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Natale: Winenews, in enoteca vendite simili al 2010 ma il 2012 preoccupa bollicine al top insieme ai rossi classici ... Anche in enoteca, come in cantina, cresce l’attesa per il Natale, snodo cruciale per le vendite annuali. Qui, nonostante la crisi, gli affari sembrano riuscire a mantenere le posizioni del 2010. Non mancano le preoccupazioni, soprattutto per l’anno che verrà, e una certa apprensione sul bilancio del 2011, ma intanto, la tipologia più gettonata resta quella degli spumanti (non solo italiani), seguita dai grandi rossi: Barolo, Brunello di Montalcino e Amarone. Queste in sintesi le valutazioni di alcune delle enoteche più note d’Italia, interpellate da Winenews ad una manciata di giorni dal Natale 2011. “L’aria non è delle migliori, ultimamente - spiega Francesco Trimani della famosa enoteca romana - ci preoccupa soprattutto quanto è accaduto in ottobre e novembre, con un forte calo delle vendite. Natale poi è partito in maniera meno frizzante che negli anni passati e ci aspettiamo un ridimensionamento del giro d’affari. Aiuta il fatto che quest’anno il calendario ci consente di lavorare fino a ridosso dei giorni festivi”. “Dal punto di vista - prosegue Trimani - delle tipologie più vendute possiamo parlare di un Natale che guarda al “classico” con i grandi rossi italiani e le bollicine a mantenere una netta supremazia nelle scelte dei clienti. Se mai c’è un po’ meno interesse verso le novità. Ma cio’ che veramente contraddistingue gli acquisti del Natale 2011 è una decisa crescita del livello conoscitivo della clientela che ormai, per esempio, nell’acquisto di etichette della Franciacorta o di Bolgheri riesce ad andare al di là della notorietà dei marchi più affermati, riconoscendo il valore di tutto un territorio”. Per Francesco Bonfio dell’Enoteca Piccolomini di Siena e presidente di Vinarius, l’associazione che raccoglie la maggioranza delle enoteche italiane “la situazione non è poi così negativa. Solo per fare degli esempi, in Sicilia le enoteche stanno andando bene e in Lombardia, esclusi i negozi che basano il loro core business sulla regalistica aziendale, in questo caso si parla di una flessione anche del 25%, gli esercizi commerciali rivolti prevalentemente ai clienti privati riescono a mantenere il livello degli affari sulle cifre del 2010”. Dal punto di vista delle tipologie, l’exploit dell’anno scorso della Franciacorta non si è riconfermato, e, sul fronte delle bollicine, guadagnano terreno Prosecco e Champagne, che quest’anno sembra essere tornato in auge. “Bene i rossi classici - conclude Bonfio - Barolo e Barbaresco al nord, Amarone in tutta Italia e Brunello di Montalcino soprattutto in Toscana”. Un anno un po’ difficile, “gli acquisti per le feste sono lenti e sono cominciati piuttosto tardi - spiega Giovanni Valentini, titolare dell’Enoteca Valentini, che si trova nella Repubblica di San Marino - I clienti spendono un po’ di meno che nel passato. A guidare gli acquisti sono decisamente le bollicine, con una forte crescita di quelle francesi e bene i classici rossi di qualità del Bel Paese: Amarone, Barolo e Brunello di Montalcino”.Per Roberto Canali, patron dell’Enoteca di Perugia, Beresapere: “si tratta di festività che, purtroppo, si pongono sulla scia della crisi, anche se in questa settimana qualcosa si è mosso, con gli appassionati che sono tornati a non rinunciare a qualche piacere anche in questo periodo. La tipologia decisamente predominante è quella degli spumanti sia italiani che francesi, mentre i grandi rossi del Bel Paese non sono richiesti come in passato”. In controtendenza l’enoteca Longo di Milano che “cresce sul 2010 del 12% - spiega Giovanni Longo a capo della struttura - Un risultato inaspettato anche per noi, figlio anche di un aumento della clientela perché è pur vero che chi l’anno scorso spendeva 100, quest’anno ha speso 80. Le bollicine restano il vino della festa per eccellenza, sia italiane che francesi, ma non ci sembrano però ancora un vino capace di conquistare il “tutto-pasto”. La fascia dei vini con prezzi medi, da 10 a 20 euro, è quella che soffre di più, mentre vanno bene i rossi classici come Barolo o Brunello”. “In generale, per la fine del mese, ci aspettiamo un fatturato in linea con quello dell’anno scorso - spiega Andrea Formigli dell’enoteca fiorentina “Vinoteca al Chianti” - anche perché il Natale non fa poi così testo, la preoccupazione è se mai per il 2012. A comandare gli acquisti sono decisamente le bollicine in generale, compreso lo Champagne e i vini dal famigerato rapporto qualità/prezzo, il che penalizza un po’ le denominazioni più classiche nei casi delle etichette dai prezzi particolarmente alti. Non male la domanda sui bianchi. In calo i vini del sud, a parte qualche denominazione molto di moda come l’Etna”. “Le nostre vendite si concentrano sui vini della regione - spiega Pio Daniele De Lorenzo dell’enoteca Nuvola di Foggia - compreso gli spumanti, la tipologia delle feste per eccellenza, che anche qui in Puglia hanno raggiunto un livello qualitativo più che buono. Buoni risultati anche dalle bollicine italiane, mentre calano gli acquisti di Champagne. è un Natale in cui si acquista l’essenziale - conclude De Lorenzo - e in questo senso sono penalizzati i grandi nomi e le denominazioni storiche, ad eccezione dell’Amarone”. Abbastanza ottimista anche Nicola Picone della storica enoteca di Palermo che porta il nome di famiglia: “stiamo lavorando sullo stesso livello dello scorso anno con una domanda di bollicine in crescita sia per quelle italiane che per quelle francesi e con una buona richiesta anche dei grandi rossi della nostra regione ma anche di quelli provenienti dal Veneto e dalla Toscana”.

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