effettivamente percepite dai lavoratori, e 9,4 miliardi di euro nell’ipotesi di una completa emersione del fenomeno.
Lo studio rileva anche una riduzione del divario salariale tra lavoratori regolari e irregolari: un bracciante senza contratto percepisce mediamente 8,10 euro l’ora contro gli 11,30 euro di uno regolare, con uno scarto del 28%, inferiore sia al 40% registrato nel 2018 sia al 48% dell’economia nel suo complesso.
Tra i territori più esposti spicca la Provincia di Latina, dove il 95% degli addetti agricoli lavora con contratti a tempo determinato e 6.601 dipendenti, pari al 46% del totale, ricevono compensi inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi. Nella stessa area la retribuzione dei braccianti sfruttati è salita da circa 4 euro l’ora nel 2021 a circa 5 euro nel 2026, rimanendo comunque lontana dai circa 9 euro previsti dai contratti. In Emilia-Romagna almeno il 30% del lavoro agricolo risulterebbe non regolare, mentre nel Modenese il ricorso all’esternalizzazione consentirebbe una riduzione dei costi del lavoro compresa tra il 40% e il 50%. In Lombardia, infine, nel 2025 il tasso di irregolarità rilevato nelle ispezioni agricole concluse ha raggiunto il 65,4%, con 291 casi irregolari su 445 controlli, percentuale che sale al 68,6% nella Provincia di Mantova, con 59 casi su 86.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli