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LUTTO IN LANGA

Addio a Beppe Rinaldi, la voce critica delle Langhe e tra i più grandi produttori di Barolo

Se n’è andato, a 69 anni, “Citrico”, capace di innalzare il discorso sul vino a livelli filosofici
BAROLO, BEPPE RINALDI, CITRICO, LANGHE, Italia
Beppe Rinaldi, detto “Citrico”, uno dei più amati produttori di Langa

Il mondo del vino saluta uno dei produttori più amati di Barolo, voce critica e costruttiva per un intero territorio, le Langhe, che ha contribuito a rendere grande con il suo lavoro e la sua passione: se n’è andato, dopo una dura malattia, Beppe Rinaldi, alla soglia dei 70 anni. Soprannominato, non a caso, “Citrico”, per la schiettezza delle sue idee, ha innalzato spesso il discorso sul Barolo ad un livello più alto di quello prettamente enoico, potremmo dire filosofico. WineNews, nel corso degli anni, ha avuto il piacere di incontrarlo ed intervistarlo più di una volta, in momenti capaci di arricchire non solo il palato, con indimenticabili declinazioni del Nebbiolo, rigorosamente tradizionali, ma anche approfondendo aspetti delicati della contemporaneità, come il rapporto tra mondo produttivo e territorio, in molti casi scrigno immutevole, con tanto di certificazione Unesco, di paesaggi unici. Proprio a pochi mesi dal riconoscimento delle Langhe (insieme a Roero e Monferrato), come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, arrivò un monito che riecheggia ancora oggi: “mi auguro che nasca una sensibilità di tutela maggiore su queste colline, richieste ed ambite da tutto il mondo, che dovrebbero avere in ambito locale più persone, amministratori, noi stessi, più attenti a non ferirle”. Senza mai chiudere le porte alle novità ed agli investimenti, perché, come ricordò ancora a WineNews, nella stessa intervista, “siamo passati da una vita agra, riservata ed umile, nell’immediato dopo Guerra, ad un violento ed improvviso benessere. È bene che venga gente da fuori: il langhetto è sempre stato estremamente restio a vendere terreni e proprietà, ma credo che una ventata di novità dal di fuori sia positiva. La nascita recentissima di interessi economici per questa zona la trovo scontata e normalissima: se chi arriva porta novità positive e magari è più accorto di noi a preservare questi profili collinari, non c’è che da pensar bene”. Idee ed insegnamenti che, ne siamo certi, continueranno a riecheggiare tra le colline ed i filari di Langa (anche attraverso il lavoro delle figlie, Marta e Carlotta), dove l’imprenditoria enoica è sempre stata particolarmente ricettiva e, in un certo senso, “illuminata”, anche da luci abbaglianti e taglienti come quella di Beppe Rinaldi.

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