02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

A Creta tornano i vitigni locali, dal Vilana al Dafni, dal Kotzifali al Mantilari, a sostituzione degli internazionali. Tra clima “incandescente” e abbinamenti “giusti”, si conferma il ritrovato valore dei vitigni di antica coltivazione mediterranei

Italia
Vigneti di Creta, dove si torna a puntare sulle varietà indigene come Vilana, Dafni, Kotzifali e Mantilari,

Anche a Creta tornano i vitigni locali a sostituzione degli internazionali, ed anche in Grecia sembra che la via maestra per una produzione enoica più attrattiva passi necessariamente dal recupero delle varietà locali di antica coltivazione. A sollecitare questo passaggio, come sta accadendo i diverse zone del mondo, è una più solida tenuta di queste varietà al riscaldamento climatico, o meglio, una più certa adattabilità delle varietà mediterranee al clima che le ha tramandate da secoli, ma anche la ricerca di abbinamenti più forti con la cucina locale.
L’isola più grande della Grecia è considerata la regione vinicola più antica d’Europa, con i suoi vigneti coltivati continuativamente fin dall’età minoica e cioè dal 1500 a.C., riporta www.vinepair.com.
Dopo anni di coltivazioni di varietà internazionali, i viticoltori locali tornano a piantare le proprie varietà locali, per ottenere vini in grado di garantire vitalità, originalità e senso del luogo da cui nascono. Insomma, ciò che trasforma il semplice sorseggiare un bicchiere di vino in un atto culturale. Così spuntano nelle colline cretesi filari di Vilana, Vidiano, Moscato, Dafni, Xinomavro, Kotzifali, Mantilari, e se proprio non è possibile fare a meno dei vitigni internazionali, vengono piantate varietà adatte ai climi mediterranei come, per esempio, il Syrah o il Grenache.

Un segno dei tempi, forse, ma anche un chiaro messaggio a chi, e ce ne sono moltissimi anche in Italia, è ancora convinto che il mondo enoico abbia ormai consolidato una sua fisionomia fondamentale, fatta degli stessi vitigni adatti ad ogni luogo, zone di produzioni di vocazione approssimativa e rincorsa esasperata a vini “quantitativi”, che, in termini gustativi, significa prodotti più profumati, più dolci, più influenzati dai legni di affinamento e via aggiungendo.

Copyright © 2000/2023


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2023

Altri articoli